L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 4 agosto 2020

Se indaghi sulla 'ndrangheta bene se lo fai sul Sistema massonico mafioso politico istituzionalizzato diventi scomodo

Gratteri, la ndrangheta è la mafia più potente

2 Agosto 2020


“Finché indaghi su nomi e cognomi noti della ‘ndrangheta tutti ti dicono che sei bravo, che hai coraggio. Ma se vai a toccare i centri di potere oliati che si interfacciano con la ‘ndrangheta e la massoneria deviata allora diventi scomodo. E cominci a dare fastidio”: ad affermarlo è il
procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, in un’intervista a La Stampa sul maxi-processo contro la ‘ndrangheta con quasi 500 imputati. “Cosa è diventata la ‘ndrangheta? E’ la mafia più potente, l’unica presente in cinque continenti”. Gratteri la definisce “un’organizzazione solida al suo interno e credibile all’esterno. Ma è nelle relazioni con la società civile, col potere, con il mondo delle professioni che ha fatto il salto più importante”.
“Se prima le relazioni esterne col mondo delle professioni e del potere massonico deviato erano visti come una condizione patologica del sistema mafioso, adesso sono diventati una componente fisiologica”, ha insistito il procuratore capo di Catanzaro. “Le relazioni esterne portano la mafia lontano dai suoi territori di origine e sono queste a rappresentare il capitale sociale che fa crescere l’organizzazione”. (AGI)

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