L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 3 settembre 2020

La Francia dove prende quei 50 miliardi anno? Si proponeva/propone che per l'Italia sarebbe servito un investimento di 100 miliardi anno per una inter legislatura, concentrarsi sull'energia pulita a cascata sul rinnovo dell'intero parco auto basato sull'idrogeno verde, concentrarsi sull'agricoltura non dimenticando il nostro acciaio cioè la nostra industria manifatturiera

Francia, ecco il piano del governo Castex per il rilancio (con taglio di tasse alle pmi)

3 settembre 2020


Tutti i dettagli sul piano di rilancio da 100 miliardi di euro su due anni con cui il governo si propone di rimettere in moto l’economia francese: il taglio delle tasse riguarderà il 74 per cento delle piccole e medie imprese

Competitività, transizione ecologica, coesione sociale e territoriale. Soprattutto lavoro. Sono i pilastri del Piano di Rilancio da 100 miliardi di euro su due anni, che si propone di rimettere in moto l’economia francese, dopo lo choc da Covid-19.

Il piano di rilancio economico da 100 miliardi di euro “France Relance” elaborato dal governo francese nell’ambito della crisi provocata dal coronavirus è di “un’ambizione e di un’ampiezza storica”. Lo ha detto il primo ministro francese, Jean Castex, presentando il progetto.

Il capo del governo ha sottolineato che 100 miliardi sono “circa quattro volte di più del piano di rilancio messo in atto per far fronte alla crisi del 2008”.

“E’ un momento molto importante nella nostra strategia di lotta contro le conseguenze economiche e sociali della crisi che ha colpito la Francia – ha continuato il primo ministro -. Il Covid-19 ha portato a una recessione improvvisa e brutale, legata alla decisione condivisa da tutti i paesi europei di mettere le considerazioni sanitarie ai di sopra delle considerazioni economiche”.

Castex ha poi ricordato che l’impegno preso in tal senso con il presidente Emmanuel Macron: “Non ci sarà un aumento delle tasse, questo errore indebolirebbe la nostra crescita e invierebbe dei segnali negativi alle famiglie come alle imprese”, ha detto Castex, spiegando che la Francia gode di un aiuto europeo di 40 miliardi di euro grazie ad un accordo “storico” preso tra il presidente Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel. Il piano, ha continuato il primo ministro, avrà un effetto sul debito che sarà “riassorbito a partire dal 2025”, grazie alla crescita.

“Vogliamo che il maggior numero di imprese benefici di questo piano di rilancio”, ha affermato il premier, sottolineando che il taglio delle tasse riguarderà il 74 per cento delle piccole e medie imprese presenti sul territorio. “Le aiuteremo anche ad accelerare la loro trasformazione digitale, ma anche a confortare i loro fondi”.

“Per incoraggiare queste iniziative, voglio ricordare l’impegno preso con il presidente della Repubblica, nessun aumento delle tasse. Non rifaremo l’errore di aumentare la fiscalità, cosa che manderebbe dei segnali negativi”, ha aggiunto il premier. Il piano si struttura su tre grandi assi. Il primo riguarda la transizione ecologica e prevede 30 miliardi di euro. Di questi, 6,7 miliardi andranno al piano di rinnovamento energetico dei palazzi e 7 miliardi allo sviluppo dell’idrogeno verde, in modo da rendere la Francia un paese leder nel settore entro il 2030. Il ministro della Transizione ecologica, Barbara Pompili, ha fornito alcuni dettagli su questa parte del progetto.

“Il piano sosterrà con 2 miliardi di euro l’economia circolare”, ha spiegato. Ai trasporti verranno invece consacrati 11 miliardi di euro, di cui 4,7 miliardi destinati alle ferrovie nazionali (Sncf) per sviluppare “il trasporto ferroviario, le piccole linee la mobilita’ quotidiana”.

ECCO LA SINTESI RADIOCOR DEL PIANO DEL GOVERNO FRANCESE

L’esecutivo francese mette sul piatto 35 miliardi di euro, con una riduzione di 10 miliardi l’anno delle imposte di produzione a carico delle aziende, che andrà a beneficio soprattutto delle piccole e medie imprese. Sono poi previsti 3 miliardi di sostegno ai mezzi propri delle aziende tramite garanzie pubbliche a prestiti partecipativi accordati dalle banche, con la speranza di mobilitare il settore bancario tra 10 e 15 miliardi. Altri 11 miliardi, che erano previsti dal Programma di Investimenti per il Futuro, saranno dirottati sul Piano di Rilancio e riguarderanno in particolare l’innovazione. Alla transizione ecologica andranno 30 miliardi. I trasporti beneficeranno di 11 miliardi, 4,7 dei quali a favore delle ferrovie Sncf per sviluppare il trasporto merci su rotaia e le piccole linee.

Il resto andrà ai trasporti pubblici e al ‘piano biciclette’. Quasi 7 miliardi andranno al rinnovamento energetico degli edifici, di cui 4 miliardi per gli edifici pubblici, come le scuole e 2 miliardi per le famiglie. Per accompagnare le imprese nella transizione ecologica sono previsti 9 miliardi, destinati in particolare alla ricerca e all’innovazione, con 2 miliardi per sviluppare l’idrogeno verde, cioè non derivante dagli idrocarburi. All’agricoltura sostenibile e allo sviluppo di un’alimentazione più sana andranno poi 1,2 miliardi. Per la coesione sociale e territoriale arriveranno 35 miliardi. Il piano a favore dell’occupazione giovanile beneficerà di 6,5 miliardi ed e’ già stato votato in estate. Include in particolare un aiuto di 4.000 euro per l’assunzione di un giovane di meno di 26 anni con un contratto minimo di 3 mesi, dei premi per l’assunzione di giovani in alternanza con la formazione e l’estensione dei contratti di inserimento. Una sorta di ‘scudo anti-disoccupazione” prevede 6,6 miliardi per finanziare l’attività parziale (cassa integrazione) di lunga durata e 1 miliardo per rafforzare la formazione soprattutto nei settori ‘dell’avvenire’. Agli investimenti degli enti locali andranno 5,2 miliardi e circa 6 miliardi saranno stanziati per il sostegno degli investimenti degli ospedali. Il sussidio alle famiglie per l’inizio dell’anno scolastico sarà aumentato di 100 euro per un totale di 500 milioni e il piano anti-povertà ed esclusione riceverà 200 milioni in più.

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