L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 13 agosto 2020

Il "libero mercato" ama i titoli di stato italiani


Titoli di Stato: a ruba nelle aste di metà agosto. Raccolti 13,5 mld

13 Agosto 2020, di Massimiliano Volpe

Settimana ricca per il Tesoro che nelle due ultime aste di titoli di Stato ha raccolto complessivamente 13,5 miliardi di euro, l’ammontare massimo che si era prefisso nei giorni scorsi nonostante i rendimenti molto risicati.
Si tratta di un evento straordinario visto che per la prima volta dal 2010 il Tesoro non cancella l’asta di Btp di metà agosto in relazione della necessità di raccogliere maggiori risorse possibili tra gli investitori per far fronte all’extra debito necessario per fronteggiare la pandemia da coronavirus.
I titoli collocati

Questa mattina l’asta di Btp, nella quale erano offerti tre tipologie di titoli (3, 7 e 30 anni), ha fatto il pieno raccogliendo 6,75 miliardi di euro.
Nel dettaglio, sono stati collocati 2,75 miliardi di euro di Btp a tre anni (scadenza al 15 agosto 2023), con un rendimento dello 0,08%, in calo di 22 punti base rispetto all’asta precedente. Il rapporto di copertura è stato di 1,63.
Il Tesoro ha assegnato anche Btp settennali per 2,75 miliardi di euro (scadenza il 15 settembre 2027), con un rendimento di assegnazione pari a 0,72%, in calo di 23 pb rispetto all’asta precedente. Il rapporto di copertura (bid-to-cover) è stato pari a 1,43.
E infine in questa asta di metà agosto, sono stati collocati Btp a 30 anni per 1,25 miliardi (scadenza primo settembre 2050), con un rendimento pari all’1,91 per cento.

Ieri invece il Tesoro ha collocato 7 miliardi di euro di Bot a 12 mesi con la domanda che ha superato i 12,18 miliardi. Il rendimento medio di assegnazione è stato pari a -0,192, in calo di 7 punti base rispetto all’asta di un mese fa.

Questa serie di operazioni dovrebbe consentire di fare fronte al minor gettito pervenuto nelle casse dello Stato nei primi sei mesi dell’anno visto che secondo quanto reso noto dal Mef la scorsa settimana da gennaio a giugno le entrate fiscali sono calate di 13,9 miliardi di euro, con -7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

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