L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 10 agosto 2020

La mascherata delle mascherine, per fortuna ci sono i tedeschi

Libertà, l'avanguardia sta a Berlino. Biotecnofascismo, l'avanguardia sta a Portland

di Fulvio Grimaldi
3 agosto 2020

I nostri media:

“A Berlino 15.000 negazionisti”




https://twitter.com/i/status/1289506873251528704 (si apre con CTRL e clic sul link)

"A Portland manifestazioni liberal-pacifiche"


Tedeschi? Tutti nazisti!

Forse, dopo che intorno a 800mila cittadini tedeschi, sbavagliati e demuseruolizzati, di ogni età, provenienza, identità sociale e sesso, hanno marciato sotto gli occhi del mondo e del Bundestag (non dei nostri media), palazzo della Merkel e dei suoi compari della dittatura viral-digitale, per il viale Unter den Linden di Berlino, all’insegna della parola d’ordine “Fine della pandemia – Giornata della libertà”, qualcuno la smetterà.

La smetterà di spaccarci le gonadi con i film dove ogni tedesco, in uniforme o meno, urla e sbraita come un licantropo cui abbiano pestato un piede. La smetterà di dare del nazista a ogni tedesco nato prima del 1945 (e anche dopo). La finirà con il ripetere i deliri di Paolo Barnard e tanti altri conclamati “bio-storici” per i quali il nazismo sta nel DNA di ogni tedesco. Compresi Beethoven, Leibnitz e Goethe. Si stancherà delle rievocazioni strumentali dei 6 milioni di vittime, finalizzate a ricattare un’intera nazione con un debito perpetuo, politico e finanziario, e a distogliere l’attenzione da genocidi in corso compiuti dalla propria parte.

Il totale rovesciamento del paradigma lo ha dimostrato, con acuta consapevolezza “tecnicoscientifica”, una bandiera con la nuova svastica sventolata dai manifestanti.

La svastica del controllo, del vaccino, della mascherina, del digitale

Quasi un milione di persone in Germania si sono riunite il 1.Agosto nella capitale (1,3 milioni per i giornali locali, 750mila per chi ha misurato, 15mila per le “autorità” e tutti i media italioti, possiamo generosamente mediare sul mezzo milione)) a conclusione di una serie di manifestazioni di massa, iniziate a Stoccarda e che hanno poi percorso città e paesi dal Reno all’Oder, dal Brandenburgo all’Alta Baviera.

E’ il tasso di contagiosità dell’insurrezione anti-covid tedesca si è subito dimostrato di molto superiore a quella del povero virus: a Londra, il giorno dopo, immediata ripetizone sotto forma di catapulte di negazionismo (evviva!) sparate da migliaia di persone contro l’operazione e il suo simbolo, la mascherina:


E’ la stampa, bellezza!

La nostra informazione, nella sua indefettibile lealtà all’Ordine costituito, ha dato ancora una volta il meglio di sé. Nella conferenza stampa tenuta due giorni prima dell’evento epocale tedesco da Sara Cunial alla Camera dei Deputati (ve ne ho mandato ieri il video), le era stata riconosciuta la qualifica di Ufficio Pubbliche Relazioni dei Poteri, laici e clericali, formalmente legali e effettivamente criminali, più o meno abusivamente costituiti.

Da dove viene quel fetore?

Mantenendo pienamente fede a tale suo ruolo, questa eccellenza nella comunicazione del Biotecnofascismo in evoluzione grazie a Covid, ha provato, a forza di riprese strettissime, con non più di una dozzina di presenze umane, di ridurre quella immensa massa antagonista a 10-15.000 irresponsabili complottisti e negazionisti. All’estrema destra (”il manifesto” e gli oligopoli mediatici di Elkann, Cairo, De Benedetti, Berlusconi) non è sfuggita l’occasione, una volta di più, per percepire, dal quasi milione di comuni cittadini smascherinati e manifestanti contro la menzogna e per la libertà, il presunto tanfo dei neonazisti dell’AFD, di ultradestri, sovranisti, populisti e complottisti ontologici vari. E soprattutto di “negazionisti”, termine che accosta ognuno delle centinaia di migliaia ai negatori dell’olocausto che, come è noto, vanno incarcerati. E, come si diceva che la bellezza sta nell’occhio di chi guarda, qui si deve proprio dire che il fetore sta nel naso di chi annusa.

