L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 6 settembre 2020

La Svezia non ha aderito alla Strategia della Paura evitando la dose di terrorismo giornaliero ed è diventata autoimune come una normale influenza da virus Rna. Mentre in Italia si cercano gli asintomatici con il lanternino

LA PANDEMIA

In Svezia pochi casi di coronavirus «La nostra strategia ha funzionato»

Oggi il Paese scandinavo ha una delle più basse percentuali di contagi pur non avevendo mai adottato un rigido lockdown. Ma i morti sono stati più di 5mila

di Redazione Esteri

Ragazzi del liceo sui banchi di scuola a Stoccolma (Photo by Martin von Krogh/Getty Images)

Ma se alla fine si scoprisse che la strategia della Svezia per fronteggiare il coronavirus non era così campata in aria e, anzi, sta dando il suoi frutti? Stoccolma, a differenza dei vicini scandinavi, non ha voluto varare misure di lockdown, facendo conto più sulla responsabilità dei singoli che sui divieti. E fino ad oggi ha pagato un prezzo altissimo con un tasso di contagi e mortalità di gran lunga superiore a quello di Norvegia e Danimarca avendo avuto 84.985 positivi e 5.835 morti.

La svolta

Oggi, però, la situazione appare diversa mentre molti Stati affrontano una ripresa della pandemia, a Stoccolma i dati sono saldamente discendenti. «La Svezia è passata dall’essere il Paese con più contagi in Europa a quello più sicuro — ha detto il dottor Anders Tegnell, l’epidemiologo maggiormente considerato dal governo —. La nostra politica può aver tardato a portare risultati ma alla fine sono arrivati e sono più stabili» .

I dati

Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie la scorsa settimana la Svezia ha avuto 12 casi per milione di abitanti mentre la Danimarca ne ha 18 e la Norvegia 14. A differenza di metà aprile quando si registravano più di cento decessi al giorno, oggi non si superano i due o tre morti. Al contrario giovedì Copenaghen ha raggiunto il record degli ultimi 4 mesi con 179 infetti in 24 ore.

Nessun commento:

Posta un commento