L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 15 settembre 2020

La Cina è il novello Ulisse, gli Stati Uniti un Polifemo accecato, pieno di odio e di rabbia, e non può chiedere aiuto perchè Nessuno l'ha ferito

Commodities: lo straordinario piano della Cina

La Redazione Articolo pubblicato il 14/09/2020 18:00:00

Fonti locali indicano che è in corso la preparazione di nuovi siti di stoccaggio: il piano include una direttiva per accelerare la costruzione di più strutture atte a contenere il petrolio, in particolare nelle regioni interne remote.

Nel 2021, spiegano fonti locali, prenderà il via la nuova strategia approntata dal governo della Cina che prevede un forte aumento delle già ingenti riserve statali di petrolio, metalli strategici e prodotti agricoli, il tutto nell’ottica di divenire in grado di affrontare con maggior facilità situazioni complicate come la recente pandemia di coronavirus ed il progressivo deteriorarsi delle relazioni diplomatiche con le altre nazioni, una su tutte l’America.

Questo significa garantire che le scorte segrete della nazione, il cui effettivo volume non è noto, ma di sicuro estremamente elevato, siano abbastanza abbondanti da sopportare interruzioni dell'offerta che potrebbero paralizzare l’economia nazionale.

Il mese prossimo la leadership cinese definirà la sua strategia per il 2021-2025, che includerà l'aumento dei consumi interni e la produzione in loco della cosiddetta “tecnologia critica” nel tentativo di isolare la seconda economia mondiale dall'aggravarsi delle tensioni geopolitiche e dal logorarsi delle catene di approvvigionamento.

Xi Jinping, premier cinese

Garantire l'approvvigionamento alimentare, di carburante e materiali è un elemento indispensabile per stimolare la fiducia del paese e proprio l’annullare l’ansia relativa alla sicurezza energetica ed alimentare sarà uno degli obiettivi del nuovo programma di acquisti di Pechino.

La quantità reale di commodities detenuta dalla National Food and Strategic Reserves Administration, sebbene sporadicamente siano diffusi alcuni dati, non è di pubblico dominio, e le numerose richieste ricevute dalla National Development and Reform Commission (l’ente che di fatto amministra le riserve della Cina) sono nella maggior parte dei casi cestinate senza risposta alcuna.

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