Slogan centrali: contro le mascherine, per la libertà

Non avendo ancora perfezionato la separazione del grano degli asserzionisti dal loglio dei negazionisti in merito a Covid-19 e transumanesimo digitale, le Piattaforme della rete hanno dovuto lasciar passare ben altre cifre e altre vedute su quanto di sconvolgente, nell’assetto programmato per la nuova società globale, è avvenuto ed è partito, si spera, da Berlino. Il che non ha impedito alla “Verità”, pure unico giornale che qualcosa di marcio nell’Operazione Virus l’ha percepita e l’aria di regime che gira l’ha denunciata, di ridurre la prima grande manifestazione contro i virusiani a misera fotonotizia in quinta. Pari sollecitudine del governativo-orgasmatico Foglio Quotidiano. La nuova “Repubblica” di Elkann, primatista comprovata di Fake News, ha fatto sfoggio più di spavento che di sfregio alla professionalità, tacendo il fatto del tutto. Mentre “il manifesto” una colonnina ai cattivi “negazionisti” germanici l’ha dedicata, ma sempre nell’ambito di una impostazione come piace al Deep State USA.

Si tratta, nel caso del foglio, sovvenzionato da inconsapevoli cittadini, come da banche e multinazionali dell’energia fossile e digitale, della zanzara cocchiera dell’intero schieramento mainstream di destra, tutta estrema, e, dunque turiferaro del pandemista Conte. Comprensibile l’entusiasmo italofilo del “New York Times”, organo talmudista e vessillifero di ogni pandemia, virale e bellica. Oggi scioglie inni e fumiga con incensi i cervelli degli sprovveduti, in onore della giunta Conte e della sua formidabile inventiva nella numerazione di “contagiati” e decessI che gli ha consentito di immediatamente rispondere con un nuovo “allarme rosso” ai nazinegazionisti di Berlino.

Corriere della Sera online

GERMANIA

Coronavirus, a Berlino 15mila negazionisti in corteo contro le misure anti-Covid

Tra i manifestanti anche no-vax ed estremisti di destra. Hanno marciato senza mascherine e senza distanziamento fino alla Porta di Brandeburgo all'insegna della «Giornata della libertà».

Grazie, Germania, danke

I tedeschi hanno mostrato direzione e partecipazione. Hanno riproposto a noi tutti l’identità di resistenti, nemici di quanto tra Bilderberg, Davos, Big Pharma e Silicon Valley, con il concorso di nani da giardino politico-mediatico-culturali, si è andato complottando. Sbilanciandoci neanche troppo e alla vista dell’apocalissE anti-umana, programmata da questi cavernicoli usciti dai laboratori dove si è coltiva un darwinismo alla rovescia, potremmo dire che hanno aperto la via alla rivoluzione. Da noi di rivoluzione necessaria parlano Sara Cunial, Davide Barillari e pochi altri con, per ora, poco seguito. Tutti gli altri hanno rosicato, e alla grande: La destra estrema, che si fa passare per sinistra (dal “manifesto” agli altri media, coristi di regime e chierichetti dell’impero), gli omologhi bigotti clerico-atlantisti della destra moderata. E, ben separati sui loro strapuntini, le mummiette in dissoluzione che si arrogano il titolo di estrema sinistra, seccati per essere stati distolti dalle loro novene per migranti e molteplicità arcobaleno dei generi.

Il Virus si schianta al Ministero degli interni

Per ora quella di Merkel e soci è stata una risposta tra ipocrito-democratica e impotente. La polizia ha proibito la manifestazione, impedendo all’ultimo oratore di parlare, quando era praticamente finita. Il ministro degli interni ha promesso “provvedimenti” (a 750mila?). Ma sommessamente, dato che ancora gli incombe il disastro di quella “Coronavirus Kommission”, con le massime autorità accademiche tedesche di medicina, sociologia, economia, giurisprudenza, cui aveva affidato una relazione su come il governo aveva “risposto alla sfida”. La relazione produsse la valutazione unanime che il governo aveva sbagliato tutto e che gli effetti erano stati disastrosi. Il ministro, atterrito, proibì la prevista pubblicazione del documento. Ma non mancò il solito, prezioso, “whistle blower”, la gola profonda dotata di coscienza, che spifferò l’intero rapporto a un giornale. E fu il patatrac. Quello che probabilmente ha contribuito ad alimentare l’evento di Berlino e la diffusa insofferenza dei tedeschi.

