L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 6 ottobre 2020

Il covid-19 è servito per coprire ed accelerare la fase acuta del 2019 della crisi economica scaturita nel 2007/8 da cui non siamo mai usciti, in cui i prodromi sono stati certificati dall'intervento massiccio quotidiano della Fed da settembre 2019 con una emissione di miliardi e miliardi nel sistema interbancario. Il covid-19 è stato individuato come strumento, in Occidente, per distruggere uomini, mezzi di produzione, merci e capitali per riniziare il ciclo economico di ri-accumulazione di capitale trarre soldi e profitti

La Federal Reserve non normalizzerà più la politica monetaria

DI FRANCESCO SIMONCELLI
5 ottobre 2020

Se non ora, quando? Se non noi, chi? Quando è il momento giusto per riparare il tetto che perde?


SAN MARTIN, ARGENTINA - Se non ora, quando? Se non noi, chi?

Quando è il momento giusto per riparare il tetto che perde?

Il sole splendeva nel 2017 quando Mnuchin si è unito al team della Casa Bianca come Segretario del Tesoro. Allora la disoccupazione era bassa... e il PIL degli Stati Uniti era cresciuto per otto anni consecutivi.

A questo punto del ciclo, la teoria keynesiana ci dice che la cosa prudente da fare è mantenere un avanzo di bilancio e pagare il debito. Questa è l'essenza della politica anti-ciclica; come se fosse preso direttamente dall'Antico Testamento, cerca di attutire i cicli di boom e bust facendo deficit negli anni di vacche magre ed eccedenze negli anni di vacche grasse.

Invece il deficit per l'anno finanziario 2017 è stato di $665 miliardi (ereditato dal team di Obama).

In altre parole, i pianificatori centrali stavano facendo l'esatto opposto di ciò che Giuseppe raccomandava al faraone e di ciò che Keynes raccomandava ai politici. Hanno esagerato la tendenza piuttosto che moderarla.

Nel 2018, quando il team di Trump era al completo, la disoccupazione è diminuita ancora e il capo ha detto che il cielo non era mai stato così limpido.

Ma invece di approfittare del bel tempo per risanare il bilancio, i pianificatori centrali hanno tagliato le tasse... e il deficit è salito a $779 miliardi.

E nel 2019... non aveva ancora piovuto. Che regalo!

Ma nessuno è salito sul tetto e il deficit è salito a quasi mille miliardi di dollari.

Il succo delle seguenti parole è che i pianificatori centrali non aggiusteranno mai quel dannato tetto. La casa cadrà prima. Ecco come...

Durante i 10 anni di sole dal 2009 al 2019, invece di riparare le falle nelle finanze federali, Mnuchin ed i suoi predecessori hanno fatto più buchi.

Ricorderete che nel 2015 la Federal Reserve stava portando fuori la scala e si legava la proverbiale cintura degli attrezzi per iniziare le riparazione. Dal 2009 ha sostenuto che il tasso d'interesse a zero e il vasto programma di acquisto di obbligazioni erano "misure di emergenza". Finita l'emergenza, era giunto il momento di “normalizzare” le sue politiche.

Ma quando Trump è arrivato, si è opposto ferocemente a qualsiasi tentativo di normalizzazione. Ha visto, correttamente, che "normale" era una cosa del passato. Voleva tassi anormalmente bassi e più denaro stampato dalla FED per mantenere in piedi la "ripresa".

A quel punto era ovvio che l'intera faccenda sarebbe finita male. La crisi del 2008-2009 era stata seguita dalla campagna di stampa di denaro più aggressiva nella storia degli Stati Uniti, in cui la FED ha aggiunto $3.600 miliardi al suo bilancio.

Ma questo ha prodotto la ripresa economica più debole della storia.

Una persona premurosa potrebbe chiedere: "Come mai? Cosa c'è di sbagliato nella stampa di denaro?"

Ma né l'Eccles Building (quartier generale della Federal Reserve) né la Casa Bianca sono un luogo in cui esistono persone pensanti. Ora sono luoghi per action figure: personaggi dei cartoni animati che agiscono senza pensare.

