L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 12 agosto 2020

Covid-19 e le televisioni continuano a darci la loro dose di paura e ansia, di terrorismo mediatico

12 AUGUST 2020

TeleMemento Mori



Giorno di S. Giuliano. Rilancio un argomento che prima di me ha trattato l'amico Massimo sul suo blog. La campagna dei media nei confronti del Covid è a dir poco depistante, sgomentevole e vergognosa. Non ci hanno lasciato in pace un solo giorno durante tutti questi giorni di calura. Se ci sono giovani al mare, vengono criminalizzati come portatori della nuova peste verso gli adulti e gli anziani. Se si vedono spiagge affollate, invitano a non frequentarle. E tutto mentre persistono i protocolli del distanziamento balneare: via l'asciugamano, prenotare la nuotata, state in ammollo e non sdraiatevi sul telo, e via rompendo e dissuadendo con ogni mezzo.  Voglio ricordare che la stampa (sia i canali tv che le testate giornalistiche) non si limita solo a fare da megafono della politica governativa, ma che è l'espressione stessa  della finanza e dei suoi interessi. Ciò sembra scontato ma non lo è, dato che  nei loro consigli di amministrazione siedono sempre molte banche e società finanziarie. Solo il Corrierone ne ha 13 e scusate se è poco. Pertanto chi si aspetta che questi lancino notizie  imparziali e disinteressate, è destinato a venire ingannato. La stagione è propizia per spegnere e ignorare questi Monatti dell'informazione.  Ora è scattata la caccia all'untore proveniente dalla Croazia o da Ibiza. Perfino dalla Grecia. Non più tardi di questa sera una conoscente certamente poco intelligente, si lamenta con me per via dei "vacanzieri che ci impestano" di ritorno dalle ferie.  Della serie, io non vado in vacanza perciò sono pura e incontaminata, chi invece ci va, tiene alto il contagio. L'ho guardata di traverso come si guarda un marziano. "Brava, continua a rimanere in casa, gira con la mascherina e ricordati di rimanere sempre confinata nel tuo comune, vedrai che a te non ti toccherà mai nulla", è stata la mia secca risposta.   Poi ho girato i tacchi e ho preso immediato congedo. Hanno creato un appestamento psichico che si autoalimenta da sé come un incendio doloso. La gente dà i ciocchi come una campana.


"Chi prova paura cerca di proteggersi in ogni modo e con ogni possibile accorgimento dalla cosa che lo minaccia – ad esempio indossando una mascherina o chiudendosi in casa" scrive Giorgio Agamben nel suo sito Quodlibet nel suo pezzo "Che cos'è la paura".  "ma questo non lo rassicura in alcun modo, anzi rende ancora più evidente e costante la sua impotenza a far fronte alla «cosa». Si può definire, in questo senso, la paura come l’inverso della volontà di potenza: il carattere essenziale della paura è una volontà di impotenza, il voler-essere-impotente di fronte alla cosa che fa paura. Analogamente, per rassicurarsi ci si può affidare a qualcuno cui si riconosce una qualche autorità in materia – ad esempio a un medico o ai funzionari della protezione civile – ma questo non abolisce in alcun modo la sensazione di insicurezza che accompagna la paura, che è costitutivamente una volontà di insicurezza, un voler-essere-insicuro. E questo è tanto vero che gli stessi soggetti che dovrebbero rassicurare intrattengono invece l’insicurezza e non si stancano di ricordare, nell’interesse degli impauriti, che ciò che fa paura non può essere vinto e eliminato una volta per tutte".

Ovviamente chi invece sbarca a Porto Empedocle o a Pozzallo da una nave ONG, non è oggetto di alcuna riprovazione da parte del mortifero Speranza, né dei me(r)dia né tanto meno, di conseguenza, da chi se ne ciba. Quelli mica provengono da una vacanza!

Un tempo il  Timor Mortis veniva agitato da frati, sacerdoti, alti prelati per tenere in soggezione il popolino. Ora invece quei sacerdoti vengono sostituiti dalla scienza, dai comitati scientifici, dalle task force. E naturalmente da politicastri senza scrupoli che se ne fanno scudo per rimanere più a lungo possibile al potere. Poi c'è la cassa di risonanza mediatica, i programmi detti di "approfondimento" che in realtà servono solo a istillare nuovo timor panico. Uno di quei soloni sempre presente è quel Galli , l'infettivologo dell'Ospedale Sacco di MI, pronto a far ciondolare la testa come un  cattivo budda telecomandato, sempre in guerra con Zangrillo e Bassetti, da lui giudicati troppo ottimisti. Ma chi si prefigge per davvero di guarire la gente,  ha l'obbligo morale di essere ottimista, altrimenti è bene che cambi mestiere.  Insomma, avrete capito  che il "gonfiamento" dei testicoli non è finito. E che con l'autunno ogni starnuto, ogni raffreddore, ogni sintomo influenzale, ogni lineetta di febbre di comune influenza, sarà destinato a creare un'isteria collettiva.

"Ricordati che devi morire, ricordati che devi morire" è il martellamento nemmeno troppo occulto dei tre TG-Conte, a reti unificate. E siccome di Covid non si muore più e hanno un bello sfiatarsi Zangrillo e Bassetti nel ricordare che le sale di rianimazione sono vuote, allora ecco che TeleMemento Mori fa una panoramica sul mondo e sulla macabra conta dei morti di altri paesi. I primi killer del loro popolo sono ovviamente Trump e Bolsonaro: ma che strano! Poi si passa alla Gran Bretagna, con BoJo pentitissimo per aver sottovalutato il fenomeno, la Francia che mette il suo "Port du Masque obligatoire" perfino lungo la Senna. La Spagna , considerata la più colpita d'Europa che ora pensa di rimettere un "nuovo Lockdown", e non si fermano.
 Arriva la Botteri a fare la prèfica, con la chioma sciolta, verdastra come la strega del Mago di Oz e a portarci a tutti quanti una sfiga cosmica. 
Come ho scritto già in un commento precedente, l'unica risposta ironica e sensata l'ha data la bonanima di Troisi che ha avuto, un ciclo di  vita breve, ma intenso. Al fratacchione insistente che gli ricordava in modo martellante il suo Memento Mori nel film "Non ci resta che piangere", ha risposto: "Sì, sì, mo' me lo segno".



Morale: un uomo è libero quando è libero dalla paura di morire.  
Buon Ferragosto e Buona Assunta, anche se quest'anno non c'è più il Palio.  Chissà...forse qualche "scienziato" avrà pensato che anche i cavalli possono infettarsi col Covid. 

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