L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 17 agosto 2020

Borsellino e l'agenda rossa fatta sparire nelle pieghe delle istituzioni

Risguardi presenta “La Casa di Paolo”, il libro di Marco Lillo e Sara Loffredi

Written by comunicato stampa on 16 Agosto 2020. Pubblicato in Cultura


Presenta il libro il Procuratore Nicola Gratteri, con Marco Lillo e la partecipazione di Salvatore Borsellino.
La rassegna letteraria di Risguardi promossa dall’Amministrazione Comunale di Roseto Capo Spulico si arricchisce di un evento di altissimo spessore culturale. Giovedì 20 Agosto nel Parco Qualità della Vita, verrà presentato il libro del giornalista del Fatto Quotidiano Marco Lillo e della scrittrice Sara Loffredi “La Casa di Paolo” con prefazione di Salvatore Borsellino. 

A presentare il romanzo, alla presenza dell’autore Lillo, il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, con la partecipazione di Salvatore Borsellino.
Il libro racconta la storia di Lorenzo, quindici anni, che frequenta la seconda liceo a Milano e ha un rapporto complicato con il padre. Quando la professoressa Ghidini propone alla classe un progetto sulla figura di Paolo Borsellino, lui scopre inaspettatamente, in un magistrato ucciso quasi trent'anni prima, il padre che avrebbe desiderato. Il percorso porta Lorenzo e i compagni - Luca, Giulia, Filippo e tutti gli altri - fino a Palermo, nei luoghi simbolo della lotta alla mafia, avvicinando i ragazzi a concetti complessi tradotti in un linguaggio adatto a loro, come il metodo di lavoro del pool, la stagione delle stragi, la sparizione dell'agenda rossa o il ruolo dei pentiti e dei collaboratori di giustizia. I ragazzi sono ospiti nella Casa di Paolo, realizzata nella vecchia farmacia della famiglia Borsellino, che offre una possibilità di futuro ai bambini della Kalsa, il quartiere dove il magistrato è cresciuto; qui Lorenzo conosce Tano, che ha la sua età ma viene da una realtà difficile e lo obbliga a guardare le cose da una prospettiva inedita e a fare i conti con i suoi problemi. Per farlo, Lorenzo chiede a Paolo di dargli coraggio: non quello degli eroi ma quello degli uomini che sanno accendere una luce nel buio.
“Siamo orgogliosi – ha affermato il Sindaco Rosanna Mazzia - di poter ospitare la presentazione del libro di Sara Loffredi e Marco Lillo e far conoscere ai ragazzi, attraverso questo romanzo, una figura straordinaria come quella di Paolo Borsellino. Siamo ancor più orgogliosi che a presentare questo libro ci sia un uomo di spicco nella lotta alla criminalità come il Procuratore Nicola Gratteri. E’ inoltre una grande emozione poter avere con noi in diretta Salvatore Borsellino, autore della prefazione del libro e testimone di una pagina nera della storia del nostro Paese che non possiamo dimenticare.”
Giovanni Pirillo
Comunicazione Istituzionale

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