L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 20 settembre 2020

Imparare dalla Svezia

Coronavirus: cosa possiamo imparare dalla Svezia? “L’epidemia si è esaurita, quasi nessuno porta la mascherina”

Al momento l'epidemia di Coronavirus "sembra essersi completamente esaurita in Svezia e non c'è evidenza di una seconda ondata in arrivo"

A cura di Filomena Fotia 19 Settembre 2020 17:45

Stoccolma durante la pandemia. Getty Images

“La Svezia è stata accusata di non aver applicato misure abbastanza severe contro l’epidemia di coronavirus. Eppure, non ha fatto peggio di altri paesi Europei e non è nemmeno vero che non abbia applicato misure di contenimento. Al momento, l’epidemia sembra essersi completamente esaurita in Svezia e non c’è evidenza di una “seconda ondata” in arrivo“: un approfondimento sul tema “Epidemia: cosa possiamo imparare dal caso svedese?” è stato pubblicato sulla pagina Facebook “Pillole di Ottimismo“, nata dalla collaborazione di numerosi esperti e con la direzione scientifica del virologo Guido Silvestri, della Emory University di Atlanta.

E’ Ugo Bardi (Docente presso il dipartimento di Chimica dell’Università di Firenze dove si occupa di modelli matematici applicati all’ecosistema e al cambiamento climatico) a firmare l’approfondimento relativo all’andamento della pandemia nel Paese scandinavo.
Di seguito il post integrale:

“Gli svedesi sono stati ampiamente vituperati sui media e sui social per come hanno gestito l’epidemia di coronavirus. Sono stati accusati di leggerezza, di crudeltà, di aver tentato di sterminare i propri anziani, di applicare politiche eugenetiche, di aver cercato l’immunità di gregge a spese della salute dei cittadini, e molte altre cose. Ma, se andiamo a verificare, queste accuse si rivelano false o esagerate. Allora, vediamo cosa è successo veramente in Svezia.
Per prima cosa, i numeri. Ad oggi, la Svezia ha avuto circa 5800 decessi attribuiti al Covid-19 su una popolazione di circa 10 milioni di persone. Ovvero, una mortalità di circa lo 0.06%, praticamente uguale a quella dell’Italia (2). Nella classifica mondiale per numero di decessi rapportati alla popolazione, la Svezia si colloca al tredicesimo posto secondo “worldometer,” ben entro la media dei paesi europei.



