L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 4 luglio 2020

Vaccini inutili - Se vale per il covid-19 vale per tutti i virus Rna

Gli scienziati trovano il modo di neutralizzare il coronavirus in 25 secondi


In attesa di un vaccino che possa aiutare nella lotta contro il coronavirus, gli stanno cercando di trovare modi alternativi per neutralizzare il virus. I National Laboratories for Emerging Infectious Diseases (NEIDL) dell'Università di Boston hanno trovato il modo di far scomparire le particelle di virus in pochi secondi.

La Boston University ha unito le forze con la società Signify, leader nel settore dell'illuminazione, per fare una scoperta sorprendente. Le radiazioni ultraviolette sono molto efficaci con SARS-CoV-2, tanto che, utilizzando apparecchiature speciali, le radiazioni inattivano il virus.

I ricercatori, guidati dal dottore e professore associato Anthony Griffiths, hanno trattato materiale inoculato, cioè infettato dal virus, con diverse dosi di radiazioni ultraviolette per valutare la sua capacità di inattivazione in varie condizioni.

Le conclusioni sono sorprendenti: applicando la radiazione pertinente in condizioni ottimali, il carico del virus si riduce del 99,9999% dopo 25 secondi.

"I risultati dei nostri test mostrano che sopra una dose specifica di radiazione UV-C, i virus sono stati completamente inattivati: in pochi secondi non siamo più in grado di rilevare alcun virus", ha affermato il dott. Griffiths in una dichiarazione pubblicata da Signify.

La scoperta invita a dare uno sguardo positivo al futuro della lotta contro il coronavirus. "Siamo molto entusiasti di questi risultati e speriamo che ciò acceleri lo sviluppo di prodotti che possano aiutare a limitare la diffusione di COVID-19", afferma il medico.

Un nuovo passo avanti potrebbe essere stato compiuto per la definitiva sconfitta del Covid-19, se dovesse essere confermato quanto affermano gli autori di questi test.

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