L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 5 agosto 2020

Libano martoriato, dopo le sanzioni indirette degli Stati Uniti, il covid 19, ora le esplosioni

04/08/2020, 21.50
LIBANO
    
Esplosioni a Beirut. ‘Almeno 27 morti e 2500 feriti’


Beirut (AsiaNews) – Due forti esplosioni nella zona portuale della città, avvenute nel pomeriggio, hanno trasformato le case e le strade in un paesaggio di guerra. Le esplosioni sono state così forti da essere sentite fino a Tiro e Sidone, mentre i vetri di moltissimi quartieri sono andati in frantumi, le auto sono state distrutte o saltate, molti alberi sono stati sradicati.

Al presente, secondo il ministero della Salute, vi sono almeno 27 morti e 2500 feriti, ma il bilancio è destinato a salire: alcuni edifici sgretolati dallo scoppio contengono persone sotto le macerie che le squadre di soccorso stanno cercando di salvare.

Il premier Hassane Diab ha annunciato per domani una giornata di lutto nazionale; il presidente Michel Aoun ha convocato per domani una riunione urgente del Consiglio superiore della Difesa.

Il direttore della Sicurezza generale, Abbas Ibrahim, ha affermato che le esplosiono sono avvenute in un deposito dove era immagazzinato “materiale altamente esplosivo”, ma non si è pronunciato sull’origine dell’esplosione.

Da giorni nel Paese vi sono minacce dal sud e dal nord. Nel sud, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha avvertito che egli è pronto a una guerra per fermare le violenze degli Hezbollah. Nel nord, vi sono movimenti di armi (provenienti dalla Turchia), che potrebbero essere usate contro gli sciiti di Hezbollah, in attesa della sentenza definitiva del Tribunale internazionale che doveva far luce sull’assassinio del defunto primo ministro Rafic Hariri.

Israele ha subito diffuso una dichiarazione in cui si dice estranea all’esplosione e ha offerto aiuti sanitari per curare i feriti.

Anche l’Iran, per bocca del ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif, ha espresso la sua vicinanza al “resiliente” popolo libanese.

Intanto gli ospedali sono pieni di persone che si fanno curare. Molti di loro sono rimasti feriti perché colpiti dai vetri scoppiati a causa dell’onda d’urto delle esplosioni.

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