L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 20 ottobre 2020

Gli ebrei sionisti occupano militarmente la Palestina, il loro obiettivo è spezzare le reni alla resistenza palestinese, contemplando anche il genocidio di questo popolo, e tutto deve passare sotto silenzio

Israele blocca i visti, funzionari Onu via dalla Palestina


redazioneweb@agenziadire.com
Gli uffici dell'Alto commissariato nel Paese restano comunque aperti, anche se nove funzionari su dodici sono dovuti tornare a cas

di Brando Ricci

ROMA – Diversi funzionari dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (Ohchr) che operavano nei territori palestinesi sono stati costretti a tornare a casa a fronte del mancato rinnovo dei loro visti da parte del governo di Israele.

Secondo il responsabile dell’organismo dell’Onu nel Paese, Rupert Colville, Israele ha respinto tutte le domande di rinnovo dei documenti a partire dallo scorso luglio.

A partire da agosto, ha denunciato Colville, nove dei dodici funzionari stranieri di Ohchr in Israele e nei territori Palestinesi hanno dovuto abbandonare la regione. I documenti degli altri tre funzionari saranno ancora validi per alcuni mesi.
Gli uffici dell’Alto commissariato nel Paese restano comunque aperti e contano al momento 26 operatori tra israeliani e palestinesi, si legge sul quotidiano locale The Jerusalem Post.

Il governo israeliano aveva deciso di interrompere i rapporti con l’Ohchr lo scorso febbraio, dopo che questo aveva pubblicato una lista di 112 aziende attive nei territori della Cisgiordania e delle Alture del Golan. Territori, questi, che secondo l’Onu sono occupati da Israele illegalmente.

Secondo il governo di Tel Aviv dell’epoca, che era guidato come oggi dal primo ministro Benjamin Netanyahu ma sostenuto da diverse parti politiche, il documento poteva essere utilizzato come base per boicottare le aziende israeliane nell’ambito della campagna internazionale ‘Bds’. Il Boycott, divestment and sanctions movement è infatti ritenuta illegale da Tel Aviv.

Nessun commento:

Posta un commento