L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 8 settembre 2020

Stati Uniti un paese sempre più disunito che non morirà da solo

Noi con Trump?*

di Pierluigi Fagan
2 settembre 2020

Tratterò un tema che è al contempo difficile e fondamentale. Il tema è difficile perché è vasto, complicato e soprattutto molto nebuloso, dai confini confusi, ambiguo, doppio. Altresì è fondamentale o almeno potrebbe esserlo perché attiene alla costituzione politica e geopolitica, economica, culturale della nostra forma di vita associata.

L’altro giorno mi sono imbattuto in una pagina facebook “Noi con Trump”, una vera e propria associazione politica con tanto di iscrizione e sezioni operative territoriali, promossa apparentemente da italiani ferventi e spontanei ammiratori di Trump, tra cui un ex paracadutista che vanta un curriculum in cui compaiono collaborazioni con Blackwater, società di mercenari, US Army Camp d’Arby e Dipartimento di Stato USA. Apparenti finalità sono il combattere il Deep State (americano? italiano?), combattere le “fake news” del “mainstream”, lottare contro il “traffico dei bambini”, promuovere la politica di Trump in Europa ed Italia, combattere la globalizzazione ed il pensiero unico del “politicamente corretto”. Ognuno di questi sono slogan ormai entrati nel lessico del dibattito pubblico qui su Internet e come sempre c’è da domandarsi se è nato prima l’uovo o la gallina, se cioè questi slogan o concetti hanno origine spontanea o qualcuno li ha sintetizzati ed introdotti nel flusso on line, stante che sono tutti di certa origine statunitense.

Il gruppo ha una sua attenzione nazionale specifica, facendo capire che se Trump o suoi mandanti governassero l’Italia si avrebbero: agevolazioni fiscali e fisco liberale, tutela dei bambini, libertà vaccinale, diritto a non mandare i figli a scuola istruendoli a casa (scuola parentale), Italia fuori dall’Europa, una banca nazionale autonoma (sovranità monetaria), 100% produzione nazionale e molto altro. I nemici sono l’élite globalista, finanziaria e farmaceutica, la Cina, la teoria gender, il progressismo, Hollywood, il 5G (fintanto che è cinese), il governo italiano,Bergoglio ed i perfidi Gesuiti, l’aborto, il femminismo e l’indulgenza omosessuale e pedofila. Insomma Dio, Patria e Famiglia in salsa occidentale che propinati uno alla volta ingannano perché è tutti assieme che fanno una immagine di mondo da cui poi per logica non si può più uscire se non andando in grave e dolorosa contraddizione.

Ma il punto principale di attualità è ovviamente la battaglia popolare contro la “dittatura sanitaria” con grande rilievo dato alle manifestazioni di Parigi, Londra, Zurigo. Il 5 settembre ci sarà la prima manifestazione del “popolo delle mamme” capitanato da Nonna Maura, che rivendica il divieto di intromissione dello stato nella educazione e protezione dei minori, un movimento lanciato contro la ministra Azzolina ed il prevedibile caos nelle scuole sin dalle prossime riaperture, ma con ambizioni conservatrici più ampie, incluso il diritto alla famosa scuola parentale. Ci sarà poi una manifestazione anti-Covid sul modello Berlino, anche in Italia, a metà settembre.

Ed a proposito di Berlino, nella vasta a variegata umanità scesa in piazza tra l’altro proprio nel paese in cui le restrizioni Covid sono state più blande, si segnalano presenze inquietanti. L’organizzazione del movimento è di un imprenditore che si dichiara “liberal-individualista” di Stoccarda, Querdenken 711.

