L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 15 agosto 2020

Libano - richiesta di un governo di unità nazionale, spazzare via i residui di ogni tipo di rivoluzione colorata diretta dai paesi stranieri

MEDIO ORIENTE
Esplosione a Beirut: Iran, spetta ai libanesi decidere il loro governo. Erdogan accusa Macron di colonialismo. «Danni per oltre 15 miliardi di dollari». 17 tonnellate aiuti Ue

14 agosto  2020

● Lunedì, al termine del Consiglio dei ministri, nel corso di un discorso televisivo al paese, il premier Diab ha annunciato le dimissioni del Governo da lui presieduto
● Il Paese ha scorte di grano per quattro mesi
● Dalla conferenza internazionale aiuti per 250 milioni di euro

22:32
Nasrallah propone governo di unità nazionale

Il leader del movimento sciita libanese Hezbollah, Sheikh Hassan Nasrallah, ha chiesto questa sera la formazione di un governo di unità nazionale, pochi giorni dopo le dimissioni del gabinetto presieduto da Hassan Diab, sulla scia delle violente manifestazioni popolari in seguito alla devastante esplosione a Beirut della scorsa settimana. Nel suo secondo discorso dall'esplosione, Nasrallah ha liquidato l'idea di un “governo neutrale” come una “perdita di tempo” per un Paese dove il potere e l'influenza sono distribuiti secondo le sette religiose.

“Non crediamo che ci siano (candidati) neutrali in Libano per formare un governo (neutrale)”, ha detto Nasrallah. Invece, il capo di Hezbollah ha chiesto un modello di governo che dura da anni, nonostante le crisi politiche ed economiche prolungate e le richieste di cambiamento. “Chiediamo che si tenti di formare un governo di unità nazionale, e se ciò non è possibile, allora un governo che assicuri la più ampia rappresentanza possibile per politici ed esperti”, ha detto Nasrallah.

16:31
Del Re (Esteri): dall’Italia aiuti a Beirut ma anche al resto del Paese

“L'ultima grave emergenza di Beirut non deve mettere in secondo piano i bisogni delle categorie più vulnerabili della popolazione in tutto il Libano, ad iniziare dall'accesso ai servizi, come l'istruzione, e dalla tutela dei diritti, nella prospettiva di una risposta complessiva alla crisi politico-finanziaria e alle crisi regionali che interessano il Paese dei Cedri''. Lo ha sottolineato la vice ministra degli Esteri, Emanuela Del Re che ha presieduto una riunione sull'emergenza in Libano con le Organizzazioni della società civile italiane (OSC) italiane che operano in Libano.

In video conferenza è stato fatto il punto anche sulla risposta all'emergenza umanitaria libanese a seguito della tragica esplosione del porto di Beirut, e inoltre sono stati acquisiti contributi e idee delle OSC riguardo a tempi e modi del sostegno italiano al piano di risposta internazionale all'emergenza e più in generale alle prossime iniziative della strategia italiana umanitaria e di sviluppo in Libano. “Le OSC - ha sottolineato Del Re - sono elemento fondamentale del sistema della cooperazione italiana e il loro contributo alla risposta italiana all'emergenza-Libano costituisce per noi un valore aggiunto”. “Ciò postula la necessità che le OSC italiane in Libano accrescano ulteriormente il già significativo coordinamento in loco facendo massa critica”, ha detto Del Re. La vice ministra ha anche annunciato che la prossima settimana presiederà un tavolo di coordinamento degli aiuti umanitari italiani in Libano con la partecipazione dei soggetti pubblici e privati interessati.

11:28
Ministro degli Esteri iraniano: spetta ai libanesi decidere il loro governo. Aiuteremo a ripristinare i servizi elettrici

I libanesi dovrebbero decidere da soli il loro futuro governo, ha detto venerdì a Beirut il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif. Parlando dopo un incontro con la sua libanese, ha detto che l'Iran e le società private iraniane sono pronte ad aiutare il Libano con la ricostruzione dopo la catastrofica esplosione nel porto di Beirut la scorsa settimana, e con ripristinare i servizi elettrici.