Come vedete nella figura, l’epidemia in Svezia ha seguito una curva “a forma di campana” come è tipico per tutte le epidemie. Vediamo nella curva una salita rapida che si riferisce alla zona Sud nel paese che ha una densità di popolazione simile a quella dei paesi del centro e sud Europa. Segue una “coda” discendente che è il risultato della lenta diffusione del virus nelle zone poco popolate del Nord (3), E’ un effetto simile a quello che si è visto negli Stati Uniti, anche lì per via della disomogeneità della distribuzione della popolazione (4). Come risultato, l’epidemia è declinata più lentamente in Svezia che in altri paesi. Tuttavia, da oltre un mese la mortalità è scesa quasi a zero.
Al momento, in Svezia si riportano 1-2 decessi al giorno attribuiti al Covid-19, con dei giorni senza alcun decesso. Per quanto riguarda i casi positivi, anche in Svezia il virus non è scomparso, ma rimane endemico nella popolazione, come si osserva un po’ ovunque nel mondo. Il rapporto fra risultati positivi e test si mantiene costante intorno a 1,3% (5), circa lo stesso valore che troviamo in Italia. Nemmeno in termini di ospedalizzazioni risulta che ci siano problemi. In sostanza, in Svezia l’epidemia si è praticamente esaurita e per ora non c’è traccia dell’arrivo della temuta “seconda ondata”.
Dati questi risultati, recentemente le autorità svedesi hanno “dichiarato vittoria” nella lotta contro il covid (5), allentando notevolmente le restrizioni. Al momento, le misure raccomandate dal governo consistono unicamente nel lavarsi le mani, tenere le distanze, stare a casa se malati. Non si parla di mascherine, di restrizioni, niente chiusure (6). Quasi nessuno porta la mascherina in pubblico (7).
Quindi, possiamo dire che in Svezia le cose vanno bene. Ma allora perché tanta polemica? Principalmente, l’accusa è che la Svezia ha trascurato le misure di contenimento, come si evince da un confronto con i paesi confinanti, in particolare con la Norvegia, dove la mortalità è stata molto minore.
Ma ci sono grossi problemi con questa accusa. Per prima cosa, non è vero che la Svezia non abbia applicato misure di contenimento. Al contrario, la Svezia ha fatto più o meno le stesse cose fatte negli altri paesi (8). La differenza è stata che il governo faceva delle raccomandazioni piuttosto che usare divieti. Per esempio, il governo non ha chiuso in casa i cittadini per decreto, ma gli Svedesi sono rimasti a casa il più possibile, come gli era stato raccomandato di fare. Nei momenti più difficili dell’epidemia, in Svezia nessuno cantava dai balconi ma l’atmosfera generale era molto simile a quella che c’era in Italia. Niente traffico, locali vuoti, poca gente in giro, distanziamento, eccetera. Fra le tante cose, i viaggi aerei interni alla Svezia sono stati praticamente azzerati durante l’emergenza, pur non essendo proibiti.
E non è che in termini di misure di contenimento i norvegesi abbiano fatto cose molto diverse da quelle che hanno fatto gli svedesi. Anche il “lockdown” norvegese è stato molto leggero: nemmeno i norvegesi hanno chiuso in casa i loro cittadini per decreto (9). E’ difficile pensare che dettagli come una chiusura più lunga delle scuole siano sufficienti per spiegare i differenti risultati fra Norvegia e Svezia, Questo specialmente considerando che il primo ministro Norvegese, Erna Solberg, ha dichiarato che alcune delle misure prese erano state inutili e che la Svezia aveva fatto meglio della Norvegia (10).
Ma allora quali fattori potrebbero spiegare le differenze fra Svezia e Norvegia? Uno potrebbe essere l’inquinamento atmosferico. Si sa che esiste una correlazione fra inquinamento e mortalità da Covid-19 (11). Si sa anche che la Norvegia è un paese meno industrializzato e meno popolato della Svezia — quindi anche meno inquinato (12). In questo senso, il caso della Svezia somiglia molto al caso del’Italia, dove la massima mortalità è stata nelle zone inquinate della Pianura Padana.
Se l’inquinamento può essere stato un fattore nella diffusione dell’epidemia, sembra però che le differenze fra Svezia e Norvegia si spieghino principalmente con un altro fattore: la gestione delle case di riposo per anziani. Qui, il caso della Svezia è stato simile a quello dell’Italia e le autorità svedesi hanno francamente ammesso di essersi trovati impreparati a gestire l’emergenza (13) delle case di riposo, dove si sono verificati la maggior parte dei decessi, circa 3/4 del totale (14). Invece pare che la Norvegia abbia una gestione migliore delle case di riposo per anziani: istituzioni più piccole e più gestibili e in più la tradizione di assistere gli anziani nelle loro abitazioni (15). Per queste ragioni, in Norvegia ci sono stati meno contatti fra persone il cui sistema immunitario è indebolito dall’età avanzata.
In fin dei conti, vediamo come i “cattivi” svedesi non lo siano stati affatto. Come tutti i governi, nelle fasi iniziali dell’epidemia hanno navigato a vista, cercando di fare il meglio possibile. Hanno scelto di gestire l’epidemia più che altro responsabilizzando i propri cittadini e ci sono riusciti abbastanza bene, sicuramente non peggio della media dei paesi Europei. Soprattutto, non peggio di paesi come l’Italia che invece hanno scelto di usare misure molto rigide per contrastare l’epidemia. Avrebbero potuto fare di meglio? Forse, ma la cosa certa è che gli svedesi non hanno trascurato la gestione dell’epidemia, come invece sono spesso accusati di aver fatto. Allora, invece di lanciare insulti e accuse, cosa possiamo imparare dall’esperienza svedese? Vediamo qualche punto interessante.


