L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 13 agosto 2020

Il dio vaccino è/sarà inutile su un virus che cambia continuamente

Coronavirus, l’allarme: il vaccino non sconfiggerà la pandemia

13 Agosto 2020 - 07:55 

Il vaccino contro il coronavirus arriverà in autunno, ma non sarà la fine della pandemia. L’allarme dell’Istituto Koch


Il vaccino contro il coronavirus arriverà in autunno secondo l’Istituto Koch, soggetto di riferimento tedesco per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive.

A sua detta però la scoperta della tanto attesa terapia immunizzante non determinerà come per magia la scomparsa del coronavirus. Per festeggiare la definitiva sconfitta del COVID-19 bisognerà attendere ancora.
Vaccino coronavirus: una o più terapie disponibili in autunno

Nel momento in cui la pandemia si è palesata gli scienziati di tutto il mondo si sono messi a lavoro per la ricerca di un vaccino contro il coronavirus.

Soltanto qualche giorno fa Putin ha annunciato di aver registrato la prima terapia immunizzante al mondo contro il COVID anche se i dubbi in merito alle sperimentazioni russe non sono mancate.

Quel che è certo però è che l’intero globo si è messo in moto per accelerare la ricerca che, secondo l’istituto tedesco facente capo al ministero della salute, potrebbe dare qualche risultato concreto nell’arco di pochi mesi:

“Le proiezioni preliminari suggeriscono che uno o più vaccini potrebbero essere disponibili per l’autunno del 2020”.
Perché potrebbe non essere sufficiente?

Secondo l’allarme lanciato dall’istituto tedesco, la scoperta di una terapia immunizzante potrebbe non aiutare a controllare e a sconfiggere definitivamente l’emergenza.

“Sarebbe pericoloso a questo punto credere che una vaccinazione a partire dall’autunno 2020 possa controllare la pandemia”.

Le eventuali mutazioni del virus e le immunità limitate potrebbero mettere i bastoni fra le ruote a qualsiasi vaccino anti-coronavirus in dirittura d’arrivo. Per questo per parlare di una pandemia completamente debellata ci vorrà ancora del tempo.

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