18:48
La Difesa offre ospedale da campo e team interforze

“L'Italia è vicina al popolo libanese. La Difesa italiana contribuirà con ogni sforzo necessario per sostenere il Paese in questo momento difficile, come facciamo dal 1978. Non siete soli”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, che entro la fine del mese si recherà in Libano per esprimere la vicinanza della Difesa italiana e di tutto il governo. “Ancora una volta - ha proseguito Guerini - il mio pensiero va alle numerosissime vittime e alle loro famiglie, e con grande speranza auguro ai feriti una pronta e completa guarigione. Il Libano ha sempre mostrato solidarietà ai popoli vicini, ai rifugiati. Un esempio per tutto il Mediterraneo e per l'Europa. Per questo l'Italia non farà mancare al popolo libanese la sua vicinanza e il suo contributo”.

Dopo le esplosioni che hanno devastato Beirut, il ministro Guerini ha messo a disposizione della Protezione Civile due velivoli C-130J dell'Aeronautica Militare per il trasporto di un team composto da Vigili del Fuoco e 4 militari dell'Esercito specializzati in attività Nbc. Sono stati effettuati inoltre altri 2 voli (6-12 agosto) con un velivolo C-130J dell'Aeronautica per il trasporto di materiale sanitario acquistato con fondi MAECI (10 tonnellate) da donare alla popolazione libanese.

Il ministero della Difesa sta inoltre predisponendo un contributo umanitario che prevede lo schieramento di un dispositivo interforze, con un Nucleo di comando e controllo, un Nucleo di rilevamento chimico/batteriologico, un Team del genio con mezzi movimento terra e un ospedale da campo completo di personale sanitario, tecnico e di supporto. Il dispositivo sarà operativo a Beirut già nei prossimi giorni, d'intesa con le Forze armate libanesi, attraverso l'impiego di unità navali della Marina militare e di aerei dell'Aeronautica.

18:03
Parlamento libanese approva stato d'emergenza di 2 settimane

Il parlamento libanese ha ratificato lo stato di emergenza di due settimane dichiarato a Beirut dopo la devastante esplosione al porto del 4 agosto. Per un provvedimento del genere, oltre gli 8 giorni, era necessario il consenso dei deputati. Il governo, dichiarando lo stato d'emergenza, aveva specificato che la gestione della sicurezza sarebbe stata affidata ad un “potere militare supremo”. Ma secondo la ong Legal Agenda, tale misura potrebbe “minare la libertà di manifestare” e consentire all'esercito “di prevenire i raduni considerati una minaccia alla sicurezza”. In una fase in cui le proteste di piazze sono ricominciate con forza, contro una classe politica ritenuta responsabile della tragedia a causa della sua negligenza. Proteste spesso degenerate in scontri con le forze dell'ordine. Una fonte militare ha però mitigato questi timori, assicurando che l'obiettivo dello stato d'emergenza “non è reprimere le libertà”.

15:29
Erdogan accusa Macron di colonialismo in Libano

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha accusato il francese Emmanuel Macron di “voler ristabilire l'ordine coloniale” in Libano e definito “uno spettacolo” la visita del capo dell'Eliseo a Beirut dopo la devastante esplosione del 4 agosto. Gli attacchi di Erdogan arrivano in un momento di crescenti tensioni tra Turchia e Francia sulla Libia e sul Mediterraneo orientale, dove Macron ha deciso di rafforzare la presenza militare francese.

