L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 19 settembre 2020

Racconti di mezza estate - 7 - le soluzioni semplici non esistono

La stramaledetta crescita

19 settembre 2020

Iniziamo col con questa domanda: chi di noi è in grado di produrre i propri mezzi di sostentamento?

Personalmente, ancora no, ma sto iniziando a prepararmi e spero di essere pronto in 4/5 anni, se ci riuscirò, questo è il mio semplice piano per il futuro. Non sarà facile per niente, ma sarà una bella sfida provarci.

Tutto ciò che non siamo in grado di produrre autonomamente per sopravvivere dà origine ad una distorsione; si innesca un meccanismo innaturale che si ingigantisce nel tempo. La gente fa appello ai governi. Reclama di ricevere gratuitamente una gamma molto larga di benefici. Ha continuamente bisogno di qualcosa e si aspetta, reclamando con presunzione, che i bisogni vengano soddisfatti invocando i diritti acquisiti.

Come gli uccellini nel nido, con la bocca aperta, che pigolano costantemente, “pio pio pio” agitando d’istinto le loro piccole teste con gli occhi chiusi, aspettando che qualcuno gli rigurgiti nello stomaco cibo e sostentamento.

La cittadinanza, nella maggior parte dei casi, si comporta allo stesso modo. Pigola e reclama rumorosamente col becco aperto, e lo Stato che fa? Per un po’ fa finta di voler resistere, cerca di temporeggiare, ma poi non può più trattenersi per molto tempo. Il pigolare è fastidioso e a lungo andare diverrebbe insopportabile. E Allora, che fa? Stampa dei Buoni del Tesoro, si fa scontare il loro valore facciale dalle banche, e con quei soldi presi a prestito, rigurgita il liquido dentro le bocche fameliche dei cittadini, saziandone più che ne può, risolvendo il problema nell’immediato con manovre sociali tipo la creazione di posti di lavoro pubblici, di sussidi, di appalti, e di ogni tipo di espediente che possa consentire alla gente di ricevere del denaro con cui sfamarsi. Ma quei soldi sono debito, e il debito, per sua natura, sottostà alla regola matematica della funzione esponenziale, mentre la vita terrena obbedisce e funziona in maniera lineare, non esponenziale. E così inizia il problema. Le due funzioni sono matematicamente incompatibili ed è solo una questione di tempo: dopo un periodo iniziale in cui sembra di potercela fare, le curve si incrociano e quella del debito mette il turbo, pompata dalla funzione esponenziale diventa un asindoto, un’erezione, ma qui non voglio diventare scurrile, non è il mio stile. Però si capisce bene che è impossibile correre dietro ad una funzione esponenziale con le armi mortali della crescita aritmetica su cui si basa la vita terrena. Questa è la distorsione.

Il sistema economico globale basato sul debito esponenziale (debt based economic system) non può prescindere dalla crescita economica che però si basa sullo sfruttamento di risorse non esponenziali. Ci martellano continuamente con la parola “crescita”.

Quante volte ce lo sentiamo ripetere: “ci vuole la crescita. Il P.I.L: deve crescere. Bisogna stimolare la crescita”! Ce lo sentiamo ripetere in continuazione. Ma perché ci vuole per forza, in ogni caso, inequivocabilmente questa stramaledetta crescita?

La risposta è semplicissima: perche nel frattempo stanno crescendo inesorabilmente gli interessi passivi sui debiti.

Proprio così. Anche mentre dormiamo o non ci pensiamo, gli interessi crescono, maturano e si accumulano, capitalizzandosi sul montante, ovvero interessi su interessi. Gli interessi sono inevitabili ed onnipresenti in quanto l’intero sistema monetario globale è basato sul debito.