Nel 2017 e nel 2018 Trump ha ripetutamente insistito sul fatto che era un grave errore cercare di "normalizzare" i tassi d'interesse o ridurre il bilancio della FED. Lui e Mnuchin speravano di estendere ulteriormente il boom, almeno fino alle elezioni del 2020.

Ma la FED ha continuato la sua timida salita sulla scala verso la "normalizzazione"... fino ad ottobre 2019.

Poi, con il tasso dei Fed Funds appena al di sopra del tasso d'inflazione ufficiale... sotto la pressione del team di Trump... e con una discesa di 3.000 punti nel Dow... la FED ha deciso di scendere. Non si è mai avvicinata alla normalità.

Quattro mesi dopo il mercato azionario è crollato... i pianificatori centrali hanno chiuso gran parte dell'economia... il PIL è sceso del 32% nel secondo trimestre... e la FED ha r-abbassato i tassi a zero e poi ha continuato a stampare denaro.

E adesso? Ora, ci sono nuvole ovunque: cumuli, cirri e anche un occasionale tornado.

Venerdì abbiamo visto che quasi 100.000 aziende hanno chiuso i battenti, in modo permanente.

Per quanto riguarda i posti di lavoro... milioni sono stati persi. Undici milioni? Trenta milioni? I numeri sono sospetti.

Ma se questi posti di lavoro tornano alla stessa velocità con cui sono tornati dopo la crisi del 2008-2009, 1,6 milioni all'anno, in media, in cinque anni, ci vorrà fino al 2027 o al 2038 per riaverli indietro se basiamo i nostri calcoli su 30 milioni.

Molti se ne sono andati per sempre. Un'economia si evolve e trova nuovi modi di fare affari. Ha bisogno di nuove competenze... nuove imprese... nuove persone.

I vecchi vengono lasciati indietro... ognuno con una nuvola sopra la testa.

"È incredibile quello che sta succedendo qui", hanno detto gli amici della Deer Valley, Utah. "La gente compra le case a prima vista. Gli agenti immobiliari dicono di non aver mai visto un mercato così caldo. Tutti vogliono allontanarsi dalle grandi città. Arrivano dalla California... da New York ... da Baltimora".

Le persone ricche si stanno godendo i loro nuovi alloggi, mentre tutti gli altri si mettono in fila in attesa di elargizioni del welfare. Oppure stanno aspettando i proverbiali elicotteri monetari.

Nel 2019 il PIL degli Stati Uniti è stato di $21.700 miliardi. Quest'anno il Federal Open Market Committee afferma che il conteggio finale sarà di circa il 6,5% in meno.


Gli affitti non vengono riscossi, i mutui non vengono pagati e ci sono circa 30 milioni di americani disoccupati... e 44 milioni con prestiti per studenti per un totale di $1.500 miliardi.

I senatori Chuck Schumer ed Elizabeth Warren ora propongono di condonare $50.000 di prestiti studenteschi a persona... (Questo farà sentire bene gli studenti che non hanno acceso un prestito!)

Le nuvole non se ne andranno presto e non importa chi si troverà alla Casa Bianca, non uscirà su un tetto altamente scivoloso. Diamine, potrebbe essere colpito da un fulmine!

Otto milioni di persone hanno perso il lavoro nella crisi del 2008-2009. E mentre l'economia si è ripresa nel decennio successivo, i pianificatori centrali non hanno mai avuto il coraggio di riportare la politica monetaria alla "normalità".

Questa volta ben 50 milioni di persone si sono iscritte ai sussidi di disoccupazione.

E non c'è alcuna possibilità, almeno nei prossimi 10 anni, che i deficit vengano ridotti e i tassi d'interesse normalizzati.

Quindi, la stampa di denaro continuerà...

E inevitabilmente porterà dove porta sempre: ad una diminuzione del valore del denaro stesso.

E poi le persone cercheranno delle alternative.

Tradizionalmente nei Paesi schifosi e nelle Repubbliche delle banane, lo trovavano facilmente: dollaro USA.

Ma cosa succede quando non potete fidartvi nemmeno del biglietto verde? Oro e Bitcoin.

Di Bill Bonner

Traduzione di Francesco Simoncelli

Nessun commento:

Posta un commento