1. Lockdown. C’è chi ha detto che il caso svedese dimostra che il lockdown è stato inutile. Questo non è affatto detto. Abbiamo visto che gli Svedesi hanno praticato misure di contenimento simili a quelle di altri paesi, eccetto che non erano imposte per legge ma soltanto raccomandate. Ci possiamo solo domandare cosa sarebbe successo in Italia se il nostro governo avesse fatto una politica “svedese,” dando fiducia ai propri cittadini invece di tartassarli con decreti, regole, e multe. Avrebbero gli italiani seguito le raccomandazioni come hanno fatto gli svedesi? Non lo sapremo mai perché non è stato fatto.
2. Immunità di Gregge. Una delle accuse più comuni alla Svezia è stata quella di aver cercato di infettare quanti più cittadini possibile allo scopo di ottenere l “immunità di gregge”. Questa, però, è una leggenda. Non solo l’accusa è stata smentita più volte dalle autorità svedesi stesse (16), ma semplicemente non sta in piedi. Se l’obiettivo fosse stato favorire le infezioni, gli Svedesi non avrebbero raccomandato ai cittadini nessuna misura di contenimento, come invece hanno fatto. In realtà, gli svedesi, come tutti in Europa, hanno mirato ad “abbassare la curva” per evitare un sovraccarico degli ospedali. Anche in Svezia ci si basava sui modelli matematici che prevedevano che l’allentamento delle misure di contenimento avrebbe causato la ripresa immediata dell’epidemia. In realtà, questo non è successo e i modelli hanno ancora una volta fallito clamorosamente con le loro predizioni (17). Ma questo vuol dire che gli svedesi hanno ottenuto la mitica “immunità di gregge”? In principio, non dovrebbe essere possibile: il numero delle persone immunizzate sembrerebbe troppo piccolo per questa interpretazione. Ma è anche vero che la questione potrebbe essere molto più complessa di quanto non sembri. E’ stato detto che potrebbe esistere un’ “immunità pregressa” al virus che già oggi ne blocca la diffusione (18). Questo vorrebbe dire aver raggiunto l’immunità di gregge senza averla cercata! Ma è ancora troppo presto per dire se questa interpretazione è valida. Ne sapremo certamente di più nel futuro.
3. Danni all’economia. La Svezia non si è salvata da un forte declino economico, come è successo agli altri paesi europei. Tuttavia, la Svezia ha fatto meglio di altri paesi, perdendo circa l’8,6% del suo PIL, molto meglio dell’Italia (perdita del 12,5%) e della Spagna (oltre il 18% di perdita) (19). E’ poco probabile che questa differenza dipenda dal modello svedese di contenimento. Più che altro è correlata al fatto che l’economia della Svezia dipende meno di altre dal turismo internazionale, circa il 3% del PIL.
4. Informazione inaccurata. Il linciaggio mediatico subito dalla Svezia sia in Italia che a livello internazionale è poco meno di uno scandalo. Solo un esempio fra i tanti: sul sito delle “iene” potevamo leggere poco tempo fa un titolone sul “disastro svedese” (20). Titolo esagerato, accuse basate su dati parziali, un articolo senza capo né coda. E, fra le altre cose pieno di errori. Per esempio, dice che in Europa “solo il Regno Unito e Belgio hanno registrato più morti” della Svezia. Non è vero: in Europa, davanti alla Svezia ci sono anche la Spagna e l’Italia (e anche Andorra e San Marino, piccoli, ma sempre paesi europei) (2). Per non parlare poi dei paesi extra-europei che hanno fatto peggio della Svezia, gli USA per esempio, perché non parlarne? E poi c’è la critica alla Svezia perché “l’epigone del fallimento del piano di Stoccolma è il tentativo fallito di raggiungere la cosiddetta immunità di gregge.” Ma, come si diceva prima, gli Svedesi NON hanno cercato di raggiungere l’immunità di gregge. Proprio un bell’epigone: accusare qualcuno di non essere riuscito a fare qualcosa che non stava cercando di fare! E ci sarebbero tante altre cosette da criticare nell’articolo che non vi sto a dettagliare. Insomma, se volete informarvi, non chiedete alle iene o altri animali non particolarmente esperti di epidemie. Usate la vostra testa e verificate quello che vi raccontano perché spesso non ve la raccontano giusta.
Alla fine dei conti, con le loro scelte alle volte fuori dal coro, gli svedesi ci hanno dimostrato che non c’è un solo modo di fronteggiare l’epidemia. Per esempio, al momento in Svezia la mascherina non è obbligatoria e quasi nessuno la porta (7). Questo vuol dire che nei prossimi mesi potremo confrontare i risultati svedesi con quelli di paesi dove la mascherina è più diffusa, come in Italia, e potremo quindi valutarne l’efficacia. E’ un bel piacere che ci fanno: invece di insultarli, li dovremmo ringraziare!
Per finire, se masticate bene l’inglese, potete sentire una valutazione recente dell’andamento dell’epidemia in un intervista all’epidemiologo di stato svedese, Anders Tegenell (segnalazione di Maurizio Rainisio) (21).

