L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 23 settembre 2020

Cambiano i Presidenti ma l'embargo a Cuba resta. Sono passati 60 anni

NEWS – “Gli USA sono in guerra contro l’intero pianeta. – Ministro degli Esteri di Cuba all’ONU

By Riccardo Donat-Cattin Last updated Set 22, 2020 


Bruno Rodriguez, capo della diplomazia cubana, ha accusato gli Stati Uniti di essere la maggiore minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale al mondo.

L’intervento è avvenuto alla riunione di Alto Livello per il 75esimo anniversario dell’Assemblea Generale dell’ONU. Il comportamento irresponsabile di Washington, che continuano la loro politica di guerre commerciali, non hanno partecipato ai tentativi della comunità internazionale per affrontare insieme la crisi coronavirus, e inseguono una corsa agli armamenti in solitaria, con armi di propria creazione:

“Gli Stati Uniti ignorano importanti accordi internazionali, anche sul disarmo e sul controllo degli armamenti, e sembrano essere “in guerra con l’intero pianeta”, “istigano conflitti, guerre non convenzionali e commerciali e impongono severe misure coercitive unilaterali”,

Ovviamente Cuba è uno dei bersagli più colpiti dalle politiche di Washington. Sono ormai sessant’anni che Cuba si vede imposto l’embargo economico, commerciale e finanziario da parte degli Stati Uniti da quando nel 1959, cominciata la rivoluzione castrista, sono state nazionalizzate risorse prima controllate dagli USA: la totalità del petrolio, delle miniere, delle centrali elettriche, della rete telefonica e un terzo della produzione dello zucchero di canna.

Prima della rivoluzione Gli Stati Uniti rappresentavano il principale partner commerciale di Cuba: il 74% delle esportazioni e il 65% delle importazioni dell’Isola arrivavano dagli USA. Nel 2014 Obama ha annunciato la fine dell’embargo, ma la sua rimozione ha visto l’opposizione del partito repubblicano, e il processo non è mai stato portato a termine. Con le rielezioni di Trump, l’embargo è tornato operativo, e il presidente ha dichiarato che lo sarà fin quando non ci saranno libere elezioni nell’isola.

Dall’inizio dell’embargo, ogni anno Cuba si appella alle Nazioni Unite per porvi fine, senza successo.

Donald Trump ha rinnovato proprio questo mese, in linea con il Trading with the enemy act, le restrizioni commerciali per un altro anno.

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