L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 15 ottobre 2020

I mercenari tagliagola terroristi vengono spostati seconda la bisogna a suon di dollari da una parte all'altra, Afghanistan, Siria, Iraq, Libia, Azerbaigian

WSJ: traffico di jihadisti
RETE VOLTAIRE | 15 OTTOBRE 2020



Secondo il Wall Street Journal del 14 ottobre 2020, centinaia di “ribelli siriani” sono in partenza per l’Azerbaigian. Ognuno riceverà una retribuzione da sette a dieci volte superiore allo stipendio medio in Siria [1].

I ribelli in partenza affermano di voler servire la Turchia, l’unico Paese che ancora li aiuta.

La Turchia ha già trasferito 5 mila jihadisti dalla Siria alla Turchia e almeno mille in più in Azerbaigian. Dagli annunci mortuari sui siti jihadisti si desume che in Artsakh ne sono già morti a decine.

La Russia ritiene questa convergenza di jihadisti nella propria zona d’influenza una grave minaccia. Il 13 ottobre il ministro della Difesa russo, Sergueï Choïgou, ha telefonato al presidente Erdoğan ingiungendogli di fornire spiegazioni.

Traduzione

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