L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 9 agosto 2020

Energia pulita - La Gran Bretagna ha capito da noi dei sindaci sardi impreparati culturalmente o indottrinati con prebende vere si oppongono alle pale in mare che dalla costa neanche si notano

Regno Unito: Il governo vuole quadruplicare l’eolico offshore entro il 2030

8 AGOSTO 2020


L’annuncio fa seguito a un rapporto dell’Autorità petrolifera e del gas secondo il quale le energie rinnovabili offshore potrebbero rappresentare il 30% delle riduzioni delle emissioni entro il 2050.

Il Regno Unito ha intenzione di quadruplicare la capacità di eolico offshore nell’isola entro il 2030. Secondo il ministro dell’Energia Kwasi Kwarteng la produzione di energia eolica offshore dovrebbe passare da 10 a 40 GW e alimentare altri 14 milioni di case con energia ‘green’.

IL PIANO INGLESE

La review inglese si concentra sul miglioramento del cablaggio e dell’infrastruttura di trasmissione per ridurre i costi e gli impatti del collegamento di nuovi parchi eolici alla rete elettrica onshore. La strategia prende in considerazione, inoltre, progetti ibridi in grado di combinare le connessioni eoliche offshore con interconnettori verso i mercati vicini, contribuendo a esportare più energia verde all’estero.

L’annuncio fa seguito a un rapporto dell’Autorità petrolifera e del gas secondo il quale le energie rinnovabili offshore potrebbero rappresentare il 30% delle riduzioni delle emissioni entro il 2050.

RINNOVABILI QUASI LA METÀ DELLA PRODUZIONE ELETTRICA NEI PRIMI TRE MESI DEL 2020

L’energia rinnovabile ha costituito quasi la metà della produzione di elettricità del Regno Unito nei primi tre mesi del 2020, superando il precedente record trimestrale del 39% stabilito l’anno scorso. Questo risultato è stato in gran parte alimentato dall‘eolico offshore, generando il 30% dell’elettricità del Regno Unito in quattro mesi.

SCOZIA IN PRIMA LINEA

Il ministro del governo britannico per la Scozia, David Duguid, ha dichiarato: “L’industria delle energie rinnovabili è di vitale importanza per la Scozia e il governo britannico è impegnato a contribuire a promuovere l’innovazione nel settore, compreso il sostegno a progetti eolici scozzesi. Siamo leader mondiali nello sviluppo di energie rinnovabili e nella creazione di posti di lavoro altamente qualificati che questo porta alle comunità. Accolgo con favore questa review come un’opportunità per rafforzare ulteriormente la posizione della Scozia nel cuore della rivoluzione verde del Regno Unito”.

ONN (RENEWABLE UK): LAVORARE TUTTI INSIEME PER L’OBIETTIVO 2030

Melanie Onn, vice direttore generale di RenewableUK, ha dichiarato: “È chiaramente necessario rivedere il modo in cui colleghiamo i progetti futuri alla rete, vista la scala delle ambizioni per l’eolico offshore, quindi accogliamo con favore l’annuncio di oggi. È fondamentale che il governo, Ofgem, National Grid e l’industria lavorino tutti insieme per raggiungere il nostro obiettivo 2030 di 40 GW e sviluppino soluzioni efficaci a lungo termine per raggiungere l’obiettivo di emissioni nette zero”.

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