Ogni sistema di questo tipo inizialmente sembra sostenibile, ma la crescita composta dell’interesse passivo che capitalizza secondo la formula matematica della progressione geometrica, non sarà mai raggiungibile dalla crescita aritmetica dell’economia reale e produttiva. Hai voglia a parlare di crescita! Anche il fantino più bravo si accorge che frustando il cavallo, oltre un certo limite il cavallo non può accelerare. Così come una volta piantato un raccolto, non posso andare dalle zucchine a dirgli di crescere più velocemente, mentre, nel frattempo, gli interessi crescono e crescono, eccome se crescono! Si cerca adesso di rallentare questa corsa mantenendo i tassi vicini allo zero, ma si tratta comunque di cercare di fermare un treno lanciato alla massima velocità.

Il famoso “Giubileo” altro non era che una cancellazione dei debiti. Trascorsi sette anni i debiti correttamente ammortizzati si ritenevano onorati e si poteva cominciare da capo. Quel limite di sette anni, non è casuale. Sono regole matematiche che gli antichi già avevano capito e che avevano la cautela di applicare. Curiosamente, il numero sette ricorre in moltissimi campi. (Sette sono gli orifizi corporei umani da gestire, ad esempio, e sono molto esigenti). Il mondo economico moderno che si può dire sia nato nel 1694 con la creazione della Banca d’Inghilterra, ha preferito seguire un’altra via. Invece di giubilei, si è scelta la strada dell’espansione del debito, coinvolgendo sempre più soggetti in uno schema debitorio che altro non è che una piramide finanziaria. La stessa piramide rappresentata e celebrata trionfalmente sul retro della banconota da un dollaro americano. In uno schema piramidale, più è larga la base più è solido il vertice. La base fornisce energia al vertice che, caricato come una dinamo, si illumina e si stacca dalla base fetente, come a rappresentare perfettamente le due categorie umane magistralmente descritte dal poeta Gioacchino Belli nel sonetto:

Li du' ggener'umani:

Noi, se sa, ar Monno semo ussciti fori
impastati de mmerda e dde monnezza. 
Er merito, er decoro e la grannezza
sò ttutta marcanzia de li Siggnori…. 


Infatti, la prima conseguenza del sistema monetario debitorio creato in Inghilterra fu l’immediata conquista ed annessione della Royal Scottish Mint, ovvero della zecca scozzese, perché, per perpetuarsi, ha continuo bisogno di nuovi soggetti a cui attaccare lo spinotto del debito.

Seguì a ruota la rivoluzione industriale e l’espansione imperialista: bisogna produrre di più, ci vuole la crescita! La crescita necessaria per ripagare gli interessi sul debito. Quindi, tutti a correre come matti dietro al debito in una corsa senza fine, dove il debito è matematicamente avvantaggiato.

La storia va avanti, nuovi stati vengono conquistati. Si faranno guerre e moriranno tante persone, ma la faccio breve ed arrivo ai giorni nostri.

Quando si legge qualche resoconto finanziario, ci si aspetta che qualcuno più bravo di noi ci dica qualcosa che già non sappiamo. “Tell me something I don’t already know” ..dimmi qualcosa che non so già diceva Gordon Gekko nel famoso film Wall Street. A me piace leggere da diverse fonti e non fissarmi su qualcosa, per non essere accusato di dissonanza cognitiva, quindi ho sotto mano varie pubblicazioni e articoli, libri e audioblog. Poi sta alla mia capacità di ragionamento, unita alla mia preparazione accademica a trarne le dovute conclusioni. Quindi non posso fare previsioni favorevoli quando tutti gli indicatori puntano in un’unica direzione, ovvero l’insostenibilità di questo paradigma. Sono pessimista? No, francamente amo scherzare, e fischiettare allegramente, ma per quanto riguarda la fredda analisi dei dati, non può esserci soluzione restando dentro questo paradigma, e siccome chi lo controlla ne beneficia immensamente, sarebbe sciocco credere che chi si trova un una posizione di così assoluto dominio, possa minimamente pensare di cambiarlo perché è dalla parte ricevente del trasferimento di ricchezza. Il vertice della piramide non ha nessuna intenzione di smettere di godere del privilegio enorme in cui si trova e quindi il sistema andrà avanti così anche perché ancora la maggior parte delle persone non ha neanche la minima idea di come funzioni.

