L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 19 settembre 2020

NoTav - e con la monnezza dei detriti vogliono affogare la valle

TORRAZZA PIEMONTE
Tav, il caso smarino arriva in Parlamento

Jessica Costanzo ha infatti depositato un'interrogazione.


Chivasso, 19 Settembre 2020 ore 05:25

Il caso dell’arrivo dello smarino a Torrazza Piemonte approda in Parlamento. La deputata del Movimento 5 Stelle Jessica Costanzo ha infatti depositato un’interrogazione parlamentare sul tema al Ministero dell’Ambiente visto che anche Torrazza è tra i Comuni interessati dal progetto di realizzazione del Tunnel di Base del TAV come sito di deposito definitivo delle terre e rocce da scavo nonostante l’intero territorio sia ormai da decenni caratterizzato da un notevole carico ambientale per la presenza di attività di cava e di discarica.

Tav, il caso smarino arriva in Parlamento

Il caso dell’arrivo dello smarino a Torrazza Piemonte approda in Parlamento. La deputata del Movimento 5 Stelle Jessica Costanzo ha infatti depositato un’interrogazione parlamentare sul tema al Ministero dell’Ambiente visto che anche Torrazza è tra i Comuni interessati dal progetto di realizzazione del Tunnel di Base del TAV come sito di deposito definitivo delle terre e rocce da scavo nonostante l’intero territorio sia ormai da decenni caratterizzato da un notevole carico ambientale per la presenza di attività di cava e di discarica.

L’intervento di Costanzo

«L’interrogazione nasce dalla preoccupazione di molti cittadini di Torrazza che hanno chiesto di far sentire la loro voce e prende le mosse dalla delibera di giugno 2020 della Città Metropolitana, in cui si affermava come “il nuovo progetto rappresenta inequivocabilmente un impatto negativo aggiuntivo su un contesto ambientale e insediativo già fortemente compromesso” – spiega Costanzo – Conosciamo la sensibilità ambientale del Ministro Costa e a lui ci rivolgiamo per chiedere di valutare nuovamente l’impatto del deposito di smarino sul territorio di Torrazza. Occorre accertare se il nuovo progetto, che introduce un sistema di trasferimento delle terre e rocce da scavo dai convogli ai nastri trasportatori, preveda le medesime e allarmanti volumetrie di deposito nel sito di Torrazza riportate nel Progetto Definitivo Cipe del 2015 o se non addirittura impatti aggiuntivi».

«Il tema del deposito di rifiuti di scavo è quanto mai attuale: – spiega ancora la deputata – credo che il Ministero dell’ambiente debba prendere di petto la questione e verificare con attenzione ogni possibile ripercussione. Pensiamo ad esempio al maxi cantiere di Salbertrand, dove Telt aveva previsto un deposito per i residui di scavo e una fabbrica per lavorare il calcestruzzo. Anche lì si tratta di un territorio in cui, da molti anni, giacciono cumuli di rifiuti (con scarti di lavori dell’autostrada del Fréjus), di cui uno impregnato di amianto. Ora pare che si opterà per una variante che consenta di ospitare a Susa un altro cantiere con materiali di scavo del tunnel di base del Tav. Queste decisioni non possono essere assunte alla leggera, ma vanno analizzate con tutti i dovuti accorgimenti».

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