L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 18 agosto 2020

... sapete orientarvi, coltivare verdure, usare un’ascia, sopportare pugni in bocca?

Amico poliziotto, amico carabiniere

Roma, 4 agosto 2020

Amico poliziotto, amico carabiniere,
ti scrivo per dirvi questo: non conti più niente.
Le manganellate, i soprusi, l’odio, l’ordine pubblico, il golpe De Lorenzo, nei secoli fedele, usi a obbedir tacendo, sub lege libertas, indagine su un cittadino al di sopra d’ogni sospetto, la quarta Forza Armata, Genova, c’eravamo tanto pestati, le guardine, il tanfo dei materassi, le sfilate, lo spirito di corpo, quei bravi ragazzi, divise e stellette, il prete e il carabiniere, pane amore e fantasia: addio.
Non conti più niente, solo qualche privilegio ti distingue da noi poveri fessi: gli scivoli, le pensioncine, le indennità, le malattie, le ferie, le spiagge della polizia, le spiagge dei carabinieri, i centri sportivi della polizia, i centri sportivi dei carabinieri.
Privilegi che noi avvertiamo come tali e che anche voi sentite ingiusti pur se, a caval donato dal potere, non si guarda certo nella bocca.
Presto non ci sarete più, sciolti assieme alla poltiglia o alla plebaglia digitale universale. E con voi spariranno i finanzieri, i secondini ... a che pro un finanziere in un mondo che non produce nulla e in cui ogni transazione è controllata automaticamente e immessa in database onniscienti? A che pro i secondini se ogni carcere tenderà a trasformarsi in blando open air?
Amico poliziotto, amico carabiniere, sei un'anticaglia, come ogni cosa che ci sfugge dalle dita, oggi, 2020. Non è una decisione italiana o vostra ad averti ridotto così: è lo Spirito dei Tempi che si compiace della mansuefazione dell’umanità a rendervi passacarte. Tu stesso mansuefatto, spassionato, distaccato; un mezzo leguleio, un mezzemaniche, con la pistolina d’ordinanza inutilizzata, i sermoni sulla violenza e sull'antiviolenza o sulla non violenza, la collega bionda da trattare con benevolenza per non irritare le pari opportunità. Più che stazioni e commissariati ormai amministri dei CAF con avventizi in guanti bianchi: avanti un migrante, ecco il permesso di caccia, la denuncia da scrivere, la radio che scricchiola reati da poco, furterelli, scippetti; ogni tanto qualche Italiano va fuori di capoccia e rapisce un minore, suo figlio, per strapparlo alla moglie ingrata, ma sono pinzellacchere, al pari dei gatti sugli alberi e delle cartacce nelle aree verdi.
E la mafia? La droga? La prostituzione? Le rapine? Ma stiamo scherzando? E questi sarebbero reati? La droga e la prostituzione? Le rapine? E dove? La mafia, poi ... presto riassorbita nel giro d’affari delle multinazionali che venderanno, in pacchetti liofilizzati, tutto quello che ieri costituiva un attacco al viver civile ...
Amico poliziotto, amico carabiniere, scusami tali sparate, non ce l’ho con te perché mi fai stare quattro ore sotto il sole per sporgere una volgare denuncia (“misure anti Covid!”), in piedi, senza una sedia, appoggiato fra le pozze di liquido esalate dai condizionatori, tutto per mettere in fila, su un computer lento come un 386, quattro periodi pericolanti che avrei potuto vergare anch’io, a casa, con tutto comodo. No, credimi, è che, nella canicola agostana, a vederti muovere, tu, i tuoi colleghi ... il piantone che smanetta sul cellulare ... i piedi sul tavolo ... ecco, mi sembri proprio un poveraccio, uno dei predestinati all’inghiottitoio della Monarchia Universale. Pedina da poco, oramai, ché nemmeno l’ordine pubblico devi mantenere ... il Covid ce lo dice chiaramente: bastano un paio di centinaia di pizzardoni ai crocicchi per calmare i bollenti spiriti di tre milioni di romani ... l’umanità si controlla da sola ... forse qualche popolicchio fiero ancora c’è, ma ciò che una volta si chiamava Occidente è solo una sommatoria di castrati ... manco la rivoluzione devi più impedire, o il terrorismo interno, o le suburre incarognite, manco le brigate rozze ... pure gli animali da stadio sembrano dei leoni spelacchiati. Gli Italiani faranno la rivoluzione! Certo, come no ... lo scrivevo già al bravo Eugenio Orso che di sangue ne sarebbe scorso