1. http://ugobardihomepage.blogspot.com/…/ugo-bardis…
2. https://www.worldometers.info/coronavirus/#countries
3. https://www.europeandatajournalism.eu/…/A-fraction-of…
4. https://www.facebook.com/pillolediottimismo/posts/170575788016234
5, https://www.thetimes.co.uk/…/were-vindicated-say-swedes…
6. https://www.folkhalsomyndigheten.se/…/protect-yourself…/
7. https://www.ft.com/…/3148de6c-3b33-42d3-8cf6-d0e4263cea82
8. https://en.wikipedia.org/wiki/COVID-19_pandemic_in_Sweden
9. https://en.wikipedia.org/wiki/COVID-19_pandemic_in_Norway
10. https://www.telegraph.co.uk/…/coronavirus-norway…/
11. https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=3572548
12. https://res.mdpi.com/…/article…/atmosphere-11-00467.pdf
13. https://www.aftonbladet.se/…/regeringen-styr-riket-jag…
14. https://www.thelocal.se/…/swedish-death-toll-passes…
15. https://journals.sagepub.com/…/10.1177/1403494820944073
16. https://www.newsweek.com/herd-immunity-definitely-not…
17. https://ugobardi.blogspot.com/…/il-grande-disastro-dei…
18. https://www.nature.com/articles/s41577-020-0389-z
19. https://www.bbc.com/news/business-53664354
20. https://www.iene.mediaset.it/…/svezia-lockdown-giornali…
21. https://youtu.be/hStrML7vk5k

Figura da: https://ourworldindata.org/coronavirus/country/sweden… (dati aggiornati al 17 Settembre 2020)“

1 commento:

  1. Il fine di Tegnell, sbandierato sui giornali di marzo e aprile, era proprio quello di ottenere l'immunita' di gregge. Ho letto sue dichiarazioni agghiaccianti sul fallimento della gestione, sia nel pieno che di recente. Fallita l'immunità di gregge, ha dichiarato che non fosse il suo scopo. Qua l'avrebbero linciato. Gli svedesi sono molto creduloni, ma 6000 morti dono tanti e molti si sono svegliati.
    I morti nelle case di riposo sono stati meno della metà del totale, non 3/4. Sempre da fonti svedesi.

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