L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 2 luglio 2020

Oggi la Massoneria è un coacervo in cui dietro l'apparenza ci sono appetiti individuali e di gruppo che decidono nelle segrete stanze

Massoneria DOCG

Di Hermes
- 1 Luglio 2020 


La Massoneria è la più antica è la più onorevole società che sia mai esistita. Ma oggi non basta l’etichetta di Massoneria a garantire validità iniziatica ed operativa.

Così come nella pratica comune non basta ad esempio il nome di Rosso Conero o di Chianti o la denominazione DOC o DOCG per garantire l’eccellenza di un vino. Un vino è grande per la sua storia ampelografica, la cura in vigna, le procedure enologiche di vinificazione, d’imbottigliamento, d’invecchiamento, di conservazione, di rigore distributivo e commerciale.
La stessa cosa, ad un livello più alto, avviene per la Massoneria.

Viviamo in tempi difficili, contro-iniziatici. In un territorio di sentieri che si biforcano, di specchi deformanti, di annunci ambigui. Andare di qua o di là, può significare entrare in una potenziale via di liberazione o cadere rovinosamente nella perdizione.

La vera Massoneria è scuola di Misteri e palestra di formazione civile.
Le nostre logge sono recinti sacre dove non c’è posto per mercanti di carriere e narcisisti a caccia di titoli onorifici.

La Massoneria, non ci mette demagogicamente in mano una soluzione. Ma ci offre continuamente una prospettiva di crescita e di relativa, umana felicità, aprendo uno spiraglio verso lo Spirito da cui proveniamo.

La Massoneria è accogliente e fraterna, e se chiederemo nel giusto modo – ricordiamo sempre che “il regno dei Cieli subisce violenza” cioè che la via iniziatica è una via di attivismo e di lavoro – se sapremo chiedere pazientemente ed ardentemente, avremo in mano mille strumenti di lavoro per sgrossare la pietra del cuore e la presenza operosa di mille fratelli che ci metteranno umilmente a disposizione la loro esperienza di vita.

Una volta tanti anni fa, il lavoro iniziatico della Massoneria, poggiava, per così dire, nella pratica quotidiana su di un mestiere reale, quello dei muratori e degli architetti costruttori di cattedrali.

Oggi, purtroppo, non è più così. Nella migliore delle ipotesi il lavoro oggi è una fonte di soddisfazioni “tecniche”, emozionali ed economiche, nella peggiore, è una pena quotidiana completamente dissociata da una motivazione ed adesione profonda. Un impegno che dobbiamo o vogliamo portare avanti solo per ragioni di sussistenza, per paura di cambiare o per mero riscontro economico.

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