L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 5 agosto 2020

L'oro aumenta di valore è il sintomo della profonda crisi economica che viene da lontano. Da anni Cina Russia Turchia India Kazakistan Ungheria Austria Venezuela Olanda Germania aumentano o mettono in sicurezza fisica le loro riserve

L'oro sfonda quota 2.050 dollari, massimi storici e +32% da inizio anno

Il metallo giallo continua il suo rally grazie a tassi di interesse bassi e allocazioni strategiche dei money manager. In fasi di mercato volatili molti investitori continuano a puntare sul bene rifugio per eccellenza. Bene anche l'argento, spinto dalla domanda di materiali industriali

di Marco Capponi 05/08/2020 10:00


È il giorno dell'oro. Il metallo giallo sta battendo tutti i record e dopo aver sfondato il tetto dei 2.000 dollari l'oncia ha continuato il suo rally salendo oltre i 2.050 dollari. Il dato, oltre a rappresentare il massimo storico per il lingotto (prima dell'ascesa costante degli ultimi mesi era stato di 1.770 dollari nel luglio 2012), è anche un sintomo dell'attuale contingenza storica, con gli investitori che in fasi di mercato volatili (e con il dollaro debole) hanno deciso di puntare sul bene rifugio per antonomasia, alzandone le quotazioni a livelli mai visti.

I prezzi dell'oro quest'anno sono saliti del 32%, una crescita che sta indirizzando il metallo giallo verso la migliore annata dal 1979. Anche i disordini geopolitici delle ultime ore potrebbero avere un risvolto nel rally del lingotto oltre i 2.000 dollari: "Le esplosioni a Beirut, che hanno ucciso decine di persone e ne hanno ferite centinaia", spiega una nota della Mizuho Bank, "probabilmente hanno avuto un ruolo nella crescita dell'oro oltre i 2.020 dollari".

A pesare sull'aumento della quotazione dell'oro ci sarebbero vari ordini di fattori: in primo luogo, in un universo di investimento con tassi bassi e rendimenti spesso negativi, il metallo giallo in quanto riserva di valore non fa perdere rendimento. C'è poi una questione di gestione del risparmio: in una contingenza in cui l'obbligazionario non riesce a bilanciare la volatilità del segmento equity, per molti investitori è opportuno diversificare le proprie scelte di asset management puntando su asset class differenti, tra le quali l'oro è quella più attrattiva (a differenza, per esempio, di commodities come il petrolio).

Un'altra questione da tenere in considerazione è la relazione tra il mercato dell'oro e quello delle valute. In una fase in cui il dollaro americano si sta svalutando sempre più (il cambio euro-dollaro continua il suo rally e ha superato la quotazione di 1,18) diventa più facile e meno rischioso investire in oro. Il metallo giallo, tra l'altro, è prezzato in valuta statunitense, e se questa si svaluta l'acquisto del lingotto è meno oneroso.

A fianco all'oro, l'attenzione degli analisti cerca di guardare anche a un altro metallo interessante: l'argento. Secondo Michael Hsueh, strategist di commodities e cambi di Deutsche Bank, l'argento potrebbe sovraperformare l'oro entro fine anno. Attualmente il metallo grigio sta vivendo una fase di rally analoga a quella del suo contraltare più prezioso: +30% da inizio anno e quotazione attuale al +2,29% e 26,70 dollari. Sulla sua crescita potrebbe pesare la ripresa del settore manifatturiero, che ne alzerebbe in maniera considerevole la domanda per fini industriali.

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