L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 2 luglio 2020

Vox Italia va alle amministrative


Criticata l'alleanza di Città Aperta col Pd che ne causò la caduta nel 2015

Amministrative. Vox Italia scende in campo a Barcellona e Milazzo: “Saremo il terzo polo” 

BY LA REDAZIONE | 2 LUGLIO 2020

Anche Vox Italia in corsa alle amministrative di Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo (in provincia di Messina). La decisione è stata presa di concerto con il coordinamento provinciale, composto da Mario Coppolimo, Ferdinando Vento e Giuseppe Munaò, con i presidenti dei circoli e con tutti gli iscritti, al fine di proporre una terza via alle elezioni in programma il prossimo settembre: “Un terzo polo aperto a tutti coloro che non si riconoscono né nelle logiche spartitorie del cosiddetto centrodestra né nelle fallimentari politiche amministrative del centrosinistra degli ultimi anni”.

I vertici provinciali di Vox Italia dichiarano di non riconoscersi, a Barcellona come a Milazzo, “in quella che è divenuta una grande ammucchiata senza capo né coda affastellata con l’unico scopo di vincere facile, puntando non sulla qualità ma sulla quantità e sull’effetto trascinamento delle liste. Un potpourri disarmonico di persone – proseguono – alcune delle quali fino a ieri neanche si salutavano, molto al di là della normale dialettica politica, del tutto incompatibili e che, siamo convinti, in caso di vittoria, non sarebbe assolutamente funzionale e non durerebbe più di sei mesi, con buona pace dell’interesse dei cittadini che, ancora una volta, vedrebbero deluse le proprie aspettative, così come avvenuto con le ultime due amministrazioni”.

In particolare a Barcellona, gli esponenti del movimento fondato da Diego Fusaro affermano di non riconoscersi nemmeno “in quell’alleanza forzata allestita a sinistra tra Città Aperta e quello stesso Partito Democratico che nel 2015 fu la causa principale della mozione di sfiducia all’amministrazione Collica, provocandone di fatto la caduta”.

“Chiediamo pertanto a tutti i cittadini – concludono – stanchi di questo continuo balletto dove, cambiano le figure e i ruoli ma rimane inalterata la prassi di guardare più agli interessi personali ed alla concentrazione di potere che alla cura, alla crescita e al rilancio vero del territorio, di scendere in campo e di avere il coraggio di lottare per il cambiamento”.

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