Come abbiamo visto, tutta l’ecomomia mondiale si basa su di un oceano di debiti.

Questi debiti, a loro volta sono stati cartolarizzati e re-ipotecati migliaia e migliaia di volte in astrusi grovigli di derivati e di prodotti esoterici dei quali solo una minima parte è visibile, mentre il vero buco nero si nasconde nelle falde della partita doppia, con diversi acronimi, nei paradisi fiscali e nel sistema ombra detto “shadow banking”. Su tutta questa massa immane di debiti capitalizzano in ogni istante enormi somme di interessi passivi i quali possono essere onorati soltanto con la crescita. Quindi bisogna avere la lucidità di chiedersi: c’è qualche remota possibilità di arrivare ad avere questa crescità? Ad esempio: in Europa tutti gli stati hanno un debito pubblico enorme ed un ancora più grande debito complessivo. Ad esempio: il debito complessivo della Grecia è dell’875% del suo pil, quello della Germania è del 418% mentre in Italia siamo al 364%, (quindi meglio dei tedeschi). La media europea è del 434%, mentre gli USA sono a circa il 400%. (dati non aggiornati da verificare).

Abbiamo quindi banche insolventi che prestano i soldi a Stati praticamente falliti che emettono Bond che vengono comprati dalle stesse banche praticamente fallite con i soldi creati dal nulla dalle Banche Centrali, le quali usano questi bond come collaterale per fare prestiti con effetto moltiplicatore 26/1 che alimentano la galassia dei REPO fino al limite più estremo.

Per garantire la sicurezza dei bond che costituiscano le riserve patrimoniali delle banche, gli Stati praticano i tagli alla spesa pubblica e l’austerità. Questo vuol dire: tassare i cittadini per poter rimborsare gli interessi alle banche e mantenere in vita lo schema piramidale.

L’austerità è palesemente una manovra depressiva. Come può esserci crescita se si innesca la depressione? Come può riprendersi il mercato immobiliare se prima non si riprende il mercato del lavoro? Hai mai sentito dire di un disoccupato che compra una casa? Quanti cappuccini deve fare un barista per poter stare dietro a un milione di miliardi di derivati?

Si stima che l'economia dell'intera Unione Europea dovrebbe essere in grado di crescere almeno del 10% per i prossimi dieci anno per far si che questo sistema sia sostenibile; ma come si può crescere più velocemente degli interessi composti? IMPOSSIBILE ! 

Ebbene: tutta questa politica monetaria è una truffa! Come il gioco dell’aeroplano. Quando qualcuno smette di pagare, ovvero quando le Banche Centrali decideranno di smettere o soltanto di diminuire la creazione di trilioni dal nulla. Questo può avvenire in qualsiasi momento. La proverbiale goccia che fa traboccare il vaso, o la pagliuzza che spezza la schiena al cammello.

Per adesso penso che soltanto un mentecatto possa vedere una via d’uscita da questa crisi, considerando la cura che viene applicata. Siamo stretti in una morsa come in una trappola mortale.

Nella mia newsletter IL VIRUS GIUSTO AL MOMENTO GIUSTO, 


ho definito questo momento come il più grande caso di “tra l’incudine e il martello” della storia dell’umanità.

Da una parte ci sono l’austerità e i lockdown che portano alla depressione, dall’altra, ci sono i piani di stimolo delle Banche Centrali (monopoliste del credito) che pagano i debiti vecchi con debiti nuovi ancora più grossi dei precedenti. Poi non si può continuare a fare debito all’infinito, perché il debito può anche essere infinito, ma le risorse della Terra non lo sono.

