L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 5 luglio 2020

NoTav - la Torino-Lione già esiste e passa per il Frejus. Per il governo centrale francese contrariamente a quello locale l'opera può andare avanti tanto i miliardi li stanziano gli euroimbecilli italiani

TAV, Parigi risponde a Lione: “Si fa”

Infiamma lo scontro anche in Francia sul collegamento ferroviario con Torino, il segretario dei trasporti francese risponde al sindaco di Lione

Pubblicato il 04 Luglio 2020 ore 13:00


[Rassegna stampa] Botta e risposta tra Parigi e Lione sulla questione TAV: il collegamento tra la città francese e Torino è tornato a far parlare di sé negli ultimi giorni, in vista della ripresa dei lavori e con esso anche lo scontro politico, non soltanto nel nostro Paese ma anche Oltralpe. In Francia infatti, il neo eletto sindaco di Lione ha espresso il suo parere contrario all’opera, considerata inutile. Secca la risposta di Parigi che invece ha ribadito che i lavori per la TAV andranno avanti.

È stata una giornata convulsa ieri a Parigi dal punto di vista politico. Il premier Edouard Philippe si è dimesso ed Emmanuel Macron lo ha sostituito tambur battente con Jean Castex. Nei prossimi giorni il presidente dovrà decidere la nuova compagine del governo: chi resterà, chi partirà? Jean-Baptiste Djebbari è il segretario di Stato ai Trasporti (è una qualifica ministeriale in Francia, anche se sotto la tutela della ministra della Transizione ecologica, Elisabeth Borne). Trentotto anni, l’uomo Tav a Parigi (è lui a occuparsi dell’alta velocità tra Lione e Torino), Djebbari ha letto l’intervista data da Grégory Doucet a «La Stampa», dove il nuovo sindaco di Lione ha bocciato il progetto e chiesto di fermarlo. Ebbene, ieri sera il segretario di Stato ci ha tenuto a inviargli indirettamente una risposta, ribadendo che Parigi andrà avanti: quel progetto, «disponibile sia per i viaggiatori che per le merci, è profondamente europeo e necessario alla transizione ecologica, in cui si è impegnato il governo francese». […]
In ogni caso, come specifica, «il nostro Stato ha già confermato il suo impegno a realizzare questa nuova linea nella legge sull’orientamento delle mobilità, pubblicata nella Gazzetta ufficiale il 26 dicembre 2019». Insomma, indipendentemente da chi sarà il ministro, si va avanti. Aggiunge: «Il traffico stradale ha ripercussioni significative e nefaste nelle valli alpine dell’Arve e della Maurienne, particolarmente sensibili all’inquinamento dell’aria, che è la terza causa di mortalità in Francia». E il progetto diventa ancora più necessario nel dopo coronavirus. «Nel contesto della ricostruzione economica dopo la crisi sanitaria, che dovrà essere ecologica e solidale (i francesi come gli euroimbecilli italiani non sanno che quando l'opera sarà finita il trasporto su gomma avverrà con l'idrogeno verde che non inquina)– spiega -, il presidente della Repubblica ha ricordato il suo attaccamento a rendere i trasporti meno inquinanti. E così quello ferroviario, un modo pulito di viaggiare, dovrà ritrovare il suo posto, in particolare nella dimensione del trasporto merci che attraversa le Alpi». […]

Leonardo Martinelli, La Stampa

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