L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 11 agosto 2020

Per eliminare lo stato deve sparire la lingua, identità, cultura. Euroimbecilandia ci sta provando, difficile che ci riesca

IL PREZZO DEI SOLDI 

di Piemme AGO 10, 2020


Partiamo da un dato di fatto difficilmente contestabile: se l’Italia decidesse di alzare i tacchi, verrebbe giù non solo la moneta unica, ma tutta l’Unione europea.

Così ci spieghiamo i prestiti offerti al nostro Paese e le concessioni e le deroghe in quanto a Patto di stabilità.
In merito a questi aiuti abbiamo mostrato non solo che sono poca cosa,ma che sono una gravissima minaccia per l’Italia.

L’abbiamo detto e lo ripetiamo: l’Unione europea sostiene l’Italia come la corda sostiene l’impiccato.

Fioccano analisi dettagliate degli accordi sottoscritti a Bruxelles: recovery fund, sure, ecc.
Pochi si soffermano sul dato più importante, quello politico, lì dove trapela il disegno strategico dell’élite eurocratica e si annida la vera minaccia.
Lo fa Sabino Cassese in un editoriale pubblicato dal Corriere della Sera del 21 luglio scorso.
Il Cassese elenca “tre principi essenziali che riguardano il futuro dell’Unione europea”.
Il terzo è quello che in questo caso ci riguarda. Egli lo chiama “il potere di distribuire e di controllare l’uso delle risorse che vengono assegnate agli Stati”.
Sentiamo:

«Una volta dotata del “potere della borsa” [un più potente bilancio europeo e la capacità di raccogliere fondi propri sul mercato, NdR], l’Unione deve operare attraverso gli Stati ai quali vengono trasferiti i fondi europei, assicurandosi, alla pari di ogni finanziatore (come lo Stato italiano quando assegna fondi alle regioni) che le finalità per le quali i fondi sono assegnati vengano rispettate».

Cassese svela quale sia — al netto delle tecnicalità e dei trabocchetti finanziari, al netto della visione neoliberista della società — la vera ratio che sottostà al faticoso compromesso raggiunto a Bruxelles: un passo verso la trasformazione della Ue in una vera e propria federazione statuale in cui i tradizionali Stati nazionali saranno precipitati al rango di regioni.

Che poi questi Stati mantengano la loro attuale configurazione non è affatto detto, visto che il passo successivo (previsto) sulla via dell’Unione federale sarebbe quello di smembrare gli Stati per rimpiazzarli e rimescolarli nelle cosiddette “macro regioni”.

Chi ci accusa di essere “nazionalisti” perché ci battiamo contro questa prospettiva chiediamo: ma come fate a non vedere che l’Unione che le élite hanno in mente sarebbe un pilastro mondiale del capitalismo neoliberista e parassitario?

Ma come fate a non vedere che essa è un mostro antipopolare?

Ma come fate a non capire che se vogliono spianare gli Stati nazionali è perché li considerano ostacoli al loro predominio totale?

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