Zitti tutti adesso! Non lo sentite anche voi? Un rumore di sottofondo. Come un rumore di risucchio. Un rumore costante, come un grande aspiratore che risucchia la ricchezza dalla base e la porta verso l’alto. Proprio così. Sta avvenendo in questo momento. Questo sistema, nella fase terminale, ovvero quella che stiamo vivendo adesso, è strutturato per attuare la parte ultimativa ovvero quella del “grande succhio”! Il film Society di Brian Yuzna ha descritto magistralmente questa metafora. È la classe stra-ricca che finisce con l’impossessarsi di tutto quello che c’è alla base, compresa la nostra vita.


Questa premessa era necessaria, perché nel precedente pezzo: https://andreacecchi.substack.com/p/che-fare-adesso , mi è stato fatto notare che non ho offerto nessuna soluzione valida, nonostante abbia pubblicato un’enorme quantità di previsioni economiche in esclusiva; tutto gratis. L’ho detto chiaramente e lo ripeto: LE SOLUZIONI SEMPLICI NON ESISTONO. La situazione in cui ci troviamo è veramente pessima. Anche Karen Hudes, ex insider della Banca Mondiale, ha affermato: “questa non è semplicemente una crisi economica, qui è in gioco la sopravvivenza umana”!

Vorrei tantissimo anch’io che non fosse così, e spero veramente che si possa ancora trovare una soluzione, ma nel frattempo è anche consigliabile prepararsi. Sperare al meglio, ma essere pronti al peggio. Chi ancora non l’ha letto, qui ci sono tantissimi consigli pratici che ho scritto in questa newsletter: https://andreacecchi.substack.com/p/io-vengo-dalla-bosnia

Moltissimo materiale si trova su questo sito che consiglio di seguire e da cui ho tratto molto di quello che ho scritto:


Vorrei tanto dirvi che i problemi finiranno quando arriverà il nuovo Governo, con le elezioni, e voleranno unicorni angelici statali, color arcobaleno, che faranno cadere dai loro ani, cibo, risorse e felicità a profusione direttamente nella sala da pranzo di ognuno di noi.

Nel frattempo cerchiamo invece di pensare a quello che si può fare.

L’Italia è la nazione più bella del mondo e noi italiani, anche se hanno provato in tutti i modi a convincerci del contrario, siamo persone veramente in gambissima e sappiamo fare le cose meglio degli altri. Chi ha un grande talento sarà in grado di farcela perché sarà in condizione di fornire un servizio esclusivo che non può essere fatto da una persona rozza o da un robot. I cinesi, per adesso fanno soprattutto chincaglieria a prezzi bassi e noi faremo cose stupende per pochi a carissimo prezzo. Non si può combattere con loro sul loro stesso terreno, specialmente quello tecnologico. Ci sono portali e siti come questo https://artemest.com/ che selezionano le eccellenze italiane. Essere eccellente non è da tutti, ma essere mediocri è facilissimo e di bighelloni e buoni a nulla ce ne sono svariati miliardi nel mondo, e quello è un posizionamento sulla scala sociale dove non si sta bene e si starà progressivamente sempre peggio. Ricordiamoci di quanto siano esclusive le cose che abbiamo in Italia. È inammissibile che il biglietto d’ingresso a Disneyland costi 160$ mentre quello per salire sulla Torre di Pisa costa 18€. Anche su questo si può lavorare, dando il giusto valore a quello che abbiamo. E di cose belle e uniche ne abbiamo più di tutti gli altri. Chi le vuole dovrà pagare di più. 

Un amico mi suggeriva anche un’altra idea. Già avevo accennato alle gated communities nel precedente pezzo https://andreacecchi.substack.com/p/che-fare-adesso. L’amico mi ha consigliato di approfondire l’argomento.

Questo è quanto.

