L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 9 ottobre 2020

Genocidio dei palestinesi per farlo si demoliscono le loro case e li cacciano dalle loro terre, distruggere identità cultura tradizioni sradicamento dal territorio di nascita. Strategia lucida spietata degli ebrei sionisti

Oltre un milione di sfollati e 166 mila case palestinesi demolite dalla creazione dello Stato di IsraeleEvidenza 

- 8/10/2020

Palestina – MEMO. Israele ha demolito quasi 166 mila case palestinesi da quando è stato fondato sulla terra della Palestina, nel 1948, secondo quanto rivelato da un rapporto del Land Research Center dell’Associazione degli studi arabi nella Gerusalemme occupata. Oltre un milione di palestinesi sono stati sfollati come risultato dell’occupazione.

“Durante i primi nove mesi del 2020, le forze d’occupazione hanno demolito 450 case e strutture e hanno anche spinto alcuni palestinesi a demolire le loro case con le proprie mani”, ha aggiunto il centro.

Il rapporto ha anche evidenziato che il regime israeliano ha adottato la politica di limitare la costruzione da parte dei palestinesi, costringendoli a costruire le loro case senza permesso.

Israele ha occupato la Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, durante la Guerra dei Sei Giorni del 1967. Giustifica la demolizione delle case palestinesi dicendo che mancano i permessi di costruzione, nonostante il fatto che Israele li rilasci molto raramente ai palestinesi.

Lo stato sionista, nel frattempo, approva la costruzione di migliaia di unità residenziali all’interno di colonie illegali costruite su terra palestinese occupata.

Il centro ha aggiunto che i palestinesi che risiedono nella sola Gerusalemme Est occupata hanno urgente bisogno di 25 mila unità residenziali.

I palestinesi credono che il vero scopo del regime di pianificazione restrittivo sia quello di svuotare la città dai suoi abitanti autoctoni palestinesi.

L’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (OCHA) ha osservato, in un rapporto di aprile del 2019, che a Gerusalemme Est esiste “un regime di pianificazione restrittivo applicato da Israele che rende praticamente impossibile ai palestinesi l’ottenimento dei permessi di costruzione”.

I permessi di costruzione sono concessi a prezzi esorbitanti e sono inaccessibili per la maggior parte dei palestinesi, creando una scappatoia legale per Israele per annettere più terra e lasciare i palestinesi nel limbo, impedendo loro di creare infrastrutture.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha anche annunciato che pianificherà l’annessione di più aree nella Cisgiordania occupata, in conformità con l'”Accordo del Secolo” del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, nonostante le critiche diffuse dalla comunità internazionale.

La proposta cede alle richieste di Israele, allo stesso tempo in cui crea uno stato palestinese con un controllo limitato sulla propria sicurezza e sui propri confini.

La politica israeliana di demolizioni di case che prendono di mira intere famiglie sono atti di punizione collettiva illegali e violano direttamente la legge internazionale sui diritti umani.

Nessun commento:

Posta un commento