L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 21 agosto 2020

Banca Etruria - e come al solito quando si tratta del Boschi la procura di Roberto Rossi archivia le inchieste. Siamo a quota cinque, sei? Il Sistema massonico mafioso politico toscano esulta della garantita vittoria essendo la procura sua parte integrante

Papà Boschi archiviato per la liquidazione Bronchi: esultano figlia e gli altri renziani

Maria Elena: un giorno più bello del fango. Ma il caso non è ancora chiuso: in autunno il padre a processo per le consulenze d'oro

Pierluigi Boschi

Arezzo, 20 agosto 2020 - 

Papà Boschi schiva un altro paletto dell'inchiesta infinita su Banca Etruria e subito sio scatenano sui social la figlia Maria Elena, ex ministro del governo Renzi, e altri renziani. Ma il caso, nonostante l'esultanza, mon è ancora chiuso. In autunno Boschi senior e altri 13 imputati, fra cui 11 membri dell'ultimo Cda, dovranno affrontare il processo (bancarotta colposa) per le consulenze d'oro affidate da quel consiglio d'amministrazione (circa 3 milioni). Solo se usciranno vincitori da quello Pierluigi Boschi potrà dire di essere definitivamente fuori dal caso Etruria.

Il gup di Arezzo Fabio Lombardo ha depositato il 18 agosto il decreto di archiviazione sulla vicenda della liquidazione dell'ex dg di Banca Etruria Luca Bronchi stabilendo il non luogo a procecedere per l'ex cda della banca tra cui anche Pierluigi Boschi, all'epoca nel cda e padre di Maria Elena Boschi, all'epoca ministra. Lo si legge stamani sul Corriere di Arezzo. La vicenda è relativa ai circa 700mila euro versati nel 2014 da Bpel all'ex dg che proprio per la buonuscita è stato condannato in primo grado, mentre l'ultimo presidente col quale si accordò, Lorenzo Rosi, è sotto processo.

Per l'ex vicepresidente Boschi e per gli altri era già caduta mesi fa l'ipotesi più grave, quella della bancarotta fraudolenta. Ad escluderla era stato il giudice Piergiorgio Ponticelli nell'udienza in cui prese in esame la richiesta di archiviazione del pm Roberto Rossi, accogliendola in parte. Restava in ballo la bancarotta semplice. Il gip a gennaio restituì gli atti alla procura per un ulteriore approfondimento finalizzato ad accertare se da parte dei consiglieri di Etruria ci fosse stato un atteggiamento negligente e imprudente, quindi punibile. La procura, svolto il supplemento di indagine, ha poi ribadito la richiesta di archiviazione non essendo emersi elementi a carico dei consiglieri. Richiesta adesso dal giudice Fabio Lombardo subentrato a Ponticelli nel frattempo passato in organico al Palazzo di giustizia di Firenze.

«Ancora un'archiviazione per mio padre su Banca Etruria. Chissà dove sono ora coloro che in questi anni ci hanno insultato, offeso, minacciato. Ma oggi è un giorno bello: la verità è più forte del fango». È il tweet di Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia viva alla Camera. "Archiviate le accuse su Banca Etruria per il papa' di Maria Elena Boschi. Una bella notizia che lascia l'amaro in bocca per gli insulti e il dolore che lei e la sua famiglia hanno subito. Ma il tempo e' galantuomo. Italia Viva si battera' sempre per far prevalere il garantismo sul giustizialismo". Lo scrive su Twitter la deputata di Italia Viva Raffaella Paita.

"Ci sono i giustizialisti, cioe' quelli per cui alla prima notizia sulla stampa (di un avversario politico) lo crocefiggono perche' colpevole. Poi ci sono i garantisti (che sono quelli che hanno letto la Costituzione) per cui c'e' la fiducia nella magistratura, nella consapevolezza che non puo' essere un giornalista o un procuratore ad emettere una sentenza ma ci vuole un giudice". Cosi' Ettore Rosato (Iv), commentando su Facebook la notizia dell'archiviazione dell'accusa di bancarotta nei confronti del padre della capogruppo di Italia Viva Maria Elena Boschi. "I giustizialisti- prosegue- anche quelli che sono al governo con noi, che scaricarono sentenze (e insulti) su Maria Elena Boschi per la vicenda che coinvolgeva il papa', per il quale oggi c'e' stata l'ennesima archiviazione, sono certo si scuseranno con lei e con l'opinione pubblica".

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