L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 19 agosto 2020

Euroimbecilandia fomenta le violenze della rivoluzione colorata in Bielorussia e un silenzio assordante contro i gilet gialli in Francia

Tutte le ultime novità sulla Bielorussia

19 agosto 2020


La riunione dei capi di Stato e di governo dei Paesi Ue. Le parole di Merkel. La posizione della Russia. Le accuse di Lukashenko all’Occidente. Il report di Fitch e l’analisi di Ispi. Ecco le novità sulla Bielorussia

I capi di Stato e di governo dei Paesi Ue “non accetteranno” l’elezioni presidenziale in Bielorussia. Lo ha detto Angela Merkel al termine del vertice straordinario dei 27. “Il voto non e’ stato ne’ equo ne’ libero”, ha aggiunto la cancelliera tedesca.

LE PAROLE DI MERKEL

L’Ue “vuole sostenere la società civile”, “ma per noi è chiaro che la Bielorussia deve trovare da sola la sua strada” e non devono esserci interventi “dall’esterno”, ha detto Angela Merkel, dopo il Consiglio europeo, in conferenza stampa a Berlino. Angela Merkel ha spiegato di aver provato a contattare telefonicamente il leader bielorusso Lukashenko, “ma purtroppo la telefonata non c’è stata”. Rispondendo a una domanda specifica, la cancelliera ha affermato di non vedere possibile un suo ruolo di mediatrice nello scontro in Bielorussia: “Per mediare serve la disponibilità delle due parti” e Lukashenko ha rifiutato il colloquio, ha spiegato.

CHE COSA DICE IL CREMLINO SULLA BIELORUSSIA

Non c’è bisogno al momento di “sostegno russo” alla Bielorussia nel quadro del trattato sullo Stato dell’Unione e del Trattato di Sicurezza collettiva. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, sottolineando che la situazione in Bielorussia va tenuto all’interno “dell’alveo legale” e va costruito “il dialogo”. Lo riporta la Tass. “I mezzi militari russi si trovano nel territorio della Federazione Russa”, ha sottolineato. Il Trattato di sicurezza collettiva e il Trattato sullo Stato dell’Unione di Russia e Bielorussia “contengono una serie di obblighi delle parti, che prevedono l’assistenza reciproca ma al momento non ce n’è bisogno e, in realtà, la leadership bielorussa ha ammesso l’assenza di tale necessità”, ha detto Peskov.

LE PAROLE DI LUKASHENKO

Il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko ha incaricato il ministero degli Esteri di confrontarsi con i paesi dell’Europa occidentale per illustrare l’attuale situazione nel paese. Lukashenko ha inoltre chiesto ai leader dei paesi occidentali di non sostenere l’opposizione in Bielorussia. “Dovreste dire loro quello che accade in Bielorussa. La (cancelliera tedesca Angela) Merkel, (il presidente francese Emmanuel) Macron, (presidente polacco Andrzej) Duda, (il presidente lituano Gitanas) Nauseda e (il presidente ucraino Volodymyr) Zelensky dovrebbero ricevere questa informazione: dovrebbero stare attenti nelle loro posizioni ufficiali. Dovete avvisarli delle responsabilità del fomentare le proteste. Sponsorizzare le proteste e’ vista come un’istigazione, e vediamo anche oggi che cio’ continua”, ha affermato il presidente bielorusso.

LE ACCUSE DI LUKASHENKO

I Paesi occidentali hanno già annunciato apertamente e direttamente raccolte di fondi e il loro invio in Bielorussia. Lo vediamo”. Lo ha affermato Alexander Lukashenko nelle dichiarazioni diffuse dall’agenzia BelTa nel mezzo della crisi apertasi in Bielorussia dopo le contestate elezioni presidenziali del 9 agosto e le successive proteste. “Ovviamente non possiamo rintracciare tutto il denaro che arriva qui – ha aggiunto, convinto ci sia un sostegno finanziario da parte dell’Occidente alle proteste – perché molti fondi vengono trasferiti in contante. Lo sappiamo e ci concentreremo su questo”.

LA NOTA DI FITCH

La crisi politica in Bielorussia potrebbe minare la stabilità macroeconomica e degli investimenti del paese. Lo ha reso noto l’agenzia Fitch Ratings in un comunicato stampa. “Un ulteriore deterioramento della situazione politica e della fiducia interna, o una prolungata interruzione dell’attività economica, potrebbe aumentare le pressioni di deprezzamento sul rublo bielorusso, influenzando negativamente il settore finanziario altamente dollarizzato (il 65 per cento dei depositi del settore e il 52 per cento dei prestiti sono in valuta estera), ed erodere le riserve internazionali. Ciò potrebbe minare i miglioramenti nella stabilità macroeconomica raggiunti negli ultimi anni, derivanti da una maggiore coerenza tra politiche monetarie, salariali e fiscali”, si legge nella nota di Fitch.

L’ANALISI DI ISPI

“Da un lato, questa non è una protesta “geopolitica”: i bielorussi protestano più per malcontento nei confronti di Lukashenko che per ridefinire i rapporti del paese con la Russia e l’Occidente. Dall’altro – ha commentato Eleonora Tafuro Ambrosetti, analista ISPI, programma Russia, Caucaso e Asia Centrale – Mosca non ha un vero interesse a intervenire in maniera esplicita, perché in Bielorussia non troverebbe lo stesso sostegno che ha invece trovato in Crimea. Tuttavia, la Russia non può permettere che la Bielorussia segua il corso dell’Ucraina. Più prudente per Putin sostenere diplomaticamente Lukashenko adesso, trattare con l’opposizione e, nel frattempo, cercare di appoggiare le frange più pro-russe presenti nel paese”.

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