Molte le bandiere americane sventolate ed i cartelli inneggianti a Trump “salvatore dello spirito d’Occidente”, stante che l’americanismo non è esattamente opinione corrente in quel di Germania. Improvvisamente, si sono materializzati a Berlino (ma anche in Italia), anche i ferventi sostenitori della bizzarra teoria conosciuta come QAnon, un delirio dell’estrema destra statunitense a base della lotta popolare contro una cupola di satanisti-pedofili-globalisti/NWO-ambientalisti dissolutori dello spirito d’Occidente. C’era poi la destra tedesca di Alternative for Deutschland ma soprattutto centinaia di bandiere belle stirate e tutte dello stesso formato, nuove di zecca, del Secondo Reich, quello che terminò con il disastro della Prima guerra mondiale e la cacciata del Kaiser. La destra tedesca del tempo che poi confluì nel partito nazionalsocialista attaccò sistematicamente la prima forma di governo democratico tedesco in quel della Repubblica di Weimar, richiamandosi con nostalgia alla grandezza del Reich. Nero, bianco e rosso del vessillo del Secondo Reich furono poi i colori della bandiera del Terzo Reich e quella del Secondo oggi è usata dai neo-nazisti poiché l’esplicita esibizione della svastica è vietata per legge. L’altro giorno hanno pure tentato un simbolico assalto al Reichstag, un po’ come se Forza Nuova mimasse l’assalto a Montecitorio con bandiere che non espongono proprio il fascio ma qualcosa che ci assomiglia senza esserlo. Del resto, stanchezza e fastidio per la claudicante "democrazia" è ormai moneta corrente.

Si diceva che questo discorso è delicato. Delicato perché come vedete c’è un mischione di posizioni politiche alcune coltivate anche dalla critica al neoliberismo, all’Unione Europea, al capitalismo finanziario, alla globalizzazione, fatte proprie da movimenti dell’ultra destra che mi è molto difficile ritenere del tutto spontanei. Oltre ad un bellissimo saggio sulla Germania di Weimar (Eric D. Weitz – Einaudi), ho appena terminato anche una agile “Contro la vostra realtà” di Angela Nagle (LUISS University Press), una vera e propria indagine sull’antropologia delle culture e sottoculture on line americane, quella brodaglia venefica alla base dell’ascesa dell’alt-right alla base anche del fenomeno Trump. Molto interessante il capitolo 3 “I gramsciani dell’alt-right”. L’intellighenzia della più profonda destra americana, ha elaborato una teoria per la quale la politica è sempre “a valle della cultura”, la “maggioranza ideologica è molto più importante di quella parlamentare”. Ne sono nate vere e proprie meme e troll factory, pagine web 4chan, egemonia sul basso che aggrega sentimenti, paure, paranoie, orientamenti ancora confusi, portandoli a vere e proprie e teorizzate “guerre culturali”. Il fine è quello di spostare la “finestra di Overton” per la quale temi o idee o posizioni prima ritenute inconcepibili, lungo la sequenza “estreme-accettabili-ragionevoli-diffuse e popolari” diventano infine “legalizzate”. Un fabbrica della formazione del lento consenso basata su un inconsapevole esercito di copia-incollatori di meme truffaldini e video sgangherati che sposano il proprio pre-giudizio.

L’area cultural-giornalistica che ruota intorno a Bannon, di questo si occupa attraverso strumenti sofisticatissimi e molto complesse e ben accessoriate strategie, ben finanziate e portate avanti da precise organizzazioni che agiscono sotto la linea della pubblica visibilità. Così come le primavere arabe e un certo occidentalismo ucraino non le aveva certo inventate Soros, Soros e la sua tentacolare organizzazione ci si è però tuffato a pesce cercando di egemonizzarle, di direzionarle, dandogli simboli, parole d’ordine, format. La nuova destra trumpiana ha solo intelligentemente studiato Gramsci, Chomsky, Le Bon, Bernays, Gobbels, Soros, Debord ed ha applicato ciò che ha studiato con grande capacità. Prima negli Stati Uniti, oggi in Europa.

