L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 20 ottobre 2020

Crisanti è in palese malafede, i suoi interventi a senso unico lo dimostrano. Come d'altra parte le televisioni e i giornalisti di professione che ogni giorno ci regalano la nostra dose di terrorismo mediatico dicendoci il numero dei contagiati senza distinguere i malati dagli asintomatici e non dicendoci che la LETALITA' è equivalente ad una normale influenza

Oltre Tv » Palù contro il lockdown di Crisanti: «Ma a che titolo? Su quali basi?» Video

Palù contro il lockdown di Crisanti: «Ma a che titolo? Su quali basi?» Video

Pietro Di Martino 19 Ottobre 2020


“Andrea Crisanti? Un esperto di zanzare”. Lo ha detto Giorgio Palù, professore di neuroscienze all’Università di Philadelphia, parlando del lockdown natalizio.

In un’intervista rilasciata a TV 7, il Virologo e microbiologo Giorgio Palù ha risposto a diverse domande sulla pandemia.

Il professore ha spiegato cosa significa essere una persona sintomatica: “Il termine sintomatico è un termine molto chiaro, riguarda una persona che presenta dei sintomi: mal di gola, ma di testa, congiuntivite, febbre, diarrea, perdita di olfatto o di gusto, per non parlare di uno stato più avanzato”.

Secondo Palù si tratta di sintomi che almeno nelle prime manifestazioni sono molto simili a quelli dell’influenza.

Contagioso è un termine improprio – ha continuato il virologo – contagio è qualcosa che si diffonde visibilmente. Quando parliamo di contagiati usiamo un termine improprio, dovremmo parlare di positivi”.

Dopo aver specificato che ci sono i positivi che contagiano e quelli che non contagiano, ha detto: “Positivo non vuol dire malato. Questi termini la gente deve comprenderli bene”.

Un po’ di numeri

“In questo momento in Italia abbiamo 90 mila positivi con 5 mila ricoverati, quindi il 6%. Ricordo che a marzo e aprile i ricoverati erano il 25%. Molti di questi ricoverati hanno sintomi lievi e alcuni lo sono per ragioni sociali perché a casa non hanno nessuno. Sono anziani che hanno paura e non hanno chi li assiste”.

Secondo il virologo seguire la catena di contagi è importante ma oggi, con il 95% di asintomatici e l’attuale situazione epidemica, la domanda che dovremmo porci è se ha senso inseguire e tracciare gli asintomatici con l’intento di azzerare il contagio.

“Dal punto di vista razionale è un non senso, da un punto di vista scientifico non è perseguibile e giustificabile”.

Anche da un punto di vista pratico ci sarebbero difficoltà perché i tempi medi di risposta variano da 4 a 6 giorni mentre il tempo di incubazione dell’infezione è inferiore.

Giorgio Palù e la letalità del virus

Poi ha spiegato come si misura la letalità di un virus. “La letalità è il rapporto tra le persone che sono venute in contatto con il virus e quelle che sono decedute. La misura che abbiamo attualmente è quella sulla base del tamponi, quindi del test diagnostico. Noi abbiamo 38 milioni di persone risultate positive al test e oltre un milione e 100 mila defunti“.

Il professore ne deduce che dovremmo dire che abbiamo una letalità del 2,8% a livello globale. Ricorda però che le persone venute in contatto con il virus sono molte di più, almeno 4/5 volte di più.

“Gli studi che sono stati fatti sulla circolazione del virus ci dicono che la letalità oscilla tra lo 0,3 e lo 0,6%. Una letalità relativamente bassa, più bassa di altre malattie infettive”.

Secondo il professore ogni anno ci sono più morti per incidenti stradali e per suicidi di quanti ne causerà questa pandemia. “Non è la spagnola che ha fatto milioni di morti. La letalità della SARS era del 10% e quella della MERS, due coronavirus che si sono estinti nel giro di un anno, del 37%“.

La frecciatina al lockdown di Crisanti

Il vero problema, secondo Palù, è ciò che definisce infodemia. “Questa informazione che è diventata pandemica, questa paura del contagio, paura della morte. Questa sì, è diventata virulenta e contagiosa. Si è perso il buonsenso, la ragionevolezza, la capacità critica di valutare i dati per quello che sono”.

È la paura secondo il professore a essere diventata virale mentre il raziocinio e il buonsenso, oltre a essere una virtù di pochi, non lo sono e non contagiano. “La gente mi ferma per strada e mi chiede se dobbiamo morire tutti”.

Durante l’intervista il conduttore ha chiesto al virologo se pensa che che lo Stato possa decidere di chiudere l’Italia per Natale. Il riferimento era alle recenti affermazioni del microbiologo dell’Università di Padova Andrea Crisanti.

“Crisanti è un mio allievo – ha risposto Palù – nel senso che accademicamente l’ho chiamato io da Londra. Non è un virologo, non ha mai pubblicato un lavoro di virologia. Devo dire che negli ultimi dieci anni non ha neanche pubblicato lavori di microbiologia. Ho fatto una certa difficoltà a chiamarlo, dico le cose per quello che sono. È un esperto di zanzare“.

E ancora: “Una persona che fa queste predizioni… questi sono Dpcm di pseudo virologi. Fa anche lui il suo decreto della presidenza della Repubblica e sancisce un lockdown? Io mi domando: ma a che titolo? Su quali basi?”

A differenza di Andrea Crisanti, il professore pensa che “un lockdown generalizzato questo Paese non se lo può permettere, lo hanno capito tutti”. Foto Palù: YouTube – Crisanti: YouTube


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