L’attuale tendenza per l’Italia vede l’ingresso di centinaia di migliaia di immigrati che vengono distribuiti nelle città. Questa tendenza aumenterà ancora e le nostre città stanno già diventando le loro città. Queste persone non hanno nessun desiderio nel mantenere le cose in ordine e trasformeranno le città rendendole il più simile possibile alle città del loro luogo d’origine per sentirsi più a loro agio. Ricordo che alcuni anni fa, quando mia moglie cantava nel coro Gospel della chiesa Anglicana a Firenze, fummo invitati ad un matrimonio di una coppia di africani, nigeriani cristiani. Il racconto meriterebbe una newsletter a parte, ma la farò breve. La cosa che più mi ha colpito è che il ricevimento era organizzato nel luogo che gli ospitava, ovvero una villa principesca del 1500, sulle colline sopra Firenze, che il Comune aveva messo a disposizione, trasformandola in centro di accoglienza e di alloggio per gli immigrati. È stato formativo per me, appassionato d’arte e scultore dilettante, notare come questi africani avevano completamente devastato la villa. Avevano conficcato i chiodi sugli affreschi rinascimentali per appendere mutande e biancheria e come , incapaci di apprezzarne il valore, avevano trasformato un capolavoro del rinascimento in una bidonville, una piccola Lagos. È inevitabile. Non dico niente di nuovo. Chiunque abita in una grande città lo vede con i suoi occhi tutti i giorni. Urinare sul Campanile di Giotto è una cosa naturale: la funzione biologica si sovraimpone per importanza e urgenza alla funzione artistica e culturale, argomenti del tutto inutili al primitivo. 

Il futuro va quindi verso una sorta di NEO FEUDALESIMO” , dove per proteggerci dalle orde di barbari nelle città, dovremmo ricorrere alla protezione dentro borghi fortificati e difesi con le armi. Questo avviene già da molti anni in Sudafrica, Stati Uniti, Brasile e ovunque il ceto abbiente si trovi a convivere con il ceto molto povero.

L’attuale crisi ha dato origine ad una figura a forma di K. La linea verticale della K segnala il crollo, mentre le due altre linee che si dipartono dal suo centro rappresentano il bivio in cui ci troviamo: o sprofondare verso il basso, o cercare lentamente di risalire.


Per questo motivo, e il trend è osservabile globalmente, chi può sta scappando dalle città, dalle coltellate, dai machete e dalle molotov e si sta rifugiando nei piccoli centri delle periferie possibilmente in collina o sul mare.

Alle Bahamas, Barbados, Turks and Caikos, Bermuda, Grand Cayman, si osserva una tendenza molto accentuata di persone molto ricche che scappano dai disordini pubblici degli Stati Uniti e si comprano un pezzo di paradiso, e chi può permetterselo, addirittura intere isole, arrivandoci in yacht o con l’idrovolante.





In Italia esistono interi borghi abbandonati che possono essere adibiti a gated communities adatte a proteggere le famiglie ed affrontare al meglio la brutale fase di disordine che coinciderà con il progressivo sgonfiamento della bolla del debito. Come ho già scritto, ognuno si organizzi in base alle proprie competenze, ai propri mezzi economici e al proprio entourage di conoscenze personali.


Queste sono alcune idee. Magari a voi ne vengono in mente altre anche migliori. Il discorso è aperto. Non ho io tutte le soluzioni. Figuriamoci, Non ho assolutamente questa presunzione.

In tutti questi anni ci hanno convinto che la prosperità può venir fuori dalla stampatrice di soldi. È stato bello crederci e ricevere il becchime nel gozzo col becco aperto. Adesso è arrivato il momento in cui, come gli uccellini svezzati, bisogna aver coraggio, lasciare il nido della “comfort zone” e prendere il volo con le nostre ali, perché il ramo su cui si trova il nido si sta spezzando. Nessuno sa quando si spezzerà. Ma è meglio imparare a volare via prima di sfracellarsi al suolo.


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