L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 17 agosto 2020

Stati Uniti schizofrenici è dire poco, incoerenti senza logica, di un infantilismo pauroso, portando via il pallone mentre giocano perchè perdono. Stracciano l'accordo con l'Iran e poi in base a clausole inserite nel medesimo lo vogliono applicare per i loro scopi sanzionatori.

Gli Stati Uniti minacciano sanzioni all’Iran

TENSIONI 

Il presidente Donald Trump ha detto che scatteranno presto, sfruttando una clausola dell’accordo sul nucleare del 2015

© AP/SUSAN WALSH

Diats 16 agosto 2020 , 11:21Politica

Gli Stati Uniti la prossima settimana si muoveranno per far scattare le sanzioni contro l’Iran, malgrado la bocciatura della loro risoluzione al Consiglio di sicurezza Onu: lo ha detto in conferenza stampa Donald Trump, spiegando che si ricorrerà all’escamotage del cosiddetto ‘snapback’, un meccanismo dell’accordo sul nucleare con l’Iran del 2015 che innescherebbe le sanzioni contro Teheran in caso di violazioni. Anche se gli Usa hanno denunciato l’accordo e ne sono usciti, la risoluzione Onu che lo recepì li nomina ancora come partecipanti.

«Faremo lo snapback», ha detto Trump. Guardateci la prossima settimana», ha detto, rispondendo alla domanda di un giornalista.

No al vertice con Putin

«Probabilmente no, penso che aspetterò fino a dopo le elezioni». Così Trump ha risposto alla domanda se parteciperà a un vertice sull’Iran proposto dal presidente russo Vladimir Putin, dopo la bocciatura da parte del Consiglio di sicurezza dell’Onu di una risoluzione per la proroga dell’embargo sulle armi a Teheran.

Putin ha proposto una riunione dei cinque membri permanenti del Consiglio (Usa, Russia, Cina, Francia e Regno Uniti) più la Germania, le potenze che hanno negoziato l’accordo sul nucleare con l’Iran.

Iran pronto a esportare armi

L’Iran inizierà l’esportazione di armi dopo la revoca dell’embargo delle Nazioni Unite sulle armi il 18 ottobre, sulla base dell’accordo nucleare del 2015: lo ha dichiarato il ministro della Difesa iraniano, il generale di brigata Amir Hatami, aggiungendo che «l’Iran mira ad aiutare qualsiasi Paese che lotta contro la repressione di Israele, e in questa linea è pronto a fornire armi al Libano, nel caso in cui lo richiedano».

Hatami ha aggiunto che il ministero della Difesa svelerà un missile da crociera di fabbricazione iraniana il 21 agosto, durante le cerimonie per celebrare la Giornata nazionale dell’industria della difesa.

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