L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 14 luglio 2020

La Gran Bretagna tradisce Huawei

BANDA ULTRALARGA
Huawei torna alla crescita a doppia cifra. Ma arriva la stangata Uk: “Fuori dal 5G”

Nel primo semestre fatturato di oltre 64 miliardi di dollari pari a un’impennata del 13,1% e profitti netti in aumento del 9,2%. Recuperata la frenata causata dall’emergenza Coronavirus. Ma sul futuro pesa la decisione britannica: l’azienda esclusa dalle reti di nuova generazione si appella all’Italia: “Basarsi su criteri oggettivi”

14 Lug 2020
Domenico Aliperto

La prima metà del 2020 fa segnare risultati finanziari positivi, addirittura a doppia cifra, per Huawei, che riprende a crescere in maniera consistente dopo la battuta d’arresto del primo trimestre, segnata da revenue in aumento di appena l’1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il colosso cinese ha infatti generato un fatturato di 64,24 miliardi di dollari, registrando un incremento del 13,1% su base annua, mentre il margine di profitto netto dell’azienda nel primo semestre del 2020 è stato del 9,2%. I Business Group Carrier, Enterprise e Consumer di Huawei hanno realizzato rispettivamente un fatturato di 22,58 miliardi, 5,14 miliardi e 36,19 miliardi di dollari.

Il ruolo delle tecnologie Ict nell’era del Covid-19

Mentre i Paesi di tutto il mondo sono alle prese con la pandemia Covid-19, le tecnologie Ict sono diventate non solo uno strumento cruciale per combattere il virus, ma anche un motore per la ripresa economica. Huawei ha ribadito il proprio impegno a collaborare con gli operatori delle telecomunicazioni e i partner del settore per mantenere stabili le operazioni di rete, accelerare la trasformazione digitale e sostenere gli sforzi al fine di contenere le epidemie locali e rilanciare le economie.

“Il complesso ecosistema esterno”, si legge in una nota dell’azienda, “rende la collaborazione aperta e la fiducia nelle catene del valore globali più importanti che mai. Huawei si impegna a continuare a adempiere ai propri obblighi nei confronti di clienti e fornitori e di superare le avversità, continuando a contribuire all’economia digitale globale e allo sviluppo tecnologico, indipendentemente dalle sfide future che l’azienda dovrà affrontare”.

La decisione del regno Unito: “Huawei fuori dal 5G”

La notizia positiva dei conti fa però il paio con la doccia fredda britannica. Il Regno Unito ha annunciato che Huawei è esclusa dalla realizzazione delle reti 5G, una significativa inversione di tendenza da parte del governo che potrebbe intaccare in modo significativo le relazioni con la Cina.
Riferendo in Parlamento, il segretario alla Cultura del Regno Unito Oliver Dowden ha dichiarato che gli operatori mobili nel paese dovranno non potranno più acquistare apparecchiature Huawei già da quest’anno. E dovranno eliminare gli equipaggiamenti Huawei dalle infrastrutture entro il 2027.

Si tratta di un’inversione di tendenza del Regno Unito, che a gennaio scorso aveva concesso a Huawei un accesso alle reti mobili di prossima generazione seppur con alcuni limiti. In base alle linee guida precedenti, gli operatori di rete mobile dovevano ridurre la quota delle infrastrutture Huawei nelle parti non core al 35% entro il 2023.

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