L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 23 settembre 2020

L'isteria di Facebook fa capire che gli interessi veri sono i dati di chi usa la piattaforma e dove questi vengono elaborati per ricavarci 208 miliardi di vendite

Facebook minaccia di chiudere in Europa

22 Settembre 2020 - 23:54 

Niente più Facebook e Instagram per 400 milioni di utenti europei se alla società verrà impedito di trasferire dati negli USA


Facebook minaccia di lasciare l’Europa se i regolatori Ue le vietano condividere dati con gli Stati Uniti. Come conseguenza, lo stop europeo coinvolgerebbe anche il social di condivisione immagini Instagram.
Facebook minaccia di chiudere in Europa

Nel corso di un’udienza in tribunale a Dublino, Facebook ha detto che la decisione della commissione irlandese per la protezione dei dati non lascerebbe altra scelta alla compagnia che interrompere le operazioni in Europa.

La mossa lascerebbe a bocca asciutta i 400 milioni di utenti europei di Facebook e Instagram.

L’avvertimento arriva a un mese circa dall’ordine preliminare che vieta alla compagnia fondata da Mark Zuckerberg di trasferire negli USA informazioni sui clienti europei. Le preoccupazioni dell’Ue riguardano, in particolare, la presunta sorveglianza sui dati da parte del governo statunitense.

Se i regolatori non si fermeranno, “non è chiaro come, in tali circostanze, [Facebook] potrebbe continuare a fornire i servizi” nell’Unione europea, ha detto Yvonne Cunnane, dirigente di Facebook Ireland.

Facebook potrebbe lasciare Ue, “ma non è una minaccia”

La società ha negato che il deposito della nota in tribunale fosse una minaccia. Facebook, come molte altre aziende e organizzazioni, “si affida ai trasferimenti di dati fra Ue e USA per effettuare i propri servizi”, ha detto una portavoce.

“La mancanza di trasferimenti di dati sicuri e legali comporterebbe un danno all’economia e ostacolerebbe la crescita del settore data-driven negli Ue, proprio mentre cerchiamo la ripresa dalla COVID-19”, ha aggiunto.

Secondo Cunnane, inoltre, Facebook è anche un importante strumento per la libertà di espressione per 410 milioni di utenti dell’Ue, e ha anche generato €208 miliardi di vendite per le compagnie che usano la piattaforma.

La battaglia legale fra Facebook e la commissione irlandese, che regola il social network in europa, va avanti da molti anni. Nel 2013 il Guardian rivelò l’esistenza di Prism, programma dell’agenzia di sicurezza nazionale statunitense per l’accesso diretto ai sistemi di Google, Facebook e Apple da parte del governo USA.

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