L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 23 settembre 2020

Recovery Fund è efficace solo come Vincolo Esterno i soldi sono una chimera

Recovery Fund? Nel 2021 sarà erogato il 6% dei fondi Ue, il 9% nel 2022

23 settembre 2020


Le nuove indicazioni della Commissione di Bruxelles per i governi nazionali e il post di Zanni (europarlamentare della Lega)

Nuove indicazioni della Commissione europea all’Italia (e agli altri governi): sono contenute in una lettera al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, firmata dal vicepresidente Dombrovskis e dal commissario all’economia Gentiloni. Ecco tutti i dettagli, con i dubbi della Lega.

Il progetto di legge di bilancio 2021, è scritto nella lettera, “dovrebbe tenere conto nella misura più ampia possibile dell’attuazione delle riforme e degli investimenti previsti nel quadro della ‘facility’ per la ripresa e la resilienza: date queste interazioni, vi invitiamo a fornire informazioni sulle entrate e sulle spese relative incluse nei piani di bilancio”.

Ciò significa che il governo deve decidere entro ottobre le grandi linee di spesa sotto tali voci, il che presuppone avere già un quadro generale delle scelte di investimento e riforme con la spesa relativa.

Nella lettera Dombrovskis e Gentiloni, confermando l’orientamento già discusso e concordato nelle discussioni all’Ecofin un paio di settimane fa a Berlino, indicano che la sospensione delle regole di bilancio “resterà nel 2021” e che “quando le condizioni economiche lo permetteranno sarà il momento di perseguire politiche di bilancio mirate a raggiungere posizioni fiscali prudenti nel medio termine”.

Le misure di sostegno dell’economia “dovrebbero essere ben mirate e temporanee e il loro utilizzo e la loro efficacia dovrebbe essere verificata regolarmente”. Poi un consiglio: “Tenere i nostri orientamenti per la politica di bilancio sotto verifica regolare: la prima occasione per farlo sarà più avanti quest’anno quando la Commissione monitorerà l’evoluzione del deficit e del debito e discuterà le opinioni sulle bozze di bilancio degli Stati Eurozona e le raccomandazioni per l’area euro”.

Attenzione particolare sarà prestata alla qualità delle misure di bilancio per mitigare l’impatto della crisi, sostenere ripresa e resilienza “tenendo conto delle considerazioni sulla sostenibilità di bilancio”. La valutazione riguarderà anche il possibile impatto delle garanzie fornite dai governi. Sulla clausola di “fuga” che ha sospeso le regole di bilancio si ridiscuterà in primavera.

La Lega è scettica: “Nessuna pioggia di miliardi per l’Italia. Ancora una volta, la realtà smentisce in maniera clamorosa le promesse e gli annunci del Governo Pd-M5s – ha commentato su Facebook Marco Zanni, europarlamentare della Lega, presidente del gruppo ID al Parlamento Europeo – Dai dati contenuti nell’ultimo documento tecnico della Commissione emerge che i pagamenti della Recovery and Resilience Facility, cuore del Recovery Fund, per anni arriveranno con il contagocce: nel 2021 sarà erogato appena il 6% dei fondi Ue, il 9% nel 2022. Il 20% degli importi sono previsti solo dopo il 2027, a oltre sei anni dall’inizio della crisi. Alla faccia dell’emergenza, ecco l’ennesima bugia del governo Conte. Oltre al danno, la beffa: l’Italia, contributore netto al bilancio dell’Ue che versa da anni a Bruxelles più miliardi di quanti ne riceva indietro, non avrà le risorse sufficienti a risanare un sistema economico duramente colpito dalla pandemia e con le ‘nuove risorse proprie’ messe a punto dalla Commissione i cittadini e le imprese saranno vessati da nuove tasse europee”.

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