L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 10 settembre 2020

Covid-19 - Non abbiamo nessuna responsabilità se i nostri politici sono i più ligi a rispettare la Strategia della Paura, il loro odio nei nostri confronti è manifesto e qualsiasi pretesto è buono per manifestarsi

Coronavirus: quarantene troppo lunghe e troppi tamponi ripetuti. Parola di 250 accademici

9 settembre 2020


Secondo un documento del pensatoio “Lettera 150”, continuare a prevedere termini più lunghi “e nella prassi assai incerti per la quarantena, e un ricorso ripetuto a tamponi per determinare la fine dell’isolamento, rischia di bruciare risorse preziose nel periodo di maggiore bisogno. E di tenere in reclusione domiciliare migliaia di persone senza giustificato motivo”.

Le attuali sulla gestione del Coronavirus seguita dall’Italia in materia di test e quarantene, con un indirizzo di maggior rigore da parte del Comitato tecnico scientifico, “va rivista”. È quanto sostiene un documento di “Lettera150“, il think tank composto da circa 250 accademici di diverse discipline, nato sull’onda dell’emergenza Covid-19.

COSA SOSTENGONO GLI SCIENZIATI

Secondo i docenti universitari, infatti, se non si recepiscono le raccomandazioni emesse a giugno dall’Organizzazione mondiale della sanità, “si rischia un utilizzo eccessivo e non mirato della capacità di effettuare test per l’identificazione di nuovi casi di persone contagiate dal SARS-CoV-2″, nonché di scoraggiare le persone, sintomatiche e non, a sottoporsi a test diagnostici vista l’impossibilità di preventivare ragionevolmente una fine dell’isolamento domiciliare”.

I TERMINI DELLA QUARANTENA

Secondo il documento continuare a prevedere termini più lunghi “e nella prassi assai incerti per la quarantena, e un ricorso ripetuto a tamponi per determinare la fine dell’isolamento, rischia di bruciare risorse preziose nel periodo di maggiore bisogno. E di tenere in reclusione domiciliare migliaia di persone senza giustificato motivo”.

LA DURATA DELL’ISOLAMENTO DOMICILIARE NON TIENE CONTO DELL’OMS

E gli esperti aggiungono: “Ad oggi, l’isolamento domiciliare obbligatorio per i soggetti Covid positivi si estende fino a negativizzazione comprovata da due tamponi effettuati a 24-48 ore di distanza dopo un periodo di almeno 14 giorni dalla risoluzione dei sintomi”. Si tratta, spiegano, di Linee guida che non tengono conto dei “Criteri per il termine dell’isolamento domiciliare” dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (Oms), “che prevedono”, si legge nel documento, “che la quarantena termini per le persone sintomatiche 10 giorni dopo l’inizio dei sintomi, più almeno 3 giorni senza sintomi (incluso assenza di febbre e di sintomi respiratori; per le persone asintomatiche 10 giorni dopo la positività al tampone per SARS-CoV-2”.

NECESSARIO ADEGUARSI ALLE LINEE GUIDA DELL’OMS

È urgente – conclude il documento – che si prenda atto delle indicazioni dell’Oms, “declinandole sulla base della prassi seguita dai principali Paesi europei e delle evidenze epidemiologiche di questi mesi.
L’ESEMPIO FRANCESE

La Francia, che ha portato addirittura a soli 7 giorni la quarantena, indica che non possiamo perdere altro tempo”

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