Da noi, facendo leva su un’opinione pubblica più per fila destr (come marcia la “sinistra” liberal-imperialista), la reazione alla crepa aperta sabato nel Bundestag da mani opposte a quelle utilizzate nell’incendio del Reichstag nel 1933, è stata più scomposta e viperina. Le istituzioni rimaste in campo dopo lo sterminio della Costituzione, Primo Ministro non eletto e Presidente della Repubblica eletto da elettori scomparsi, hanno attivato le ombre del parlamento, il Golem detto Comitato tecnico-scientifico, e l’apparato propagandistico che qualcuno si ostina a chiamare “giornalismo”.

Correre ai ripari, grida manzoniane

E così, sostenuto da grida manzoniane sulla ripresa della peste, dei suoi “contagiati” (gli asintomatici che malati non sono e che, quindi, possono essere moltiplicati all’infinito) e dei suoi morti (basta metterli dentro tutti a forza di tamponi che rilevano un virus per quanto innocuo), il potere ha immediatamente bastonato chi pareva traballare sulla prosecuzione del terrorismo. Tipo le Ferrovie che ai signori chic delle Frecce Rosse avevano consentito di tornare a occupare tutti i posti in carrozza. Guai! Per i tecnoscienziati con i galloni dei feldmarescialli si torna ai signori tutti distanziati come prima, anche peggio. I pendolari, ammassati come sempre, non contano.

Ma, a parte le solite stronzate, una cosa serissima l’hanno perfezionata. I quattro sciagurati che si sono messi insieme per fare il mazzo all’umanità intera sentono scricchiolare qualcosa. Roditori che ne raschiano il fonDo della barca. Terrorizzati dall’incresparsi del mare che si aspettavano di navigare piatto, aumentano il tasso di terrorismo da seminare tra i pesci per indurli a rifugiarsi nella rete. Dopo la vecchia “Task Force Fake News” degli “esperti” all’orecchio di Conte Pippo, fakenewisti d’antan a caccia di giornalisti veri, immediatamente approvata anche la Commissione d’inchiesta parlamentare sulle Fake News. Dal ridicolo di scribacchini di regime, reclutati per fare i delatori di contravventori agli ukase tecnoscientifici, a una commissione che ancora meglio si attiene al modello orwelliano del “Ministero della Verità”, con grande scorno dei nostalgici del troppo tollerante Minculpop. Si scherza, ragazzi, ma occhio a questi. Malfattori mediocri, ma senza pietà. Quante teste, penne, voci, telecamere, schiacceranno, ora che sentono bruciargli il fondo dei pantaloni dai popoli del mondo che stanno prendendo coscienza dell’inaudito imbroglio. Che incominciano a capire e a muoversi, oggi qui, domani là… qui e là, io amo la libertà e nessuno me la toglierà mai...

E’ assai istruttivo dare un’occhiata, dopo il video della dimostrazione di Berlino, a quello sui moti di Portland, Oregon, simbolo e culmine di quanto è avvenuto a Seattle e che ancora prosegue in tante città americane. Resi immuni da ogni sospetto di eterodirezione e strumentalizzazione, grazie alle targhe “Black Lives Matter” (figlia adottiva delle Ford Foundation) e “Antifa” (vestita e armata da Soros), i violentissimi tumulti a danno più di cittadini, negozianti, amministratori, che di brutali poliziotti, devono spianare la strada al più corrotto e demente dei Democratici, Biden, presentando all’elettore una nazione in corso di combustione da Covid e razzismo per colpa dell’incerto su Covid e guerre Trump.

Per il nostro giornale unico e la nostra radio-tv unica la manifestazione anti-Covid è quella dei cattivi, la jacquerie che sta devastando il paese, la rivolta dei buoni. Sono il riflesso assolutamente fedele del giudizio che ne danno i Bill Gates, Soros, Rockefeller, Biden e i suoi Democratici, Obama e i suoi Clinton, Bezos, Zuckerberg e soci, la Cia, il Pentagono, Pompeo, Wall Street, George Soros e quant’altro sta muovendo i fili dei burattini da vaccinare tutti, con tanto di identità digitale sottopelle, e da tenere ognuno per conto suo a digitare da casa. A non far danni. Le iniziative di Sara Cunial e collaboratori, scienziati e giornalisti veri, non potevano venire in un momento migliore.

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