Alcuni di questi temi in Europa sono propri dell’area sovranista, o di quella anti-neo-liberista finanz-capitalista, o figli spontanei della miscela di “incertezza-insicurezza-paura” generati dal Covid e dalla sua gestione politica, geopolitica, sanitaria (incluso lo sconcerto per la confusione obiettiva ma a volta esagerata a bella posta, del mondo scientifico). Certo quella di Berlino non era una “manifestazione di nazisti”, così come le nuove testate on line che tentano lo sviluppo di una critica al discorso dominante non sono tutte finanziate da Bannon, così non tutti i filmati You Tube a cui molti danno credito come verità sono in aperta malafede. Ma attenzione alle sottili dinamiche sottostanti intelligenti strategie organizzate di egemonia che non creano fenomeni, ma li orientano, li formattano, li conducono lì dove li si vuol condurre.

Può anche capitare che valenti contro-informatori, influencer, nuovi riferimenti della critica on line finiscano col cavalcare sentimenti diffusi finendo loro stessi per ripetere ed amplificare temi e parole d’ordine che non sono più spontanee, ma coordinate sapientemente a costruire immagini di mondo ben precise. Anche il critico alternativo cerca consenso e se non è accorto, può finire col trovarlo rilanciando quello che gli sembra esser “vox populi”, stante che le parole per dire le cose, ai “populi” gliele ha messe in bocca qualcuno di ben preciso. Fare surf sulla cresta dell’onda può esser molto pericoloso in un mare di squali.

Dicevamo quindi che il tema è difficile poiché dai confini incerti, genera conflitti di giudizio, porta spalla a spalla gente che non dovrebbe esserlo usando l’antico meccanismo del “nemico del mio nemico”, usa la logica binaria, semplifica, sloganizza, impressiona emotivamente, costruisce intenzionalmente usando l’apparente spontaneità. Ma il tema è anche fondamentale per una ragione più decisiva. Il 3 novembre sapremo se avremo altri quattro anni di Trump. Il primo mandato non permette in genere di compiere certe operazioni, il decisivo di un programma presidenziale si esplica nel secondo mandato. Sappiamo che Trump vuole compattare un blocco geopolitico che difenda gli Stati Uniti dalla irreversibile perdita di potenza a cui è oggettivamente destinata. Annettersi l’Europa è il centro di questa strategia. Attenzione quindi a come la sofisticata macchina del “consenso dal basso” che si muove sotto il cover-boy dall’aria a volte un po’ ridicola ma in fondo paterna e non minacciosa, agirà se avrà davanti altri quattro anni.

Alle elezioni del ’24 una coalizione nazionalsocialista in Germania, ebbe meno del 3%. Dopo nove anni iniziò il Terzo Reich. Gli Stati Uniti, da settanta anni sono un Reich, un Impero e quando un Impero deve salvare se stesso, la finestra di Overton ci mette poco a portare l’inconcepibile all’attuabile a furor di popolo. Attenzione a non finire, "a mia insaputa" in un appiccicaticcio marshmallow di "fascismo rosa".
* Un post che vi chiedo, per la prima volta, espressamente di leggere con attenzione
Note
1. Fb di Noi con Trump, da leggere con attenzione, anche i filmati [Il link lo trovate facilmente sulla barra delle ricerche]. Intervista al presidente dall'associazione su la Padania: https://www.lanuovapadania.it/politica/lintervista-a-riccardo-marini-presidente-noi-con-trump-su-futuro-opposizione-italiana-ed-elezioni-americane-chi-vincera/
2 Il sito di Noi con Trump https://www.associazionenoicontrump.com/#
3. Intervista al Vice Presidente di Noi con Trump fatta da un altro imprenditore anti-Covid che si è meritato pure un servizio su le Iene. https://www.facebook.com/LeonardoLeoneOfficial/videos/274121193984337 + https://www.iene.mediaset.it/2020/news/leonardo-leone-complottismo_795180.shtml
5. QAnon (fb:
6. Querdenken 711 https://querdenken-711.de/

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