L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 19 settembre 2020

Dei banditi complici nella tratta degli schiavi rapiscono dei pescatori italiani e le nostre navi militari sono ferme nei porti

Mazara del Vallo, i pescatori sequestrati in Libia: “Ci accusano di aver trovato droga a bordo dei pescherecci. Vogliono incastrarci”

Mazara del Vallo, i pescatori sequestrati in Libia: "Traffico di droga per incastrarci"

di Marco Bova | 19 SETTEMBRE 2020

“Ci accusano che hanno trovato droga a bordo”. A dirlo è uno dei 18 marittimi dei due pescherecci di Mazara del Vallo sequestrati la sera del primo settembre dalle autorità militari del generale Khalifa Haftar. I due motopesca Antartide e Medinea sono tuttora sotto sequestro in Libia, nel porto di Bengasi. Mentre i pescatori sono stati trasferiti nel carcere di El Kuefia, in stato di arresto.

A raccontare le loro condizioni, è il capitano del Medinea, Piero Marrone, in un pezzettino inedito di una telefonata registrata al margine di un’intervista andata in onda su La7. Secondo fonti libiche, nel corso di una perquisizione, gli ufficiali di Haftar avrebbero trovato dei panetti di sostanze stupefacenti, poi schierati sul molo e fotografati come una tradizionale operazione antidroga. “Ci vogliono incastrare, non so di cos’altro ci vorranno accusare”, dice l’armatore Marco Marrone. In effetti i pescherecci sono rimasti incustoditi sin dai primi giorni e la contestazione sarebbe saltata fuori soltanto durante gli ulteriori accertamenti. La circostanza non viene confermata dalla Farnesina.

Indirettamente invece ha trovato conferma la proposta di uno ‘scambio di prigionieri’ respinta però dal Ministro degli Esteri, Luigi di Maio che ha detto “non accettiamo ricatti sui nostri connazionali”. L’ipotesi avanzata dagli uomini di Haftar riguarda quattro libici, condannati a 30 anni dal Tribunale di Catania e detenuti in Italia, accusati di essere tra gli scafisti della cosiddetta Strage di Ferragosto in cui morirono 49 migranti. In Libia invece sono conosciuti come calciatori e lunedì scorso i loro familiari hanno manifestato per chiedere di bloccare la liberazione dei pescatori, per ottenere l’estradizione dei quattro.

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