15:28
Onu, aiuti vadano anche a rifugiati palestinesi

La comunità internazionale deve garantire che gli aiuti alla popolazione libanese colpita dall'esplosione di Beirut vadano anche ai rifugiati palestinesi in Libano. E' l'appello che arriva dalle Nazioni Unite che sottolineano l'importanza di aiutare queste persone a superare la nuova tempesta che potrebbe spingere questa comunità, tra le più vulnerabili del Paese, verso il baratro. La maggior parte degli oltre 200.000 palestinesi rifugiatisi in Libano vive attualmente al di sotto della soglia di povertà, la loro situazione è aggravata dall'aumento della crisi economica e dalle misure restrittive innescate dalla pandemia di Covidi-19. Secondo il responsabile della missione delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi nel vicino Oriente e Libano, Claudio Cordone, queste persone subiscono quotidianamente restrizioni al loro diritto al lavoro e alla proprietà. “Negli ultimi giorni abbiamo assistito a incoraggianti atti di solidarietà da parte dei rifugiati palestinesi nei confronti delle comunità di accoglienza, con volontari che hanno partecipato agli sforzi di soccorso e alla rimozione delle macerie. Sono parte integrante del Paese e qualsiasi piano di salvataggio globale dovrà soddisfare anche le loro esigenze”, ha sostenuto Cordone. Per proseguire il programma di sostegno dell'Onu ai rifugiati palestinesi in Libano, che si prevede di avviare in autunno, si stima servano 10,6 milioni di euro. “I fondi che stiamo cercando sono un piccolo prezzo da pagare per alleviare le difficoltà di una comunità in grave crisi e contribuire alla sua sicurezza e alla stabilità complessiva del paese”, ha concluso Cordone.

15:23
Oltre 17 tonnellate aiuti Ue a Beirut

Un volo del ponte aereo umanitario dell'Ue è atterrato stamani a Beirut, con oltre 17 tonnellate di medicinali e attrezzature mediche. I materiali di emergenza garantiranno l'accesso all'assistenza sanitaria ai più vulnerabili, dopo le esplosioni del 4 agosto, che hanno aggiunto pressione sul sistema sanitario libanese, già saturo a causa della pandemia da Coronavirus. Si legge in una nota della Commissione europea. L'aiuto umanitario si aggiunge alla risposta immediata dell'Ue, dopo le devastanti esplosioni nella capitale libanese.

13:08
Sereni: Italia pronta a sostenere rinascita del Libano

«La terribile esplosione nel porto di Beirut ha fatto precipitare una situazione già difficilissima», scrive in un intervento dedicato al Libano pubblicato giovedì sul Foglio la vice ministra degli Esteri Marina Sereni. «L'Italia - nota la vice ministra - ha fatto da tempo un investimento di lungo periodo nella sicurezza e nello sviluppo del Libano. Un investimento che dobbiamo continuare a coltivare. Del resto, i rapporti bilaterali con il Paese dei Cedri sono significativi: nel campo della difesa, con la missione di addestramento Mibil, sul piano economico con la presenza di importanti aziende nazionali, in materia di cooperazione internazionale, con il Libano inserito tra i Paesi prioritari». Sono tutti argomenti, sottolinea Marina Sereni, «che militano per un forte impegno e protagonismo del nostro Paese, a fianco della Francia e nella cornice europea, per mettere in campo nuove risorse e progetti, andando oltre - conclude Sereni - la pur importante solidarietà nell'emergenza di queste ore, per aiutare i Libanesi nella ricostruzione di Beirut e nelle riforme necessarie ad uscire dalla crisi».

“Di fronte a sé il Libano ha una triplice sfida da vincere. Sul piano politico, raggiungere, attraverso un dialogo di unità nazionale, un nuovo punto di equilibrio rispetto a un sistema confessionale che se ha garantito la pace al Paese, ha tuttavia ormai mostrato anche i suoi limiti. Sul piano economico, realizzare le riforme necessarie per favorire un nuovo sistema produttivo, non più basato solo sulla finanza e il ruolo delle banche, ma in grado di generare uno sviluppo sostenibile a beneficio dell'intero Paese. Sul piano geopolitico, evitare di farsi trascinare nelle tensioni e nelle crisi regionali che lo circondano, con i relativi effetti destabilizzanti. Ma il sentiero è stretto e il tempo per intervenire estremamente ridotto”. “In questo contesto davvero drammatico - scrive ancora Sereni - non c'è bisogno di ricordare l'interesse della comunità internazionale - e in primis dell'Europa e dell'Italia - di evitare in ogni modo il collasso del Paese. Basti ricordare le dinamiche tra Libano e Israele che rimangono particolarmente complesse e conflittuali. La missione Unifil vede la partecipazione di un nostro importante contingente militare. Questo ruolo di primo piano, il cui valore ed equilibrio ci viene riconosciuto da tutti, ci carica anche della responsabilità di mettere in campo ogni iniziativa utile a sostenere il Libano in questo momento così difficile”.

