L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 23 ottobre 2020

Il Grande Reset che l'Occidente impone al mondo con lo strumento covid/lockdown/coprifuoco ricompone le strutture economiche i ricchi del Web diventano sempre più ricchi, altri sommovimenti ci saranno

Altro che pandemia: in Cina sempre più ricchi, battuti gli USA

23 Ottobre 2020, di Alessandra Caparello

Per il terzo anno consecutivo Jack Ma, co-fondatore di Alibaba, si conferma l’uomo più ricco della Cina con una fortuna di 59 miliardi di dollari. A decretarlo la Hurun Rich List 2020, la classifica dei paperoni del Dragone che segue il modello di Forbes negli Usa.

I paperoni cinesi: chi c’è in classifica

Dietro a Jack Ma, c’è Pony Ma, numero uno del conglomerato tecnologico Tencent, con una ricchezza salita del 50%, a 57,4 miliardi di dollari, spinta dal business dei giochi e dalla crescita di WeChat. Sul podio al terzo posto troviamo Zhong Shanshan, presidente di YST. Tra gli altri paperoni cinesi si segnalano Wang Xing di Meituan-Dianping, servizio di consegna di cibo che è riuscito a quadruplicare gli asset a 25 miliardi e Zhou Qunfei di Lens, che produce touchscreen, una delle tre donne più ricche del mondo.

La Cina ha creato 257 miliardari nell'ultimo anno, pari a una media di 5 nuovi paperoni alla settimana, salendo a quota 878, oltre i 788 miliardari negli Stati Uniti. In sostanza la pandemia da Coronavirus non ha scalfito la ricchezza dei miliardari cinesi anzi, a dirla tutta, è cresciuta anche di più. Come ha affermato Rupert Hoogewerf, presidente del Rapporto Hurun e capo della ricerca:

Il mondo non ha mai visto tanta ricchezza creata in un solo anno. Gli imprenditori cinesi hanno fatto molto meglio del previsto. Malgrado il Covid-19, sono saliti a livelli record (…) La Hurun China Rich List ha registrato più ricchezza creata quest’anno sui 5 anni precedenti messi insieme, suggerendo che la struttura dell’economia si è evoluta, allontanandosi dai settori tradizionali come la produzione e il settore immobiliare, verso la nuova economia.

Dal Covid-19 oltre ai miliardari cinesi ne sono usciti più ricchi anche i colossi del Web. Secondo uno studio di Mediobanca difatti nei primi 9 mesi del 2020 la capitalizzazione delle WebSoft è aumentata del +30,4% (a fronte di un -6% per le multinazionali della manifattura).

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