L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 19 agosto 2020

Ci prendono per imbecilli e quello del virus che si sveglia alle 18.00 e va a dormire alle 6.00 è un capolavoro che dovrebbe farci riflettere della pochezza e insulsaggine di questa classe politica tutta

Covid, una tesi diversa

di Miguel Martinez
13 agosto 2020

Un mio amico che insegna biologia in un’università dell’Italia settentrionale, e collabora con diversi virologi, mi ha scritto questo testo, autorizzandomi a pubblicarlo.

Non ho ovviamente le competenze per esprimere un parere, ma l’autore è una persona estremamente seria.

Ecco cosa scrive:

* * * *

Dai dati disponibili, è chiaro che il virus è ormai scomparso da mesi dall’Europa come agente patogeno.

Si parla ancora di decessi causati dal Covid, ma si tratta quasi sempre di decessi causati da altre patologie in persone che, in qualche momento nel passato, erano risultate positive. E anche se ci fossero 10 vittime al giorno da Covid, su una popolazione di 60 milioni è praticamente zero.

L’epidemia ha ormai fatto il suo corso in tutto l’emisfero nord. Negli stati uniti il declino è nettissimo sia in termini di casi come di decessi.

Il fatto che in paesi come il Belgio e la Spagna si veda un aumento dei casi (ma non di decessi) è semplicemente dovuto al fatto che hanno aumentato notevolmente il numero di test – la Spagna addirittura conta fra i test quelli degli anticorpi. E siccome il virus ormai si è stabilizzato a livello endemico nella popolazione, è chiaro che più test fai, più “casi” trovi.

Ma il rapporto fra test e casi è stabile entro i limiti di oscillazioni non significative. Eravamo al 25% al picco, ora siamo allo 0.5% di positivi – nell’ultima settimana siamo passati allo 0.6% — se questa uno la vuol chiamare una “seconda ondata” ha una carriera aperta come giornalista a “Repubblica”

Rimane il fatto che i test ci dicono che la firma genetica del covid rimane in giro come traccia in una frazione della popolazione. E’ normale: siamo tutti pieni di virus di un tipo o di un altro, e la maggior parte di loro non solo non fanno danni, ma sono utili al metabolismo umano. Che questa traccia esista e al contempo i decessi diminuiscano è una cosa buona: vuol dire che gli esseri umani e il Covid-19 si stanno adattando l’uno all’altro.

Tuttavia, sta passando una certa linea più o meno a tutti i livelli, dal governo alla signora Maria: i numeri dell’epidemia non contano più niente: l’unico numero buono è zero (come si diceva degli indiani al tempo del Wild West).

Ovvero, finché “il virus circola,” sono giustificate tutte le misure, anche le più estreme: confinamento, blocco delle attività, riduzione della mobilità, eccetera. Chi si oppone a questa linea viene definito ufficialmente negazionista/complottista/neonazista/sterminazionista, eccetera.

Come vi rendete conto, la faccenda è preoccupante, soprattutto tenendo conto che i veri danni economici del lockdown di quest’anno devono ancora arrivare. Io credo che al governo vedano benissimo la problematica di mantenere l’ordine pubblico in una situazione che potrebbe diventare esplosiva. Persino un nuovo lockdown è possibile: il governo lo può ordinare con i poteri di emergenza che ha.

Sulle ragioni di questo che sta succedendo, io credo che tutto quello che succede succede per una ragione, ma in molti casi questo “primo motore” è lontano dalle sue conseguenze, per cui è quasi sempre impossibile da percepire per noi tapini che non abbiamo accesso alle stanze dei bottoni. Per il momento, le ragioni ultime di questo disastro rimangono oscure. Possiamo solo speculare sulle conseguenze.

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