11:54
Rientrati in Italia i vigili del fuoco impegnati a Beirut

Atterrato mercoledì sera all'aeroporto militare di Pisa il velivolo C-130 dell'Aeronautica Militare che ha riportato in Italia il team di vigili del fuoco e Esercito impegnato in Libano. La missione di soccorso internazionale era partita il 5 agosto, nell'ambito del Meccanismo europeo di Protezione Civile con il coordinamento del Dipartimento di Protezione Civile, a seguito dell'esplosione avvenuta nella zona portuale di Beirut. Il personale del Corpo Nazionale dopo aver svolto all'atterraggio tutti i controlli medici del caso, imposti dall'emergenza Coronavirus, effettuerà a Firenze un periodo di isolamento. Durante la missione internazionale gli specialisti NBCR (nucleare biologico chimico radiologico) hanno svolto campionamenti e controlli delle acque marine, del suolo e dell'aria intorno al cratere generato dall'esplosione. Nei giorni successivi, spenti gli ultimi focolai nella nave proiettata dall'esplosione sulla banchina del porto, i vigili italiani hanno verificato la qualità dell'aria all'interno escludendo la presenza di sostanze pericolose e consentendo il successivo ingresso delle squadre locali per l'ispezione e la ricerca di eventuali vittime all'interno del relitto. Ingegneri strutturisti hanno svolto verifica di stabilità su alcuni edifici d'interesse posti a distanza dall'area immediatamente più colpita, riscontrando danni alle parti esterne come pannelli e soprattutto alle vetrate.

20:24
Presidente, oltre 15 miliardi di dollari i danni a Beirut

Ammontano a oltre 15 miliardi di dollari i danni provocati dalla terribile esplosione che ha distrutto il porto di Beirut il 4 agosto scorso. Lo ha reso noto il presidente libanese Michel Aoun.

20:23
Coronavirus: Msf,a Beirut salgono casi tra feriti e sfollati

A una settimana dall'esplosione di Beirut, restano enormi i bisogni degli oltre 6.000 feriti, dei 300.000 sfollati e di un'intera popolazione duramente provata, mentre aumentano i casi di Covid-19 nella capitale e in tutto il Libano. Lo indica in un comunicato Medici Senza Frontiere (MSF) i cui team sono al lavoro su tre principali aree di intervento: la cura dei feriti, la continuità di cura per i pazienti con malattie croniche e la salute mentale delle persone colpite. Dopo le prime valutazioni e donazioni di forniture mediche, Medici Senza Frontiere (MSF) ha allestito due punti medici fissi nei quartieri di Mar Mikhael e Karantina, le aree più colpite dalla deflagrazione, installato serbatoi d'acqua e distribuito kit igienici ai pazienti, mentre un team mobile visita i quartieri porta a porta per rispondere nel miglior modo possibile ai bisogni delle persone nell'area. “Prima dell'esplosione il sistema sanitario libanese stava gestendo con difficoltà un numero crescente di casi di Covid-19” dice Julien Raickman, capomissione di MSF in Libano. “Da allora, c'è stato un forte aumento dei contagi nel paese, dove in una settimana si sono registrati più di 1.500 nuovi casi, quasi il 25% di tutti i casi dall'inizio della pandemia, soprattutto a Beirut. La sera dell'esplosione c'è stato un enorme afflusso di pazienti nelle strutture sanitarie di tutta la città e non è stato possibile attuare correttamente le misure di prevenzione e controllo, così i casi si sono moltiplicati. Oltre 300.000 persone hanno perso la casa e hanno dovuto trovare altri posti dove stare, il che non semplifica le cose”. “Questo aumento di casi - prosegue Raickman - è una delle nostre principali preoccupazioni e stiamo valutando come adattare al meglio i nostri progetti alla situazione”.

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