L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 19 settembre 2020

Gli Stati Uniti per mantenere la rapina di petrolio hanno fatto affluire altri soldati e blindati nelle terre siriane

Siria: Usa schierano altri militari dopo scontri con Russia

Nel nord-est. Un segnale a Mosca "di evitare provocazioni"


Redazione ANSAROMA
19 settembre 202012:43NEWS

Gli Stati Uniti hanno intensificato la loro presenza militare in Siria dopo che una serie di 'scontri' con le forze russe hanno fatto aumentare le tensioni nel Paese. Lo riferisce la Bbc online.
Funzionari statunitensi hanno confermato che sei veicoli da combattimento Bradley e circa 100 soldati fanno parte del dispiegamento militare nel nord-est della Siria.
Gli incidenti tra le forze statunitensi e russe che pattugliano quella parte del Paese sono aumentati quest'anno e, secondo il capitano della Marina Usa Bill Urban, la mossa garantirà "la sicurezza e la protezione delle forze della coalizione". "Gli Stati Uniti non cercano conflitti con nessun'altra nazione in Siria, ma difenderanno le forze della coalizione se necessario", ha detto Urban, portavoce del centro di comando americano.
Urban non ha fatto riferimento alla Russia, ma in un altro comunicato un funzionario Usa punta il dito proprio contro Mosca: "Queste rinforzi sono un chiaro segnale alla Russia di aderire al processo di de-scalation reciproco e per Mosca e altre parti di evitare azioni pericolose e provocatorie nella Siria nord-orientale", ha detto il funzionario statunitense che ha voluto mantenere l'anonimato. Le truppe e i veicoli Usa sono stati dispiegati per dissuadere le forze russe dall'entrare in un'area di sicurezza, dove operano la coalizione statunitense e le forze curde.

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