L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 17 agosto 2020

Ormai non sanno cosa inventarsi per darci la nostra dose quotidiana di terrore, cinque ragazzi ricoverati per covid-19 di cui nell'ospedale nessuno li ha mai visti

Lopalco lancia l’allarme: "Ragazzi in gravi condizioni". Ma nei bollettini non c'è traccia

Il capo della task force per l'emergenza Covid in Puglia aveva parlato di 5 giovani con polmonite da coronavirus. Zangrillo intanto zittisce Crisanti con dati alla mano

Valentina Dardari - Dom, 16/08/2020 - 14:49

Pierluigi Lopalco, l’epidemiologo capo della task force in Puglia, e candidato alle prossime Regionali, l’altro ieri aveva lanciato l’allarme. Aveva infatti parlato in una intervista all’Ansa del ricovero di cinque ragazzi di età compresa tra i 20 e i 30 anni in condizioni severe.



Fortunatamente però i dati ufficiali parlano di un solo nuovo ingresso in ospedale. E sui numeri provenienti dal Veneto la situazione non è migliore: Crisanti dice una cosa, Zangrillo il suo contrario. Secondo il professore del San Raffaele non sarebbero decine e decine i malati in rianimazione ma solo sei. Lopalco, parlando dell’emergenza in Puglia, aveva detto che i ragazzi giunti in ospedale “hanno delle polmoniti provocate dal Covid-19 e per questo è stato necessario il ricovero”.

Lopalco lancia l'allarme la vigilia di Ferragosto

Strano però, perché nel Bollettino Epidemiologico Regionale, fornito ogni giorno dalla Regione Puglia, si trovano solo due ospedalizzazioni: quella di una donna 63enne ricoverata nell’unità di Malattie Infettive di Bisceglie l’11 agosto e quella di un uomo 83enne ricoverato in Rianimazione al Policlinico di Bari il 12 agosto. E i cinque ragazzi riportati da Lopalco dove sono finiti? Mistero. Andando a dare un’occhiata al Bollettino del 14 agosto si legge che in Puglia sono ricoverati 46 pazienti. Il 13 agosto erano 48 e il giorno precedente 45. Il dato nelle ultime 72 ora è andato quindi a migliorare.

Il fatto che Lopalco abbia lanciato l’inutile allarme proprio alla vigilia di Ferragosto può forse voler dire qualcosa? Saranno anche stati ricoverati in condizioni severe cinque ragazzi, ma quando? Non ultimamente, a meno che non si vogliano mettere in dubbio le informazioni contenute nel Bollettino della Regione Puglia. Lopalco è forse un veggente e prevede ospedalizzazioni future? Chissà se ha previsto anche una sua elezione alle prossime Regionali visto che si è candidato nella lista “Con” del governatore Emiliano.

Vietato abbassare la guardia

Oggi Lopalco intervistato da HuffPost ha spiegato che adesso l'Italia sta pando "il fatto di avere Paesi vicini in cui è già partita la seconda ondata". Ha poi paragonato i nuovi casi a quelli osservati a dicembre dello scorso anno. In pratica sarebbero i focolai di inizio di una seconda ondata. La situazione è comunque meno grave perchè adesso dovremmo aver imparato a bloccarli sul nascere. Ha inoltre spiegato che se iniziano a infettarsi molti giovani, presto vedremo casi gravi anche tra i ragazzi, ribadendo che va tenuto alto il livello di guardia. Anche per Lopalco la riapertura delle scuole è una priorità, forte del fatto che se adesso scoppia un focolaio in una struttura scolastica, questa viene immediatamente chiusa. Sul fatto che vengano fatti test in aeroporto per i passeggeri che arrivano da Croazia, Spagna, Malta e Grecia, secondo la sua opinione non serve a molto. Sarebbe molto meglio un periodo di isolamento obbligatorio. Quella attuata sembra più "una misura di compromesso impiegata per limitare al minimo lo scontento e le proteste di ritorno dalle vacanze".

Crisanti e Zangrillo si danno battaglia sul Veneto

Anche in Veneto la situazione non è molto diversa. Con la piccola differenza che a Nord sono il professor Andrea Crisanti, microbiologo, consulente tecnico della Regione guidata da Zaia, e il professor Alberto Zangrillo, primario dell’Unità operativa di Anestesia e Rianimazione Generale al San Raffaele di Milano, a duellare sui dati. Crisanti, ospite della trasmissione televisiva In Onda su La7, ha attaccato il collega definendolo troppo tranquillizzante sull’emergenza in atto e asserendo che vi sono "decine e decine di malati in rianimazione”.

Ovviamente, come ormai siamo abituati, la risposta di Zangrillo non si è fatta attendere e qualche ora dopo è arrivata puntuale su Twitter: “Le bugie, caro Crisanti, hanno le gambe corte. Sogni d’oro”. E se le parole non bastano a spiegare il concetto, ecco postate anche le tabelle ufficiali della Regione Veneto, dove si vede che i pazienti positivi al coronavirus ricoverati nei reparti di Terapia intensiva sono solo sei. Sarà finita qui? Noi pensiamo di no e aspettiamo ulteriori repliche.

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