L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 16 settembre 2020

Il Sistema massonico mafioso politico istituzionalizzato tende a chiudere le maglie per difendersi ma troppi sono gli imputati troppo sono le faglie delle contraddizioni

IL PROCESSO

Catanzaro, le dichiarazioni ritrattate di Petrini entrano negli atti di Scott Rinascita

di Gaetano Mazzuca — 15 Settembre 2020

Marco Petrini

Massoneria deviata e processi aggiustati, i discussi verbali rilasciati dall’ex presidente di sezione della Corte d’Appello di Catanzaro Marco Petrini entrano nella maxi inchiesta Scott Rinascita.

Durante l’udienza di ieri - riporta la Gazzetta del Sud in edicola - i sostituti procuratori della Dda di Catanzaro Antonio De Bernardo, Annamaria Frustaci e Andrea Mancuso hanno depositato gli atti trasmessi dalla Procura di Salerno relativi alla posizione di Giancarlo Pittelli, il noto penalista ed ex parlamentare in carcere con l’accusa di concorso esterno che ha chiesto e ottenuto di poter accedere al giudizio immediato.

Pittelli quindi non è tra i 452 indagati che affrontano l’udienza preliminare nell’aula bunker del carcere di Rebibbia davanti al gup Claudio Paris. Eppure il suo nome torna a essere centrale nella costruzione dell’accusa. Nei due verbali rilasciati a febbraio Petrini avrebbe raccontato non solo della comune adesione sua e di Pittelli a una loggia coperta ma avrebbe fornito anche un elenco di processi che sarebbero stati in qualche modo “aggiustati”.

Riti segreti effettuati nello studio legale avrebbero fatto da sfondo alla corruzione anche di altri magistrati. Accuse pesantissime, per le quali i difensori di Pittelli hanno già annunciato querela nei confronti di Petrini, e su cui però lo stesso giudice ha passato un clamoroso colpo di spugna. Il 17 aprile scorso infatti Marco Petrini è tornato davanti agli inquirenti della Procura di Salerno, che lo hanno arrestato per corruzione in atti giudiziari nell’ambito dell’inchiesta Genesi, per smentire tutte le accuse mosse nei confronti di magistrati, avvocati e politici che aveva fatto mettere a verbale nei due interrogatori svolti a febbraio.

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