L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 9 agosto 2020

Libano - Non è un caso che i francesi perseverano a dire che l'esplosione è stato un incidente. La copertura della Strategia di Destabilizzazione Permanente deve essere tenuta il più possibile "coperta"

Beirut, dalla Francia: «L'esplosione è stata un incidente». Ma il Libano non commenta

MONDO Sabato 8 Agosto 2020


L'esplosione di Beirut è stata un incidente, almeno secondo l'Eliseo, che attraverso una fonte ufficiale fa sapere: «La Francia ritiene che ci siano elementi sufficienti per ritenere che l'esplosione di Beirut sia stata un incidente». Lo riporta il Daily Star. Intanto dal Libano prosegue la politica del «no comment» sulle cause dell'esplosione.


Il generale Jean Nohra, a capo delle operazioni di soccorso dell'esercito libanese, e il suo collega, il colonnello Roger Khoury, non hanno voluto rispondere alle insistenti domande dei giornalisti sulle cause del primo incendio, verificatosi martedì pomeriggio, dentro o forse vicino l'Hangar n.12, dove erano stoccate le 2.700 tonnellate di nitrato di ammonio esploso in maniera devastante pochi istanti dopo. I due militari si limitano a dire che sono incaricati di fornire «informazioni tecniche sulle operazioni di soccorso».

Il bilancio delle vittime è salito a 158 morti e circa seimila feriti il bilancio dell'esplosione che ha colpito martedì il porto di Beirut. È quanto si legge nell'ultimo bilancio fornito dal ministero della Sanità, che parla di quattro decessi e mille feriti in più rispetto a quelli stimati ieri. Restano disperse 21 persone, come si legge nella nota del ministero rilanciata dall'emittente televisiva Lbc.


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