pochino ... per sollevarsi occorrono spiriti pratici, e individui di sesso maschile, ma ambedue le categorie paiono in netto ribasso ... date cento fucili alle teste calde sovraniste e queste si spareranno nei piedi ... è una questione di testosterone, di ansia di sacrificio, di corpo ... tutte qualità che vigevano sino a trent’anni fa, pur degenerate, e che oggi sono letteralmente scomparse ... a forza di rinunciare non sappiamo più fare nulla ... l’ho sempre detto: sapete orientarvi, coltivare verdure, usare un’ascia, sopportare pugni in bocca? ... quante volte l'ho scritto ... macché, siete una banda di coglioni ... detto senza offesa ... sport pornografia e junk food, ecco il centro di gravità permanente dell’occidentale ... una partita di Champions League, patatine, birra e magari, nel post eccitazione, una mezza sega ... con questi esseri che vuoi organizzare? E allora, amico poliziotto, amico carabiniere, che stai a fare tu? Oltretutto, cari amici, puzzate un po’ di nazionalismo, siete ancora troppo Italiani, legati a una tradizione che potrebbe risvegliare palpiti da non ridestare; e annodati da residui di leggi costituzionali che vi rapportano alla nazione, al paese, all’Italia. Ma sì, cari miei, preparatevi alla dissoluzione finale: un corpo d’ordine sovranazionale, unico, con innesti europei, che risponda a un centro estraneo alla legge positiva delle singole nazioni. E poi tante donne, tante opportunità, tanti fiori nei fucili: il Sessantotto, insomma, Black Lives Matters, Imagine, pulotti in organza rosa, tanto per confondere le acque. E, però, sono sicuro, non ci saranno violenze. All’umanità hanno strappato la voglia di vivere tanto che neanche vive più; respira, forse. Presto non penserà nemmeno più ai soldi perché i soldi implicano creatività e azione e proprio queste si vogliono spegnere ... i finanzieri passeranno il tempo a giocare a briscola, prima di venire sciolti in massa e ricollocati nell’unica agenzia civile europea ... che a sua volta avrà poco da fare dato che una AI mediamente potente saprà in tempo reale che Donatella Algidi col proprio reddito di sudditanza ha tosto acquistato un vibratore a Il Paradiso delle Signore in via del Trullo snc mentre Alceste (la app governativa lo segue fedelmente) bighellona dalle parti di Roma Nord fra bar (registrazione transazione caffé Castroni, euri 1,60 ore 09.31, 2026.04.01, Roma, cellula 717 A.E.), edicole e librerie dell’usato.
Amico poliziotto, amico carabiniere, goditi gli ultimi fuochi, le ultime pensioncine perché, te lo giuro, son proprio le ultime; lucidate le sedie più che potete mentre osservate le serque di calendari appesi nell’ufficio o quando gironzolate con l’auto di servizio per le torride strade deserte dell’ex capitale dell’ex Italia. Andiamo verso il Mondo Nuovo, robotico e atarassico, senza pulsioni; omicidi in picchiata, suicidi come scelta di libertà, tutti a casa per l’immane a-sofa-lypse now. Siete superati, un po’ ridicoli nelle divise inamidate, le inutili bardature da guerra fredda: ma chi dovreste controllare, a ben vedere? Non sarete certo voi, i nuovi guardiani. E poi, vi prego di accogliere la notazione senza rancore, siete decaduti assai. Nel morale, nel fisico .... sembrate una masnada di hipster, co’ ste barbette, le barbette ... le faccette ... le trippette ... ma non li guardate i poliziotteschi anni Settanta, Maurizio Merli, Milian, Volonté ... e quelli erano solo attori ... la faccia dei celerini anni Sessanta, barbe dure, ispide, inemendabili, le ascelle pezzate, le arroganze bestiali ... e i carabinieri: ottusi, sussiegosi, spietati, manovrieri; in provincia quante vite ed esistenze ha deciso l’alzata d’ingegno d’un maresciallo? E ora? Manco se li filano agli incroci ... distruggere la gerarchia, l’ordine, la definizione, ha questi inattesi risvolti ... la fine delle polizie, del law and order ... e della criminalità, va da sé ... del sentimento bruciante, d'ogni ribellione dell'animo.

Amico poliziotto, amico carabiniere, goditi le braci estreme dell’Italia in fumo, perdona questo sfogo, in fondo è commozione per un paese che non esiste più.

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