L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 2 luglio 2020

NoTav - la Torino-Lione esiste già e passa per il Frejus. La corruzione insita nel Pd lo porta a pensare che può corrompere i sindaci della valle con le compensazioni

Tav, il ministro De Micheli replica al sindaco di Lione: “Il cantiere va avanti, serve”

Paola De Micheli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

PUBBLICATO IL 01 Luglio 2020 

ROMA. «Il cantiere sta andando avanti e noi, a breve, consentiremo a tutti i sindaci, anche a quelli che hanno votato contro Tav, di potere accedere ai finanziamenti di compensazione ambientale». E’ questa la replica del ministro ai Trasporti, Paola De Micheli, allo stop del sindaco di Lione sulla Tav. «Credo che l'alta velocità Torino-Lione serva perché è in ballo un corridoio europeo e quindi consente a tutto un Paese di collegarsi a quel corridoio – ha detto il ministro -. Io credo che l'Italia debba stare dentro quel sistema infrastrutturale europeo, è una ragione importante». Il ministro cerca condivisione e consenso sul territorio. «Il precedente governo aveva impedito ai Comuni che avevano votato contro di accedere a queste risorse – ha detto ancora il ministro – Noi crediamo invece che anche chi ha votato contro abbia il diritto di ricevere compensazioni ambientali». L'investimento sul ferro «rimane il punto chiave del trasporto dei passeggeri e delle merci del futuro in tutta Europa e l'Italia deve stare nel grande sistema infrastrutturale del nostro continente».

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