L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 15 luglio 2020

La minor capacità di spesa di molte famiglie mette in crisi il settore ortofrutticolo italiano sul piano interno, è un campanello d'allarme preciso per questa classe dirigente, questa politica che attraverso il sostegno ad Euroimbecilandia ci vuole affamare ancora di più


Mercoledì 15 Luglio 2020

«Verdure in crisi, manca il desiderio dei consumatori»

La crisi di mercato degli ortaggi non risparmia nemmeno il Centro agroalimentare di Torino, dove “negli ultimi 15 giorni si è notato un forte calo anomalo delle vendite in raffronto al trend storico di luglio, in particolare per pomodori, melanzane, zucchine e peperoni”. A spiegarlo a Italiafruit News è Carlo Quirico, titolare dello stand Quirico srl e membro del consiglio direttivo dell’Associazione piemontese dei grossisti ortofrutticoli.

“La difficoltà di commercializzazione delle verdure è un fenomeno generalizzato che sta riguardando l’intero territorio nazionale, quindi un po’ tutti i Mercati all’ingrosso da nord a sud”, specifica Quirico. “Qui al Caat, in particolare, stiamo vedendo che da circa due settimane i clienti tendono a comprare più frutta rispetto agli ortaggi”.

“Il motivo di tale contrazione dei consumi in piena estate è un grosso punto interrogativo. Ma ritengo che la mancanza di turisti stranieri e le difficoltà che sta vivendo il comparto degli alberghi non siano le uniche ragioni”


C’è infatti da considerare - a nostro avviso - anche il fattore psicologico, la minor capacità di spesa di molte famiglie (nel "ricco" Nord le famiglie povere sono aumentate del 165% col coronavirus, di più che al Centro, +79%, e al Sud, +72%; fonte Uecoop-Unione europea delle cooperative) nonché la maggior propensione delle persone a coltivare orti familiari sia in campo che sul balcone.

“Mai come in questi ultimi anni - evidenzia ancora Quirico - noi grossisti abbiamo visto che la prima leva commerciale è il desiderio del consumatore, che, in queste ultime settimane, sta purtroppo mancando per tutte le verdure. La crisi in atto è arrivata dopo un primo semestre molto positivo, nel quale la filiera nazionale dell'ortofrutta ha retto benissimo al coronavirus e ha dato prova di essere un esempio fantastico in Europa”.

Bisognerà vedere, ora, in che modo potrà proseguire la campagna estiva. Perché è probabile che molti produttori orticoli, se la domanda continuerà a rimanere fiacca, potranno smettere di raccogliere. “La situazione commerciale può cambiare di settimana in settimana - conclude l’operatore torinese - Fino a dieci giorni fa, per esempio, le zucchine si vendevano senza troppi problemi. Nell’arco di quest’ultimo periodo c’è stato un tracollo generalizzato che è difficile da comprendere, visto che l'offerta in campo aperto si è ridotta a causa del maltempo".


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