L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 24 ottobre 2020

Gli Stati Uniti dominano il mondo attraverso il dollaro e la tecnologia militare

Come le marine militari di America e Cina si preparano alla guerra

24 ottobre 2020


La guerra tra America e Cina è improbabile, ma le due nazioni si stanno preparando. E stanno rafforzando le proprie capacità militari, soprattutto marittime

Il consigliere americano per la sicurezza nazionale, Robert O’Brien, ha detto che tutti i cacciatorpedinieri della marina militare saranno dotati di missili ipersonici.

COSA SONO I MISSILI IPERSONICI

Si tratta di armi innovative, in grado di viaggiare ad una velocità almeno cinque volte superiore a quella del suono e capaci di colpire a grandi distanze, garantendo anche un’elevata manovrabilità. È una tecnologia in cui anche la Cina sta investendo e che sta testando molto, stando a quanto riferito dal dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. A tale proposito, nei giorni scorsi è circolato un video che mostrava un bombardiere cinese Xian H-6N che trasportava un missile con una sospetta testata ipersonica.

COSA HA DETTO O’BRIEN

Durante un discorso tenuto mercoledì al cantiere navale di Portsmouth, in Maine, Robert O’Brien ha detto che le prime navi ad essere dotate di capacità missilistica ipersonica saranno i nuovi sottomarini di classe Virginia e i cacciatorpedinieri di classe Zumwalt. In seguito, tale capacità verrà estesa a tutti i cacciatorpedinieri di classe Arleigh Burke.

La dichiarazione di O’Brien non è isolata, ma si aggiunge ad altre frasi pronunciate sia da lui stesso che da altri funzionari di alto grado dell’amministrazione Trump. Che si inseriscono tutte in un contesto preciso: la crescita delle tensioni con la Cina e la necessità, per gli Stati Uniti, di garantirsi la superiorità marittima.

LA CRESCITA DELLA CAPACITÀ MILITARE CINESE

La Cina vuole essere la prima potenza globale e sta adeguando le proprie capacità militari alle sue ambizioni: Pechino ha intenzione di completare la modernizzazione delle proprie forze armate per il 2035 e di essere in grado di schierare un esercito di prima fascia entro il 2050.

Nell’eventualità – al momento improbabile – che America e Cina dovessero arrivare a farsi la guerra, il teatro di questo scontro sarà probabilmente il Pacifico. Già due anni fa il vicepresidente americano Mike Pence disse infatti che “la Cina vuole nientemeno che espellere gli Stati Uniti d’America dal Pacifico occidentale”.

La zona è effettivamente molto “calda”: è qui, cioè, che si concentrano le frizioni tra le due superpotenze; ed è qui che Washington spinge per la creazione di un’esplicita alleanza anti-cinese (senza però incontrare il favore dei paesi della regione).

All’eventualità di un conflitto, comunque, la Cina si sta preparando. Si è dotata di un proprio sistema di navigazione satellitare, BeiDou, i cui servizi di localizzazione nel Pacifico sarebbero più accurati di quelli del GPS americano. E ha aumentato il numero di navi della propria flotta militare, che adesso è la più grande al mondo, più di quella americana.

GLI STATI UNITI IN ALLERTA

La superiorità numerica della marina cinese ha messo in allerta gli Stati Uniti, la cui priorità geopolitica è appunto il dominio sui mari.

Le maggiori dimensioni della flotta cinese non sono sufficienti a garantire a Pechino la vittoria in caso di guerra. Al contrario di quella americana, la marina cinese non ha esperienze di combattimento, anche se sta intensificando le esercitazioni. Gli Stati Uniti, poi, possono contare su una rete di alleati fidati nel Pacifico, come Australia, Giappone e Corea del sud.

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