L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 30 ottobre 2020

Euroimbecilandia e il Progetto Criminale dell'Euro

 ItalianiLiberi, 24 Febbraio 2001

 

Gli Italiani Liberi per una Lega antiMaastricht

 

L’Unione Europea, con le strutture di un enorme potere sovranazionale, che ha il compito di svuotare a poco a poco quelli nazionali, costituisce non solo la fine della libertà e dell’autonomia dei popoli, ma anche quella della loro identità nazionale, territoriale, linguistica, giuridica e parlamentare.

Per la costruzione di questo Superstato senza controllo democratico, i Governanti si sono serviti, soprattutto in Italia ma non solo, della “politica estera”, la quale ha rappresentato da sempre il vero, massimo campo di dominio dei potenti. Sotto le sue vesti, Re, Imperatori, Duchi e Papi hanno comprato, venduto, scambiato, perduto e riconquistato pezzi di territorio inclusi, ovviamente, i loro abitanti.

Maastricht, Amsterdam, Schengen e Nizza sono la forma moderna in cui si è realizzato questo antico disegno di potere.

I Governanti di Francia, Germania, Austria, Gran Bretagna, Olanda, Spagna, Lussemburgo, Svezia, Danimarca, Belgio e Italia si sono accordati, con trattati di politica estera, per la dismissione degli Stati Nazionali creando un unico Stato con un unico popolo in cui dovrebbero annullarsi quelli preesistenti.

La rinuncia a battere moneta è il segnale più chiaro di questo progetto; la fretta con cui i Governanti si apprestano a metterlo in atto come punto di non ritorno, lo prova inconfutabilmente.

I movimenti antiMaastricht che si sono formati da molti anni in tutti i paesi dell’Unione, vengono totalmente ignorati dai Governi, con la complicità dei mezzi di informazione, il cui silenzio è una delle prove più evidenti dell’inganno democratico dell’Unione.

Gli “Italiani Liberi” ritengono che questi movimenti, alla vigilia della circolazione effettiva della moneta unica europea, debbano compiere atti politicamente forti e visibili.

A questo scopo, nell’associarsi alla richiesta di Referendum promossa dal TEAM (pur ricordando che in Italia esso non è previsto nella forma consultiva), propongono la creazione di una Lega Internazionale antiMaastricht, in cui si dovrebbero federare i movimenti nazionali, con il compito di aiutare questi ultimi durante le competizioni elettorali nei rispettivi paesi, mettendo a disposizione tutti gli strumenti informativi, economici e politici possibili.

Questa Lega dovrebbe presentare, come primo punto del programma , attraverso i movimenti nazionali impegnati nelle rispettive competizioni elettorali, imminenti in alcuni paesi, il rinvio di almeno 5-10 anni della circolazione effettiva dell’EURO.

Ida Magli

Presidente della Associazione Italiani Liberi

http://www.italianiliberi.it/Editoriali/Magli022401.htm 

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