L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 14 agosto 2020

Covid-19 - La pressione costante delle televisioni, contagiati salgono scendono nessuno sa dell'andamento della malattia e delle cure efficaci ormai utilizzate. Importante è non dimenticare di vivere nello stato di terrore

Gossip di Regime, Oblio della Realtà

di Guido Salerno Aletta
7 agosto 2020

La Vacanza è Fuga dal Quotidiano: senza più le Canzoni estive, ci propinano i "Fatti Loro"

Siamo chiusi in una bolla mediatica: nessuno sa davvero che cosa succederà alla riapertura, a settembre, tra proroghe della Cassa integrazione, avvio dei licenziamenti e dichiarazioni di fallimento.

Le aule con i banchi singoli montati su rotelle fa già ridere di suo, se non fosse che si buttano miliardi di euro. Il virus rimarrà tra noi: questo è il messaggio.

La paura del futuro, così incerto, va esorcizzata: c'è bisogno di distrarsi, di fuggire dal Quotidiano che angoscia. Senza più le canzoni per distrarsi sarà l'estate del gossip.

Bei tempi, una volta, quelli scanditi dalle Canzoni evocative dell'estate. Ognuno ha un suo ricordo, e la lista è lunga a piacere: da "Una rotonda sul mare" di Fred Bongusto a "Sapore di mare" di Gino Paoli, da "Un pugno di sabbia" de I Nomadi fino a "Vamos a la plaja" dei Righeira.

L'Estate del 2003 fu l'ultima ad essere contrassegnata dalla Rassegna radiofonica e televisiva con la quale il pubblico sceglieva il Disco per l'Estate, premiando il tormentone più suonato, ballato e cantato. Fu un segno inequivocabile del cambiamento in peggio: nessun trastullo era più consentito.

In Vacanza, per Dimenticare il Quotidiano, la canzone assumeva la funzione di un sogno ad occhi aperti, una immedesimazione trasfigurante della realtà. Il ritmo incalzante, il ritornello orecchiabile, trascinavano tutti in un transfert collettivo.

La musica, da allora, è diventata merce liquida, insipida, soprattutto indistinguibile, uguale a sé stessa. Pur con tante eccezioni, si è andata progressivamente omologando in giro per il mondo, al ritmo stesso della globalizzazione: si ascolta di tutto dappertutto, ma è la canzone, quella che si canta, che è sparita anche dall'immaginario collettivo. Si ascolta ancora tanta musica, ma si balla sempre di meno e soprattutto non si canta quasi più.

Quest'anno, poi, è tutto davvero eccezionale: contrassegnato sin dai primi mesi dalla epidemia di Coronavirus, con la chiusura della maggior parte delle attività produttive, con il distanziamento sociale ed il confinamento domestico, tutto si è rabbuiato, incupito, ed allo stesso tempo rarefatto.

I media stessi sono diventati il virus che si impossessa dei cervelli: scandiscono ancora ogni giorno, ossessivamente, i dati mondiali, nazionali e locali relativi all'andamento della epidemia di Coronavirus, di cui francamente nessuno riesce più a capire il senso. Si saltabecca dalla situazione degli Stati americani al "milione" di contagi in Africa, numeri tirati a caso.

Spariscono i morti, dei ricoverati in rianimazione non si sa più nulla, mentre sono i dati sui contagiati che salgono e scendono. Che siano davvero ammalati, che abbiano sintomi più o meno gravi non si sa: l'importante è mantenerci sotto pressione psicologica costante.

E intanto in Italia l'economia va a ramengo, le imprese sono in difficoltà, i provvedimenti si susseguono con i nomignoli più accattivanti: siamo passati dal decreto "Cura-Italia" a quello di "Garanzie di Liquidità", dal decreto "Ripartenza" al prossimo che viene anticipato come decreto "Agosto".

Invece di fornirci giornalmente un puntuale aggiornamento dei dati relativi alla attuazione dei provvedimenti anti-crisi, i media ci aiutano nel desiderio che abbiamo di distrarci: suscitano il gossip, provocano artificiosamente il commento salace, e quello vieppiù risentito, pubblicando a raffica le foto di alcuni politici che sono allegramente seduti a poppa di un motoscafo e poi quelle di due note e non più giovanissime signore che si scambiano un bacio a bordo di uno yacht.

Infine, c'è il ritratto in posa di un Lui ed una Lei in spiaggia, all'ombra di un masso. Lui è protettivo, seduto alle spalle di Lei in costume intero, distesa assai compostamente sulla sabbia come se fosse il canapè di casa mentre guarda la solita telenovela.

I volti in penombra dei due Lui che si guardano chiudono la serie.

Anche io ho guardato queste foto e le ho commentate tra me e me.

Mi sono distratto dalla Realtà. E per di più, ne scrivo: obiettivo raggiunto, cari miei!

Sono caduto nella ragnatela del Gossip di Regime. Me ne pento, ma neppure canto per rimediare: ascolto le mie canzoni preferite, e ricordo. Erano davvero altri tempi.

La Vacanza è Fuga dal Quotidiano: senza più le Canzoni estive, ci propinano i "Fatti Loro"

Gossip di Regime, Oblio della realtà

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