L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 5 luglio 2020

Tra Italia e Stati Uniti esiste uno "storico e profondo legame". Siamo una loro colonia e le decine e decine di basi militari sul nostro territorio ne è la prova

ALAZZI & POTERE
Domenica, 5 luglio 2020 - 08:14:00
Governo, "Giuseppi" è avvisato: gli Stati Uniti vogliono riprendersi l'Italia

Marco Antonellis


Tra Italia e Stati Uniti esiste uno "storico e profondo legame". Lo ha ricordato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al presidente Donald Trump in occasione della Festa dell'Indipendenza americana. "In occasione del 244esimo anniversario della Dichiarazione d'Indipendenza mi è gradito formulare, a nome di tutti gli italiani e mio personale, i migliori auguri per l'amico popolo americano", scrive Mattarella nel messaggio, pubblicato sul sito dell'ambasciata italiana a Washington, "Lo storico e profondo legame tra i nostri due Paesi, cementato dalla presenza di una ampia e attiva comunità di origine italiana negli Stati Uniti e da vitali scambi commerciali e culturali, è stato riaffermato con vigore anche nell'attuale drammatica emergenza sanitaria. Nel rinnovare la sincera gratitudine per la solidarietà dimostrata in tale occasione, sono certo che il rapporto tra Stati Uniti e Italia non potrà che emergere ancora più solido nella costante condivisione dei principi di libertà, pace, giustizia e democrazia". "È mio vivo auspicio che Washington e Roma, forti anche del legame transatlantico e dei sottesi valori, possano ulteriormente sviluppare, in ogni ambito e consesso, una preziosa e fattiva collaborazione, a beneficio dei propri cittadini e a favore della salute, della sicurezza e della prosperità economica internazionale", ha aggiunto il presidente della Repubblica, "Con questo spirito e nel gradito ricordo del nostro incontro a Washington, sono lieto di rivolgerle i miei più calorosi auguri per la sua persona, la sua famiglia e per tutti i cittadini degli Stati Uniti d'America".

Parole di "fattiva collaborazione" che a molti avranno fatto fischiare le orecchie, a cominciare da quel "Giuseppi" Conte che a quanto pare non è più tanto amato dalle parti della Casa Bianca. Da tempo infatti, nei palazzi del potere capitolino, fioccano sussurri e indiscrezioni sul disamoramento di The Donald nei suoi confronti con tanto di contorno quirinalizio: non sono in pochi a sostenere che gli Usa stiano riservatamente sondando il Quirinale con la speranza di avere al più presto dei cambiamenti al vertice del governo del belpaese in modo da bloccare quell'asse sempre più forte tra Italia e Cina, asse che Washington vede come il fumo negli occhi.

Ma un cambiamento a Palazzo Chigi potrebbe trovare il favore anche di Angela Merkel: la Cancelliera ancora non si capacita come mai l'Italia si rifiuti di aderire "senza se e senza ma" al Mes dopo che è stato fatto senza condizionalità come richiesto dal belpaese e dopo il "patto tacito" tra Roma e Bruxelles: prima la sottoscrizione del Mes e poi si discute di tutto il resto (a cominciare dal Recovery fund).

Ultimo ma non ultimo il problema Libia con quello, ca va sans dire, dei suoi preziosissimi giacimenti di petrolio: anche qui la soluzione, vista l'inconsistenza dell'Europa, passerà dagli Stati Uniti d'America. Ma per mettere in sicurezza il Nord Africa, prima di tutto bisognerà mettere in sicurezza l'Italia, snodo centrale di tutto il Mediterraneo. Ed è esattamente quello che gli Usa si apprestano a fare.

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