L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 20 settembre 2020

E' guerra vera è guerra totale, niente illusioni - Gli Stati Uniti non sono attrezzati alla "Guerra senza limiti"

Corte Usa sospende lo stop di WeChat. TikTok, la Cina minaccia il blocco di Apple e Trump ci ripensa: divieto slitta al 27, ok a patto con Oracle

Apple e altre grandi aziende americane incluse dal governo di Pechino in una lista di società straniere ritenute pericolose per la sicurezza nazionale

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam

Trump approva, controllo TikTok a Oracle e Walmart

NEW YORK - Apple e altre grandi aziende americane come Boeing, Cisco e FedEx rischiano di essere vietate in Cina. Parte della dura risposta del governo di Pechino che ha annunciato, attraverso il ministero del Commercio, maggiori dettagli su una lista di società straniere ritenute pericolose o potenzialmente pericolose per la sicurezza nazionale, lo sviluppo economico e gli interessi cinesi. E Donald Trump ci ripensa e benedice la proposta di accordo di Oracle-Walmart per entrare nel capitale della popolare app cinese finita nel mirino della Casa Bianca.

Intanto, la corte Usa sospende lo stop di WeChat deciso da Donald Trump. Il giudice Laurel Beeler ha infatti emesso un'ingiunzione preliminare per bloccare lo stop che dovrebbe scattare nelle prossime ore, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Bloomberg.

Divieto a import-export
La nuova policy della Cina entrata in vigore sabato 19 settembre contro le aziende americane prevede il divieto all'import e all'export, il blocco degli investimenti, restrizioni nei permessi di residenza e nei visti per gli executive delle corporation Usa presenti nell'elenco. La prima lista delle società bandite, che sarebbero una quindicina, è pronta. Ma non è stata volutamente diffusa dalle autorità cinesi: indiscrezioni sulle aziende sanzionate sono state riportate da diversi media governativi, tra cui il Global Times che ha definito le ultime mosse dell'amministrazione Trump «un’estorsione in stile mafioso». Come a rimarcare la discrezionalità delle decisioni di Pechino, che verranno modulate seguendo gli esiti delle ultime partite aperte nella guerra fredda tecnologica tra le due superpotenze e le decisioni di Trump.

Il bando Usa a TikTok e WeChat
Il governo cinese ha parlato per la prima volta dell'esistenza della “entity list” contro le big company Usa nel maggio 2019 dopo le sanzioni americane contro Huawei. Ma finora non aveva mai spiegato nei dettagli le conseguenze dell'elenco del ministero del Commercio, nonostante il divieto imposto dalla Casa Bianca lo scorso anno alle forniture delle società americane di chip e software verso Huawei. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il bando di venerdì deciso dal Dipartimento al Commercio contro TikTok e WeChat.

Bando che sarebbe dovuto scattare alla mezzanotte tra domenica e lunedì ma è stato rinviato al 27 settembre - rinviato e non ritirato, segno di una partita ancora aperta - quando sia la popolare app di video brevi che il servizio di messaggistica e di pagamenti elettronici verranno rimossi dagli store digitali di Apple e Google negli Stati Uniti.

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